Ho ritenuto di postare qui alcune piccole indicazioni dettate
dall’esperienza, che spero vi potranno essere utili nell’acquisto di
questo oggetto pressochè indispensabile che non dovrebbe mai mancare non
solo in un’officina ben fornita, ma anche nella casa di qualunque
cittadino. L’incudine è un oggetto bello a vedersi che non diminuisce il
suo valore nel tempo, anzi tende ad acquistarne purchè sia comprato con
attenzione e conservato con cura. Lasciando ad altre persone più
ferrate il gravoso compito di trattare una materia delicata come la
manutenzione dell’incudine, darò qui alcuni suggerimenti utili a
permettere un soddisfacente acquisto dell’incudine stessa.1) Comprate sempre prodotti di marca. Sono in commercio anche qui
cloni asiatici di scarso valore, spesso venduti come originali.
Diffidate inoltre di prodotti non sufficientemente sperimentati: il
commerciante, se non è onesto, cercherà di vendervi incudini in
polistirolo espanso, legno di balsa o addirittura gonfiabili, insistendo
sull’equivalenza delle prestazioni e sul minor prezzo.2) Esigete sempre articoli con almeno tre anni di garanzia. La
tutela standard garantita al consumatore italiano, ovvero la possibilità
di restutuire un acquisto entro otto giorni, è chiaramente
insufficiente per uno strumento di questo tipo. Conservate con cura lo
scontrino o altra prova d’acquisto per evitare successive contestazioni
circa il diritto all’assistenza.3) Assicuratevi della disponibilità di assistenza qualificata.
Corollario dell’indicazione precedente e ulteriore dimostrazione della
necessità di avvalersi di venditori affidabili. Nel caso per esempio che
il rivenditore o la società incaricata dell’assistenza fallisca, cambi
sede o cessi l’attività vi trovereste totalmente privi di copertura, e
potreste avere grandi difficoltà nel trovare manodopera qualificata o
parti di ricambio. A tal fine specifico inoltre che le case costruttrici
serie si impegnano a tenere in magazzino i pezzi di ricambio per un
dato prodotto per almeno dieci anni dalla data di immissione sul
mercato; eventualmente contattate il costruttore per verificare se
garantisce questo servizio.4) Usato: quando, come e perchè. Abbiamo detto che l’incudine
tende a conservare il suo valore nel tempo e ciò potrebbe portarci ad
accettare l’acquisto di un’incudine usata. Se da un lato questo può
permettere l’acquisto di un bene di valore a un prezzo conveniente,
oltre all’indiscutibile piacere di possedere un oggetto che ha già una
sua storia, dobbiamo però utilizzare cautele ancora maggiori che nel
caso dell’incudine nuova. Sarà quindi consigliabile, oltre a tutte le
precauzioni già ricordate, verificare accuratamente che il manufatto sia
stato sottoposto a una manutenzione regolare, possibilmente
certificata; ricordo tra l’altro che ancora in Italia non esistono (a
differenza di quanto avviene in altri Paesi) certificazioni
ufficialmente riconosciute per la manutenzione delle incudini, limite
molto grave già più volte denunciato in sede di Commissione Europea (e
oggetto di non poche prese di posizione di autorevoli gruppi: speriamo
che non si tratti solo di promesse elettorali). Certificazioni omologate
in paesi stranieri sono da considerare come sospette, in quanto è
possibile che il precedente proprietario residente in Italia abbia fatto
tagliandare la sua incudine in Germania o in Francia, ma spesso tali
certificazioni sono dei falsi che pochi nel nostro Paese possono
smascherare. Se intendete acquistare un’incudine usata l’unica vera
garanzia è la consulenza di un tecnico di fiducia, oltre alla serietà
del commerciante.Trasporto dell’incudine.
Come promesso procediamo nella nostra trattazione, per arrivare a un
punto cruciale che può vanificare gli sforzi fin qui fatti per
assicurarsi un’incudine di pregio a un prezzo ragionevole: il trasporto
dell’incudine nella sua sistemazione definitiva.
