kon-igi:

sabrinaonmymind:

masuoka:

kon-igi:

yoghiorso:

brondybux:

† RIP †

@kon-igi ma secondo te è morta? quando vedo queste immagini mi si accappona la pelle perché di incidenti domestici di questo genere ne avvengono una quantità infinita giornalmente
(proprio l’altro ieri ho saputo di una amica che caduta in casa da una sedia ha avuto una frattura scomposta di tibia e perone con intervento pesantissimo)

L’essere umano riserva grandi sorprese…

A occhio e croce si è polverizzata le rotule e fratturata le tibie (il primo punto di impatto è stato quello) mentre la frusta dorsale gli avrà spezzato (spero solo) il setto nasale sul pavimento o procurato un medio trauma cranico frontale.

@masuoka è già felicemente sposato

*maledetto dongiovanni paraculo!*

Io… io… io però ho preso trenta all’Esame di Buonsenso all’Università della Vita, ecco!

L’Europa punta 10,3 miliardi sullo Spazio e salva ExoMars

La riunione dell’ESA del 2 dicembre a Lucerna si è conclusa con l’approvazione dei fondi necessari per il proseguio della missione ExoMars. Dopo lo schianto del lander Schiaparelli sulla superficie di Marte lo scorso 16 ottobre l’esito non era scontato, ed era noto che l’Agenzia Spaziale Europea avrebbe chiesto un finanziamento extra di circa 400 milioni di euro per completare la missione ExoMars 2020.

Invece gli stati europei membri dell’ESA hanno approvato un ulteriore finanziamento pari a 440 milioni di euro per ExoMars (167 milioni dall’Italia e 100 dal bilancio ordinario ESA). Il direttore generale dell’ESA Jan Woerner ha sottolineato che a questo punto bisognerà lavorare duramente, perché un ritardo per la missione oltre il 2020 non è un’opzione.

Anche se la missione marziana era l’argomento più atteso, la riunione di Lucerna non riguardava solo questo aspetto, ma l’impegno spaziale europeo nel complesso, ed è alla luce di questo che il conto complessivo che è stato approvato sale a 10,3 miliardi di euro, appena sotto agli 11 miliardi che ESA aveva chiesto. Si aggiungono infatti 807 milioni di euro per i progetti relativi alla Stazione Spaziale Internazionale (167 milioni dall’Italia), più altri 153 milioni per i progetti scientifici a bordo del laboratorio europeo Columbus.

Al riguardo ricordiamo che l’Europa aveva già accettato di costruire un modulo di servizio per l’attracco del veicolo di trasporto Orion della NASA: con i finanziamenti stabiliti a Lucerna l’Europa potrà fornire un secondo modulo di servizio, i cui costi saranno compensati con la contrattazione dei costi di gestione con gli Stati Uniti. Gli Stati membri hanno così approvato ufficialmente l’impegno di estendere la partecipazione europea nella stazione spaziale fino al 2024, con il conseguente invio di altri astronauti sull’avamposto spaziale.

Non è invece stato del tutto finanziato il programma Asteroid Impact Mission (AIM) congiunto con la NASA, atto a deviare un asteroide che dovesse eventualmente minacciare la Terra. L’idea era di coinvolgere l’Europa nelle future attività di difesa planetaria, ma quanto raccolto non sarà sufficiente per garantire che il programma venga portato avanti. Comunque non sarà del tutto abbandonato, continuerà in altre sedi all’interno dell’Agenzia, come ha specificato Woerner.

Pochi finanziamenti anche per Prometheus, il progetto a guida francese per un motore a razzo riutilizzabile. Ha incassato solo 100 milioni di euro ma la Francia potrebbe finanziare il resto perché reputa che potrebbe costituire la base per la fabbricazione di un primo stadio riutilizzabile per un futuro razzo. ESA tuttavia, al contrario di SpaceX, non è pienamente convinta del fatto che la riusabilità dei razzi sia la chiave per abbassare i costi dei lanci, soprattutto se il launcher in questione non potrà contare su decine di missioni all’anno.

L’Italia in compenso ha incassato i finanziamenti per il progetto del minishuttle IXV (Intermediate eXperimental Vehicle), uno Space Shuttle in miniatura, senza pilota, destinato a portare in orbita bassa carichi modesti e rientrare a terra per essere riutilizzato. E anche quello per lo sviluppo del Vega C plus, un vettore per il trasporto satelliti che ha incassato un finanziamento aggiuntivo di 55 milioni (20 dall’Italia) e del Vega E con motore a propulsione liquida (70 milioni, 50 dall’Italia).

