uds:

adesso tu prendi un post it e, il primo giorno che per un viaggio, per lavoro, per qualunque altro motivo uscirai di casa prima che lei (o lui) si svegli, ci scrivi sopra un complimento, uno qualsiasi, anche il più stupido che ti viene in mente (anzi, scegli proprio quello), e lo appendi allo specchio del bagno, di modo che sia la prima cosa che lei (o lui) vedrà quella mattina, con gli occhi cisposi, le unghie che grattano il culo attraverso il pigiama e la tristezza di chi ha mollato il piumone una vita troppo presto.

e lo fai perché se lo merita.
perché avrà una giornata dura (sono tutte giornate dure, anche se uno non se ne rende conto).
perché così penserà tutto il giorno a ringraziarti appena vi vedrete di nuovo, fosse anche solo con un bacio più sorridente del solito.
perché ti sopporta ogni giorno.
perché non è da te.
perché è troppo sdolcinato per essere vero da parte di uno (una) che paga le bollette, ha un conto corrente, a maggio deve star dietro alle carte da portare al commercialista per le detrazioni e tutte quelle altre cose da adulti (brrr).
perché quella volta in cui hai alzato un attimo la manica per essere più comodo a firmare, che fosse su un registro di matrimonio, un contratto d’affitto, un mutuo o anche solo su quella parte di cervello e anima che ti fa dire che sì, quella persona ha il carattere, la faccia, il profumo, la voce, la risata, il culo, il modo di arrossire con cui hai deciso di provare a promettere di invecchiare insieme ecco, quando hai alzato quell’attimo la manica non la devi mai più abbassare, devi arrotolarla bene attorno al gomito. perché i rapporti funzionano quando non funzionano. quando ci si sente in debito, anche solo di un piccolo gesto, verso chi ha fatto la stessa promessa col tuo brutto muso come protagonista. devi mantenerti in moto, per quando il motore si ingolfa (perché, lasciatelo dire, quando volete sapete essere un bel paio di cazzinculo) e c’è bisogno che tu sappia quanto vale la pena farlo ripartire.

prendi sto post it e scrivile quanto ti piace il suo naso, che ne so. appendilo allo specchio. hai migliorato la sua giornata, hai migliorato la tua. e non ti è costato niente.

non cambierà un rapporto in crisi, non risolverà la fame nel mondo. ma, male che vada, è un foglietto con una striscia adesiva e qualche centimetro di inchiostro buttato. non una gran perdita, no?

lantigiornalista:

proust2000:

brondybux:

3nding:

@brondybux Racconta alla tumblrsfera come fai la carbonara.

(Visto che abbiamo fame e ognuno fa la carbonara a modo suo)

DISCLAIMER: SE VOLETE FAR PARTIRE LA CIVIL WAR CULINARIA PER ANTONOMASIA ACCOMODATEVI

Come la fa mia mamma:

Ingredienti: un uovo a persona + 1. Parmigiano & Pecorino romano. Pepe nero macinato fresco. Sale. Guanciale. Aglio.

Padellino a sfriggere l’aglio a cui si aggiunge il guanciale a cubetti.

Piatto da minestra dove si sbattono insieme le uova, i formaggi, il sale e si macina il pepe.

Quando la pasta è scolata si amalgama tutto nella pentola portando a cottura (non si dovrebbe fare, sì lo so) l’uovo.

Si serve.

E non vi ho detto che spesso la pasta è pasta corta (!!!)

La MIA carbonara, che si differisce dalla vostra perchè è più buona.

Ingredienti: 2 uova a persona perchè non siamo deboli + GRANA PADANO perchè non sto in emilia, ma se ce l’ho in casa prediligo il P.R. + pepe nero macinato + sale + pancetta affumicata (che il guanciale non si trova mai e io quando voglio la carbonara la voglio NAO.) + Prezzemolo (molti storceranno il naso alla parola prezzemolo, come io l’ho fatto alla parola Aglio)

Nel padellino sfrigge la pancetta, nella coppa sbatto uovo, un kg e mezzo a persona di formaggio, pepe e sale e prezzemolo. Quando la ciccia è bella bruciacchiatina, verso tutto nella coppa dell’uovo, dando una prima scaldata alla gioia di Odino (come chiamo io la Carbonara).

Pasta corta (a me la lunga fa schifo al cazzo) al DENTE del DENTE, prima di scolarla prendetevi una tazzina di acqua di cottura. Nella stessa pentola versate la pasta, la composta e l’acqua di cottura, girate fino a quando c’è il passaggio di consegna tra lo stato liquido a quello plasma (NON CUOCERE, DEVE ESSERE LIQUIDO).

Servire e prendervi i complimenti.

Dio madonna ora sto sbavando.

Pasta corta.
Pancetta affumicata che lu guanciale te lo devi prendere apposta mentre la pancetta in casa mia fa arredamento.
Pepe nero macinato fresco.
Parmigiano chè il grana anche no e il pecorino non lo trovi mai quello giusto che per noi ammilano quello romano è tutto uguale invece cambia da freggene a centocelle e allora ti vien voglia di usare quello sardo ma anche no. Parmigiano.