A tal proposito colgo immediatamente l’occasione per ricordare che
un’incudine, in realtà, andrebbe trasportata il meno possibile perchè è
inevitabile che risenta dello spostamento. Se avete intenzione di non
separarvi mai dalla vostra incudine è del tutto opportuno che valutiate
l’idea di comprare una seconda incudine per questo ingrato compito,
evitando così di rovinare quella più bella che giustamente tenete in
casa come una reliquia. Una simile soluzione è indubbiamente più costosa
e per questo molte case producono apposite incudini “da viaggio”, con
angoli smussati e imbottiti e una particolare costruzione che riduce
enormemente il rischio di danni. E’ superfluo dire che un vero
appassionato non accetterà mai queste soluzioni di ripiego, che tuttavia
sono accettabili per neofiti di limitate esigenze.Come già accennato il trasporto di un’incudine non è assolutamente
da intraprendere con sufficienza. Anche i professionisti più scafati, a
volte, commettono per eccesso di confidenza errori madornali che si
rivelano spesso irreparabili; questo, tanto per dare l’idea, è il motivo
principale che ha decretato l’inevitabile fallimento di varie società
anche blasonate che, sulla scia delle mode della new economy, si sono
lanciate nel commercio di incudini online basandosi unicamente su una
strategia di bassi prezzi e grandi volumi. La consegna di incudini per
corrispondenza (che, fra l’altro, è vietata in numerosi Paesi) è quanto
di più rischioso e aleatorio si possa immaginare; e spesso anche un
corriere internazionale non dispone di strutture adeguate a garantire un
trasporto sicuro. Esistono società specializzate in questo genere di
spedizioni (e , a tal fine, insisto su un punto fondamentale: NON
LASCIATEVI ILLUDERE da un trasportatore generico che vanta “pluriennale
esperienza nel trasporto di mobili d’antiquariato” con “furgoni
imbottiti e personale specializzato”), ma, di nuovo, il nostro Paese si
mostra ancora molto carente da questo punto di vista, soprattutto nei
piccoli centri. Consiglio pertanto vivamente di provvedere in prima
persona, se possibile con l’aiuto di altri appassionati esperti; ciò
aiuterà a prendere confidenza con il manufatto e si rivelerà sicuramente
una delle esperienze da ricordare più volentieri.
In fin dei conti non ci si deve lasciar espaventare dalle
difficoltà: rispettando alcune norme fondamentali è possibile evitare in
anticipo la maggior parte dei problemi. Vediamole analiticamente.1) Documentazione in regola. Se nel corso del trasporto vengono
attraversate delle frontiere è ASSOLUTAMENTE necessario disporre della
documentazione necessaria per far entrare l’incudine in Italia evitando
spiacevoli problemi legali. Se rimanete entro la zona euro i problemi
sono minori, comunque è del tutto raccomandabile portare con sè la
documentazione fiscale riguardante l’acquisto, unitamente (solo se
l’acquisto è avvenuto in Francia o nei Paesi del BENELUX) a una
certificazione controfirmata dal rivenditore in cui dichiarate di non
usare l’incudine per scopi militari. Le cose si complicano, e di molto,
se l’importazione avviene da paesi non CEE; in questo caso raccomando
una grande prudenza, la massima collaborazione con le autorità e se
possibile informarsi in anticipo sulle procedure da seguire. Non tentate
MAI di nascondere l’incudine comprata durante le vacanze in Medio
Oriente o in Africa Centrale in mezzo agli effetti personali o peggio
ancora nel bagaglio a mano all’aeroporto; l’intensificarsi dei controlli
a causa dell’accresciuta attività terroristica porterà inevitabilmente
alla scoperta del tentativo di esportazione clandestina, in molti stati
punibile in modo severissimo, e come minimo al sequestro del bene
incautamente occultato.2) Mezzo di trasporto adeguato. Partite dal presupposto che
l’unica cosa veramente adatta a trasportare un’incudine sono le mani di
uno o più fabbri esperti, e più ci si allontana da questo più i pericoli
crescono. Evitate furgoni, peggio ancora camion con pianale scoperto, e
qualunque mezzo soggetto a vibrazioni (grande cautela sui treni). La
nave è un mezzo ideale, in quanto un rollio anche accentuato raramente
può danneggiare un’incudine ben imballata. Da sconsigliare assolutamente
l’aereo: atterraggio e decollo sono un vero shock che può lasciare
danni visibili solo a distanza di molto tempo.3) Protezione durante il viaggio: qualcuno potrebbe pensare che
infagottare l’incudine in più strati di espanso e pluriball sia una
precauzione sufficiente a garantire un viaggio tranquillo. Niente di più
falso. Se il principale nemico dell’incudine sono gli urti e le
vibrazioni, è altresì vero che dobbiamo provvedere a ripararla anche
dall’umidità e dalla salsedine (se si viaggia entro 10 km dalla costa;
se il viaggio è per mare è INDISPENSABILE un contenitore sigillato che
sia stato chiuso in atmosfera deumidificata; le buste di gel di silice
che trovate in molte confezioni di apparecchi elettronici non solo sono
inutili contro il sale, ma se si dovessero accidentalmente aprire le
conseguenze sarebbero peggiori). Inoltre bisogna accuratamente evitare
di esporre l’incudine a un calore eccessivo, quale quello che si può
creare in una macchina chiusa sotto il sole, o a sbalzi di temperatura e
correnti d’aria (NIENTE aria condizionata, concesso unicamente il
climatizzatore al minimo). Come concetto di fondo bisogna evitare di
chiudere ermeticamente l’incudine (a meno che non si debbano affrontare
condizioni estreme), ma adottare un imballaggio con più strati di
materiali diversi che proteggano il manufatto.4) Attenzioni particolari: se il luogo di arrivo è a un’altitudine
sensibilmente diversa da quello in cui l’incudine è stata prodotta (e
non venduta! Questo è un errore in cui incorrono anche gli
esperti) è del tutto consigliabile uno spostamento graduale. Dislivelli
di più di cinquecento metri in una singola giornata devono essere
considerati pericolosi, con l’unica possibile eccezioni delle incudini
in grafite o in porcellana che superano molto bene questo problema.