Un motivo di orgoglio per Battiston, numero uno ASI, che ha commentato: “abbiamo centrato tutti gli obiettivi che ci eravamo proposti. Siamo riusciti in modo forte a includere gran parte dei grandi programmi europei che valorizzeranno il comparto nazionale e industriale italiano. Soprattutto quando le nostre proposte erano in contrasto con altre, abbiamo dimostrato la nostra capacità propositiva e siamo comunque riusciti a farle passare”.

Alla parte scientifica nel complesso l’Europa ha destinato 508 milioni di euro all’anno tra il 2017 e il 2022; a partire dal 2018, questa cifra aumenterà dell’1 percento l’anno. Un risultato che, come hanno sottolineato i funzionari di governo europei, comporterà un minor peso dell’Europa nell’impegno scientifico nei prossimi anni, con una o più missioni che dovranno essere posticipate, fra cui Lisa Pathfinder, per cui era stata stabilita una data ipotetica del 2029 ma che probabilmente non avverrà prima del 2034.

L’Europa punta 10,3 miliardi sullo Spazio e salva ExoMars

Spazioporto in Italia, Virgin Galactic al decollo nel 2020

Lo spazioporto in Italia sembra sempre più probabile, dopo che la statunitense Virgin Galactic ha sottoscritto un accordo d’intesa con la torinese Altec per individuare gli aeroporti italiani da cui ci si potrebbe imbarcare per i voli spaziali.

Del progetto per uno spazioporto se ne parla già da luglio, quando Roberto Battiston, numero uno dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), aveva candidato il Belpaese come un luogo ideale in cui stabilire uno spazioporto.

Per l’occasione sottoscrisse un contratto con la Federal Aviation Administration e l’ENAC relativo proprio al “Commercial Space Transportation”, che a sua detta era propedeutico a perseguire obiettivi ambiziosi come appunto la costruzione di uno spazioporto nel nostro Paese. Battiston – spiegando il progetto – aveva citato anche il turismo spaziale, e alla luce degli sviluppi degli ultimi giorni è evidente che aveva vedute ben più ampie del fermarsi a candidare l’Italia come primo paese europeo per questo tipo di opzione.

La novità delle ultime ore è che la controparte più probabile per la concretizzazione del progetto sembra essere Virgin Galactic, un’azienda nata dall’estro del magnate inglese Richard Branson, fondatore del Virgin Group che controlla oltre 400 aziende. Il suo progetto per il turismo spaziale prevede l’impiego di veicoli capaci di effettuare voli suborbitali con cui trasportare fino a 500 turisti all’anno in “crociera” a quote superiori a 100 Km di altezza.

I test hanno subito una battuta d’arresto il 31 ottobre 2014, quando un incidente è costato la vita al co-pilota Michael Alsbury e ha ferito gravemente il pilota Peter Siebold. A febbraio 2016 però Virgin Galactic ha annunciato ufficialmente il nuovo veicolo SpaceShip Two, concepito facendo tesoro dei problemi che hanno causato l’incidente del primo velivolo. Dovrà affrontare la fase di test, se la supererà alla fine potrà trasportare sei passeggeri più due piloti, raggiungerà un’altitudine di circa 15.000 metri collegato all’aereo madre WhiteKnightTwo, quindi si staccherà e accenderà il suo motore a razzo per raggiungere lo spazio suborbitale.

Da qui i passeggeri potranno vedere la curvatura della Terra in contrasto con il nero dello Spazio, sperimenteranno l’esperienza dell’assenza di peso e quindi rientreranno a Terra, il tutto per un costo di circa 250.000 dollari a testa (per la cronaca sembra che le prenotazioni vadano a gonfie vele).

Ricordiamo che Virgin Galactic non è l’unica azienda impegnata nei test per il turismo spaziale, a titolo di esempio citiamo anche Blue Origin.

Al momento tuttavia l’interesse per l’Italia è stato espresso solo da Branson. Vediamo nel dettaglio in quali termini. L’azienda di Richard Branson e Altec, che è una partecipata di ASI e Thales, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa che nella prima fase prevede da parte di Altec l’individuazione di un aeroporto militare da cui potrebbero decollare (e atterrare) i voli suborbitali.

