spaam:

gigiopix:

spaam:

gigiopix:

kon-igi:

spaam:

i magnifici questionari made in USA.

Cinegro hawaiano mangiafoche ma per carità not Hispanic or Latino!

Ma e’ un questionario per candidarsi come supporter di Trump ?

Jackson Laboratory. È un sito governativo

Ma allora sara’ stato decontestualizzato, dai… Chesso’, magari visto che e’ un laboratorio di ricerca, era un questionario relativo a una qualche ricerca sulla maggiore incidenza di una qualche malattia nella popolazione ispanica/latina, rispetto alle altre.

Voglio sperare che non sia solo razzismo, dai.

no, non è razzismo, è la prassi. Anche quando vai dal medico e riempi il formulario con tutte le malattie avute, quelle dei genitori, i nonni e via dicendo, ti chiedono di che razza sei. 

Per razzismo non intendevo la divisione per razza, ma l’enfasi sulla divisione tra il resto del mondo e gli “hispanic or latino”, intesi come provenienti da quei paesi e culture, “regardless of race”.

Se lo scopo fosse stato solo la conoscenza dell’etnia, mi sarei aspettato tutte le opzioni allo stesso livello.

Per questo, avevo pensato a una qualche ricerca focalizzata proprio su un qualche aspetto (medico, geografico, sociale, culturale o sonasega che altro) di ispanici e latini.

spaam:

gigiopix:

kon-igi:

spaam:

i magnifici questionari made in USA.

Cinegro hawaiano mangiafoche ma per carità not Hispanic or Latino!

Ma e’ un questionario per candidarsi come supporter di Trump ?

Jackson Laboratory. È un sito governativo

Ma allora sara’ stato decontestualizzato, dai… Chesso’, magari visto che e’ un laboratorio di ricerca, era un questionario relativo a una qualche ricerca sulla maggiore incidenza di una qualche malattia nella popolazione ispanica/latina, rispetto alle altre.

Voglio sperare che non sia solo razzismo, dai.

Ma io ti amo! (no homo) Finalmente qualcuno che dice che Stranger Things è una minchiatella senza alcun valore. Viviamo in un periodo di merda se una robetta così viene considerata un capolavoro…

iltriceratopoingiardino:

girodivite:

kon-igi:

iltriceratopoingiardino:

è un collage di cliché del genere, dalle situazioni generali alle singole scene. In ciò che dici tu sta proprio il punto: siamo circondati da talmente tanta merda, che roba come questa (che per carità, si lascia anche guardare) ne esce come Kubrick.
io vorrei avere un decimo dell’entusiasmo della gente.

Metto in lista anche il giudizio del Tricé.

A questo punto, per emetter sentenza lo devo vedere.

A me piace proprio perché è “

un collage di cliché del genere” (

iltriceratopoingiardino)…

Capisco, ma questo non è un collage stile Tarantino (vi prego, non apriamo un dibattito, se semo capiti), questo è proprio un compitino che non punta a nulla più che essere tale: “ah ok, ho capito come funziona ‘sta cosa. Prendo questo, questo e quest’altro e mescolo tutto.”
Esempio (pesco a caso, potremmo farne mille): gruppo di ricerca all’interno del laboratorio riavvolge il cavo che li collega al poveraccio all’interno dell’Altroquando gelatinoso o quel cazzo che è. Dimmi che non sapevi, prima ancora che la scena finisse, che avremmo visto l’altro capo spezzato e insanguinato del cavo tornare verso di noi.
Ed è TUTTO così.
La bambina / creaturina / esserino indifeso (ma potenzialmente pericolosissimo) 

che scappa dal laboratorio con gli scienziati cattivi che la inseguono

e ha i poteri mentali!

Ma perché sorbirsi il greatest hits degli stereotipi da cinema sci-fi/horro anni ‘80 e non riguardarsi direttamente i film degli anni ‘80, allora?
Cioè, davvero: il massimo a cui possiamo ambire, oggi, è qualcosa che faccia il copincolla delle scene dei film che abbiamo amato da regazzini?

Perche’ i film degli anni 80 li abbiamo gia visti e rivisti tutti mille volte. Questo almeno e’ qualcosa di nuovo.

Poi comunque tanti non sono semplicemente stereotipi, ma vere e proprie citazioni: quando camminano sul binario del treno ad esempio (Stand by me), o le corse in bici (Goonies).

In generale: e’ una serie progettata a tavolino per fare leva sulla nostalgia, scritta da nostalgici, per un pubblico di nostalgici. E inquadrandola in questo modo, mi pare che l’obiettivo sia stato raggiunto appieno.

La trama lineare, la netta demarcazione tra buoni e cattivi, i personaggi che reagiscono esattamente come ti aspetti che facciano, la gente del paese che si aiuta a vicenda non fidandosi della gente venuta da fuori, i genitori che si comportano semplicemente da genitori, perfino i font dei titoli iniziali e di coda puliti ed essenziali.

Ogni cosa ti riporta a un’epoca in cui tutto ti sembrava piu facile, piu’ chiaro. Una eta’ in cui vedevi il mondo solo come bianco o nero, senza nessuna sfumatura di grigio a complicare le cose. Sapevi su chi fare affidamento, sapevi che alla fine sarebbe andato tutto bene, e che il bene avrebbe sempre vinto. E ovviamente, tu eri sempre uno dei buoni.
Non era magnifico avere tutte quelle certezze?

L’originalita’, da questo punto di vista e’ perfino secondaria.
Cio’ che ha di bello e’ proprio il modo in cui riesce a rievocare le sensazioni che avevi provato da piccolo, guardando per la prima volta quei film degli anni ‘80.

Va vista con gli occhi del bambino di allora, e con la stessa suspension of disbelief (o come si dice in italiano). Non con lo spirito critico e la disillusione dell’adulto di oggi.