Esistono incudini in materiali compositi e kevlar che possono superare
senza danni dislivelli paurosi; la Thyssen-Krupp ha recentemente
finanziato una spedizione per trasportare un’incudine in magnesio
sinterizzato fino in vetta all’Everest, e tutto si è svolto senza
incidenti. Queste però sono imprese estreme (svolte fra l’altro con
materiali assolutamente eccezionali); lasciatele ai professionisti.Ancora sul trasporto
Penso che un paragrafo a parte debba ancora essere speso sull’importanza della conservazione durante il viaggio, ma non solo!
Lo sbalzo ambientale subito alla partenza e all’arrivo
dell’incudine sono problematiche principali per poi assicurarsi
l’effettivo trasporto.
Inoltre, si sa, bisogna che il tasso medio di altitudine risulti
costante per l’incudine, rischio perdita di efficienza nel breve periodo
ed efficacia nel lungo.
Quindi nello stilare il percorso dal punto autorizzato di
rivendita al vostro laboratorio è necessario calcolare le altitudini di
ogni ettometro, e ovviamente fare una media ponderata con il tempo di
percorrenza.
Bisogna che tale media sia conforme alle specifiche dell’incudine
stessa di modo tale che possa conservare tutta una serie di
caratteristiche, a partire dall’elasticità, che potrebbero andare perse
IRREPARABILMENTE.E RICORDATE! Degli sbalzi improssivi (dislivelli, dossi, buche del
selciato stradale) all’inizio della vita influiscono in modo molto più
brutale sulla media.
Quindi anche la preparazione alla partenza dopo l’uscita dallo
scaffale e l’inizio del rodaggio è basilare: se il rivenditore (e si
spera bene sia autorizzato a commerciare un’incudine di quel livello
altimetrico, o perlomeno abbia provvisto a sottoscala e piani rialzati
per correggere il proprio errato livello sul mare) ha la possibilità di
mantenere l’incudine in un ambiente salubre e adatto, allora sarà
possibile diminuire in parte il rischio altimetrico.
Non soffermandoci sul rischio idrometrico che richiederebbe
considerazioni che esulano il nostro stato che per fortuna è circondato
in gran parte dal mare, ipotizziamo che, grazie alle precedenti
accortezze, l’incudine sia giunta al laboratorio.
Ancora PRIMA dell’installazione (quindi lascio proseguire questa
parte al più esperto Greyhawk) è necessario assicurarsi che il
laboratorio continui a mantenere costante il livello altimetrico, e
soprattutto allestire un buon montacarichi con il consenso di tutto il
condominio che possa minimizzare i successivi shocks dovuti alle fasi
lunari.Come vedete bastano pochi accorgimenti per poter accedere
all’utilizzo di uno strumento così complesso, delicato e all’apparenza
inaccessibile! E ora cedo la parola alle fasi di installazione.
(Attenzione! Se avete spovvedutamente acquistato un’incudine e
siete giunti nei pressi della vostra abitazione attendendo le fasi di
installazione PROVVEDETE IMMEDIATAMENTE al ripristino del livello
altimetrico come previsto dall’art.47 DL 85 del 2002, per non incorrere
in sanzioni. Meglio se contattate direttamente la casa per seguire
procedure più corrette che la normativa così vetusta per questo campo
non ha ancora provvisto ad accogliere. Infine nel caso non abbiate
ancora intrapreso l’acquisto di una incudine MI RACCOMANDO di seguire
prima perlomeno gli indirizzi di base più sotto mostrati per apprestare
il tutto al meglio e sperare in una buona riuscita e futura buona
utilizzazione)
LOL, sto morendo 😀