Prendi la pancetta a cubetti, padella grande e soffriggi per un po’ senza niente tanto è già unta di suo. Una volta soffritta la levi la pancetta e la metti da parte ma lasci l’unto nella padella. Sempre nella padella metti un po’ d’acqua, dolce non di cottura che è troppo salata, e ci macini dentro il pepe che è na spezia secca e deve diffondere il sapore. Lasci lì al calduccio.

Nel frattempo sbatti le uova, 1,5 uova a cranio, se sei da solo 4 ma tanto fai pasta per fare schifo, no? Ci metti metà del parmigiano grattugiato e lasci lì anche quelle.

La pasta la scoli al dente, tanto al dente. Poi la prendi e la infili nella padella de prima con l’acqua il pepe e l’unto della pancetta, puoi rimetterci anche metà della pancetta che si riammorbidisce un po’. Ora fai “risottare” la pasta fino a quando non si è assorbita quasi tutta l’acqua che c’era e ha finito la cottura.

Levi dal fuoco e appoggi su superficie fredda, raffreddando quel tanto la padella per non fare la frittata ora che ci metti le ove sbattute, nell’insieme (no fuoco più uova fredde) si scende a circa 70 gradi. Mischi tutto e servi aggiungendo all’ultimo il resto della pancetta e del formaggio.

Due metodi, uno più classico l’altro per esperti. Primo metodo:

Guanciale, la pancetta è per femminucce. Si mette in padella calda senza olio, e lo si fa cuocere nel proprio grasso a fuoco lento. Dopo un po’ si aumenta la fiamma al massimo. Non bisogna farlo bruciare ma quasi, così diventa supercroccante. Poi si toglie il guanciale dal fuoco e si mette da parte.

Si mette in una ciotola: uova intere (1 a persona) + parmigiano + spolverata di pepe e poi uno o due cucchiai di crema di latte (panna liquida per dolci), o se non ce l’avete, due cucchiai di latte. Questa cosa fa in modo che l’uovo non coaguli e rimanga cremoso senza fare l’effetto frittata anche se lo si tiene un po’ di più sul fuoco.

Nella padella col grasso sciolto del guanciale (ma senza guanciale che è a parte), metti un po’ di vino e lo fai evaporare. Devi rimanere il grasso emulsionato al vino a formare una specie di cremina. Poi ci scoli dentro la pasta lunga al dente e aggiungi l’uovo. alla fine metti il guanciale croccante sopra e se vuoi una spolverata di pecorino.

Se vuoi fare il figo:

Metti il guanciale a cuocere, lo croccantizzi e poi lo tagli a scaglie col coltello.

In una ciotola metti solo tuorli (2 a persona) e tanto tanto pecorino e pepe. Giri facendolo rimanere densissimo….una specie di palla di pongo giallo intenso (in gergo viene chiamato pastello). 

Scoli la pasta mooolto al dente (direi metà cottura) e lo metti nel grasso del guanciale, e la lasci finire di cuocere li aggiungendo l’acqua di cottura poco a poco (tipo risotto). Ti assicuri di smuovere continuamente la pasta per far rilasciare bene l’amido e far formare una crema. Alla fine aggiungi il pastello che tingerà tutto, si cuocerà velocemente e formerà una cremina niente male. Impiatti e metti sopra le scaglie di pancetta.

Pasta lunga e spessa, per la precisione spaghetti grossi del 5, o se proprio non c’e’ di meglio, linguine. Non pasta corta, e nemmeno spaghetti del 3 che non stiamo mica a fare i fideua’.

Tagliare una fetta di REGATINO (che il guanciale lo tengo sul letto per dormire) possibilmente con una bella striscia di grasso al centro. Togliere la cotenna dalla fetta, e tagliarla a striscioline (non dadini) per il verso perpendicolare alle venature di grasso del regatino.
Far saltare in una padella gia calda il regatino, finché la parte grassa non diventa trasparente, poi spengere la padella lasciarla li con suo unto.

Nel frattempo mettere a cuocere la pasta, stando attenti ai tempi: deve essere molto al dente, almeno 1 minuto in meno rispetto al previsto sulla scatola (o meno, dipende dalla pasta, ma si presume che ovviamente la conosciate).

In un piatto da minestra, intanto, mettere 1 uovo a persona, coprirlo con pecorino TOSCANO, (possibilmente stagionato, meglio se preso direttamente dal pastore) e pepe grattugiato fresco. Mescolare sbattendo con una forchetta, e ontinuare ad aggiungere pecorino fino a raggiungere una crema densa quanto basta. Non deve essere liquida, ma nemmeno fare grumi. Il pepe deve essere abbastanza da rendere la crema leggermente grigia, quindi abbondante.

Quando la pasta e’ pronta, scolarla molto grossolanamente (senza togliere tutta l’acqua di cottura), e versarne meta’ nella padella del regatino. Rovesciare lo sbattuto sopra la pasta, poi ripulire il piatto con la meta’ degli spaghetti rimasti, e quindi buttare in padella anche quelli.

Accendere di nuovo il fornello sotto la padella a fuoco basso, e far saltare la pasta girando con un mestolo di legno. Mescolare velocemente e far saltare pochissimo: l’uovo deve iniziare a rapprendersi (lo vedrete attaccarsi alla padella) ma non cuocere del tutto. Deve restare cremoso.

Spegnere il fornello, impiattare e mangiare.

Ovviamente il piatto dove ho sbattuto le uova diventa il mio.