e grazie al qatz. se devo dire di pietà umana è ovvio che 92 persone morte in volo o le 39 in un attentato, o le centinaia che muoiono ogni giorno sotto le bombe o per fame o malattia eccetera sono infinitamente peggio.
è che le morti di personaggi famosi che in qualche modo han fatto parte della nostra vita ci portano via un pezzetto di noi anziché un pezzetto di mondo, sicché si sentono di più.
è tipo che se mi si bu’a la rota mentre torno da peccioli, madonna ‘mpestata, mi fa una sega pensà che c’è gente che ‘un ce l’ha, la macchina, dio stramajale.
è una questione di prossimità. un po’ come se in una disgrazia c’è qualcuno che conosci, non è più semplice pietà umana, è pietà umana e tua.
per dire, le 92 persone morte in un incidente aereo mi fanno meno impressione delle 39 uccise dal pazzo bastardo di istanbul.
poi magari te sei migliore di me e per te ogni morte è uguale. per me manco per il qatz. io per i miei cari ti passerei sopra col cingolato, per dire.
qui c’è anche il fatto che quelle cose che ti dava il morto non te le potrà dare più, essendo morto.
poi, dé: secondo me ogni volta che leggono la parola “reunion” mcartney e starr o carl palmer si aggrappano ai ‘oglioni.
E’ brutta la via di Peccioli, specie di notte. Tutta in mezzo ai campi e manco un lampione fino alla rotatoria di Capannoli.