Al momento di parla di siti in Veneto, Puglia o Sardegna. Il requisito è che la pista sia sufficientemente lunga da consentire il decollo del White Knight, e che ci siano le condizioni meteo e di vento adatte per l’atterraggio in planata dello SpaceShip Two. Inoltre dovrà essere lontano da centri densamente popolati e ci dovrà essere la disponibilità di enti locali per la costruzione delle infrastrutture necessarie, compreso l’hangar.

Insomma non sarà facile trovare il sito giusto, ma una volta stabiliti i criteri di selezione non sarà difficile scegliere. Nel frattempo sarà necessario stabilire una normativa italiana per la regolazione dei voli da e verso lo Spazio: in Italia al momento non c’è, ma grazie all’accordo sottoscritto con la FAA da Battiston si potranno studiare le normative statunitensi e trarre gli insegnamenti del caso.

Ricordiamo che Battiston a luglio accennò anche al fatto che uno spazioporto in Italia sarebbe stato anche propedeutico ad obiettivi ambiziosi e a uno sviluppo economico derivante dalle attività spaziali (la cosiddetta Space Economy). A questo proposito l’intesa con Virgin Galactic prevede che una volta partito il progetto i componenti dello SpaceShip Two (la cui proprietà intellettuale è statunitense) potranno essere rimpiazzati via via da pezzi progettato e costruiti in Italia.

Stando alle fonti riportate da La Repubblica “la navetta a stelle e strisce diventerà, nell’arco di cinque o sei anni, tutta tricolore”, con un conseguente indotto per le aziende italiane. Intanto, sempre nel fine settimana, Virgin Galactic ha effettuato il quinto test con una seconda navicella spaziale, la VSS Unity, che ha effettuato un volo libero nel deserto del Mojave.

Se tutto andrà secondo i piani, i primi voli dovrebbero decollare dall’Italia nel 2020. Qualcuno vuole prenotare un biglietto?

Spazioporto in Italia, Virgin Galactic al decollo nel 2020

Eroi del giorno, a pari merito, quello che vuole votare con la tessera della coop come documento, e quello che mi da tessera elettorale e carta di identita’, io controllo sul registro, e gli dico “prego, puo’ andare”. Lui piglia e va via.

Abbiamo dovuto rincorrerlo fin fuori, lol.

uds:

adesso tu prendi un post it e, il primo giorno che per un viaggio, per lavoro, per qualunque altro motivo uscirai di casa prima che lei (o lui) si svegli, ci scrivi sopra un complimento, uno qualsiasi, anche il più stupido che ti viene in mente (anzi, scegli proprio quello), e lo appendi allo specchio del bagno, di modo che sia la prima cosa che lei (o lui) vedrà quella mattina, con gli occhi cisposi, le unghie che grattano il culo attraverso il pigiama e la tristezza di chi ha mollato il piumone una vita troppo presto.

e lo fai perché se lo merita.
perché avrà una giornata dura (sono tutte giornate dure, anche se uno non se ne rende conto).
perché così penserà tutto il giorno a ringraziarti appena vi vedrete di nuovo, fosse anche solo con un bacio più sorridente del solito.
perché ti sopporta ogni giorno.
perché non è da te.
perché è troppo sdolcinato per essere vero da parte di uno (una) che paga le bollette, ha un conto corrente, a maggio deve star dietro alle carte da portare al commercialista per le detrazioni e tutte quelle altre cose da adulti (brrr).
perché quella volta in cui hai alzato un attimo la manica per essere più comodo a firmare, che fosse su un registro di matrimonio, un contratto d’affitto, un mutuo o anche solo su quella parte di cervello e anima che ti fa dire che sì, quella persona ha il carattere, la faccia, il profumo, la voce, la risata, il culo, il modo di arrossire con cui hai deciso di provare a promettere di invecchiare insieme ecco, quando hai alzato quell’attimo la manica non la devi mai più abbassare, devi arrotolarla bene attorno al gomito. perché i rapporti funzionano quando non funzionano. quando ci si sente in debito, anche solo di un piccolo gesto, verso chi ha fatto la stessa promessa col tuo brutto muso come protagonista. devi mantenerti in moto, per quando il motore si ingolfa (perché, lasciatelo dire, quando volete sapete essere un bel paio di cazzinculo) e c’è bisogno che tu sappia quanto vale la pena farlo ripartire.

prendi sto post it e scrivile quanto ti piace il suo naso, che ne so. appendilo allo specchio. hai migliorato la sua giornata, hai migliorato la tua. e non ti è costato niente.

non cambierà un rapporto in crisi, non risolverà la fame nel mondo. ma, male che vada, è un foglietto con una striscia adesiva e qualche centimetro di inchiostro buttato. non una gran perdita, no?

lantigiornalista:

proust2000:

brondybux:

3nding:

@brondybux Racconta alla tumblrsfera come fai la carbonara.

