
kon-igi:
scarligamerluss:
Ma dove cavolo va?
A occhio e croce l’aveva rubata.
Io invece lo capisco.
Quando ho fatto io un incidente con la mia prima macchina (una vecchia fiestina del ‘91, che una signora americana con la patente internazionale da 3 giorni, non abituata al cambio manuale e alla segnaletica italiana, ha spinto di sotto a un precipizio facendomi inversione a U davanti), e mi sono trovato a testa in giù appeso alla cintura, il primo istinto non e’ stato il panico, ma una razionalità lucidissima.
Ho pensato subito alle priorità, in modo totalmente automatico:
- spegnere il quadro, in caso ci fossero perdite di benzina e/o fili scoperti.
- sganciare la cintura, e liberarsi dal sedile
- sfondare un finestrino con un calcio (all’epoca non sapevo che i finestrini laterali posteriori non sono come parabrezza che NON si sbriciolano prendendoli a calci ma si staccano di netto, e ho rischiato di tagliarmi la gamba coi frammenti)
- uscire dalla macchina e allontanarsi velocemente, arrampicandosi su per la scarpata.
Paradossalmente quando sono risalito sulla strada, ero l’unico tranquillo. La signora americana piangeva in preda al panico, e gli altri si sbracciavano chiamando ambulanze e pompieri. Non hanno nemmeno capito subito che ero io quello che era cascato di sotto, vedendomi arrivare cosi’ tranquillo. Non so esattamente cosa e’ successo, ma la consapevolezza del rischio corso e’ arrivata solo dopo, a mente fredda.
Probabilmente quel tizio ha avuto lo stesso meccanismo automatico: la prima reazione e’ stata di mettersi al sicuro, ma senza bisogno di correre, perché le auto lo hanno visto, si sono fermate, e non rappresentano un pericolo in quel momento.