(Visto che abbiamo fame e ognuno fa la carbonara a modo suo)

DISCLAIMER: SE VOLETE FAR PARTIRE LA CIVIL WAR CULINARIA PER ANTONOMASIA ACCOMODATEVI

Come la fa mia mamma:

Ingredienti: un uovo a persona + 1. Parmigiano & Pecorino romano. Pepe nero macinato fresco. Sale. Guanciale. Aglio.

Padellino a sfriggere l’aglio a cui si aggiunge il guanciale a cubetti.

Piatto da minestra dove si sbattono insieme le uova, i formaggi, il sale e si macina il pepe.

Quando la pasta è scolata si amalgama tutto nella pentola portando a cottura (non si dovrebbe fare, sì lo so) l’uovo.

Si serve.

E non vi ho detto che spesso la pasta è pasta corta (!!!)

La MIA carbonara, che si differisce dalla vostra perchè è più buona.

Ingredienti: 2 uova a persona perchè non siamo deboli + GRANA PADANO perchè non sto in emilia, ma se ce l’ho in casa prediligo il P.R. + pepe nero macinato + sale + pancetta affumicata (che il guanciale non si trova mai e io quando voglio la carbonara la voglio NAO.) + Prezzemolo (molti storceranno il naso alla parola prezzemolo, come io l’ho fatto alla parola Aglio)

Nel padellino sfrigge la pancetta, nella coppa sbatto uovo, un kg e mezzo a persona di formaggio, pepe e sale e prezzemolo. Quando la ciccia è bella bruciacchiatina, verso tutto nella coppa dell’uovo, dando una prima scaldata alla gioia di Odino (come chiamo io la Carbonara).

Pasta corta (a me la lunga fa schifo al cazzo) al DENTE del DENTE, prima di scolarla prendetevi una tazzina di acqua di cottura. Nella stessa pentola versate la pasta, la composta e l’acqua di cottura, girate fino a quando c’è il passaggio di consegna tra lo stato liquido a quello plasma (NON CUOCERE, DEVE ESSERE LIQUIDO).

Servire e prendervi i complimenti.

Dio madonna ora sto sbavando.

Pasta corta.
Pancetta affumicata che lu guanciale te lo devi prendere apposta mentre la pancetta in casa mia fa arredamento.
Pepe nero macinato fresco.
Parmigiano chè il grana anche no e il pecorino non lo trovi mai quello giusto che per noi ammilano quello romano è tutto uguale invece cambia da freggene a centocelle e allora ti vien voglia di usare quello sardo ma anche no. Parmigiano.

Prendi la pancetta a cubetti, padella grande e soffriggi per un po’ senza niente tanto è già unta di suo. Una volta soffritta la levi la pancetta e la metti da parte ma lasci l’unto nella padella. Sempre nella padella metti un po’ d’acqua, dolce non di cottura che è troppo salata, e ci macini dentro il pepe che è na spezia secca e deve diffondere il sapore. Lasci lì al calduccio.

Nel frattempo sbatti le uova, 1,5 uova a cranio, se sei da solo 4 ma tanto fai pasta per fare schifo, no? Ci metti metà del parmigiano grattugiato e lasci lì anche quelle.

La pasta la scoli al dente, tanto al dente. Poi la prendi e la infili nella padella de prima con l’acqua il pepe e l’unto della pancetta, puoi rimetterci anche metà della pancetta che si riammorbidisce un po’. Ora fai “risottare” la pasta fino a quando non si è assorbita quasi tutta l’acqua che c’era e ha finito la cottura.

Levi dal fuoco e appoggi su superficie fredda, raffreddando quel tanto la padella per non fare la frittata ora che ci metti le ove sbattute, nell’insieme (no fuoco più uova fredde) si scende a circa 70 gradi. Mischi tutto e servi aggiungendo all’ultimo il resto della pancetta e del formaggio.

Due metodi, uno più classico l’altro per esperti. Primo metodo:

Guanciale, la pancetta è per femminucce. Si mette in padella calda senza olio, e lo si fa cuocere nel proprio grasso a fuoco lento. Dopo un po’ si aumenta la fiamma al massimo. Non bisogna farlo bruciare ma quasi, così diventa supercroccante. Poi si toglie il guanciale dal fuoco e si mette da parte.

Si mette in una ciotola: uova intere (1 a persona) + parmigiano + spolverata di pepe e poi uno o due cucchiai di crema di latte (panna liquida per dolci), o se non ce l’avete, due cucchiai di latte. Questa cosa fa in modo che l’uovo non coaguli e rimanga cremoso senza fare l’effetto frittata anche se lo si tiene un po’ di più sul fuoco.

Nella padella col grasso sciolto del guanciale (ma senza guanciale che è a parte), metti un po’ di vino e lo fai evaporare. Devi rimanere il grasso emulsionato al vino a formare una specie di cremina. Poi ci scoli dentro la pasta lunga al dente e aggiungi l’uovo. alla fine metti il guanciale croccante sopra e se vuoi una spolverata di pecorino.

Se vuoi fare il figo:

Metti il guanciale a cuocere, lo croccantizzi e poi lo tagli a scaglie col coltello.

In una ciotola metti solo tuorli (2 a persona) e tanto tanto pecorino e pepe. Giri facendolo rimanere densissimo….una specie di palla di pongo giallo intenso (in gergo viene chiamato pastello). 

Scoli la pasta mooolto al dente (direi metà cottura) e lo metti nel grasso del guanciale, e la lasci finire di cuocere li aggiungendo l’acqua di cottura poco a poco (tipo risotto). Ti assicuri di smuovere continuamente la pasta per far rilasciare bene l’amido e far formare una crema. Alla fine aggiungi il pastello che tingerà tutto, si cuocerà velocemente e formerà una cremina niente male. Impiatti e metti sopra le scaglie di pancetta.

Pasta lunga e spessa, per la precisione spaghetti grossi del 5, o se proprio non c’e’ di meglio, linguine. Non pasta corta, e nemmeno spaghetti del 3 che non stiamo mica a fare i fideua’.

Tagliare una fetta di REGATINO (che il guanciale lo tengo sul letto per dormire) possibilmente con una bella striscia di grasso al centro. Togliere la cotenna dalla fetta, e tagliarla a striscioline (non dadini) per il verso perpendicolare alle venature di grasso del regatino.
Far saltare in una padella gia calda il regatino, finché la parte grassa non diventa trasparente, poi spengere la padella lasciarla li con suo unto.

Nel frattempo mettere a cuocere la pasta, stando attenti ai tempi: deve essere molto al dente, almeno 1 minuto in meno rispetto al previsto sulla scatola (o meno, dipende dalla pasta, ma si presume che ovviamente la conosciate).

In un piatto da minestra, intanto, mettere 1 uovo a persona, coprirlo con pecorino TOSCANO, (possibilmente stagionato, meglio se preso direttamente dal pastore) e pepe grattugiato fresco. Mescolare sbattendo con una forchetta, e ontinuare ad aggiungere pecorino fino a raggiungere una crema densa quanto basta. Non deve essere liquida, ma nemmeno fare grumi. Il pepe deve essere abbastanza da rendere la crema leggermente grigia, quindi abbondante.

Quando la pasta e’ pronta, scolarla molto grossolanamente (senza togliere tutta l’acqua di cottura), e versarne meta’ nella padella del regatino. Rovesciare lo sbattuto sopra la pasta, poi ripulire il piatto con la meta’ degli spaghetti rimasti, e quindi buttare in padella anche quelli.

Accendere di nuovo il fornello sotto la padella a fuoco basso, e far saltare la pasta girando con un mestolo di legno. Mescolare velocemente e far saltare pochissimo: l’uovo deve iniziare a rapprendersi (lo vedrete attaccarsi alla padella) ma non cuocere del tutto. Deve restare cremoso.

Spegnere il fornello, impiattare e mangiare.

Ovviamente il piatto dove ho sbattuto le uova diventa il mio.