Oggi andiamo a Roma alla mostra di Hopper e a quella dell’.ASI su Marte
Ho cercato di pianificare la giornata tenendo conto dei possibili ritardi, ma evidentemente non abbastanza.
Usciamo di casa alle 6, e subito troviamo traffico sulla FI-PI-LI in direzione Firenze. In realtà le auto non sono molte, ma i camion continuano a sorpassarsi tra loro a passo di lumaca, intasando la corsia di sinistra a 70 all’ora. Prima sfilza di porchiddii del giorno.
A Firenze cerchiamo di arrivare al parcheggio scambiatore del tramvia, ma un pullman fermo in mezzo alla strada ci blocca il passo. Sono le 6 e 40, vorrei evitare di attaccarmi al clacson. Scendo a chiedere che succede, e l’autista stronzo risponde sprezzante e incazzato “o che dovrei fa? Un ci passo”.
Non so cosa dovresti fare Porcoddio, suona, cerca di fare manovra in retromarcia, chiama i vigili. Qualcosa che non sia spengere il pullman in mezzo alla via e restare li magari.
Per uscire dall’ingorgo (ovviamente dietro si é formata la fila) sono costretto a fare una manovra a cazzo, strusciando la fiancata contro una Panda parcheggiata a cazzo in mezzo alla strada (quella che bloccava il transito al pullman). Porchiddii creativi, season three.
Alla fermata del tramvia la macchinetta dei biglietti si impalla due volte prima di accettare le monete. Farei via sms, ma ovviamente i biglietti via sms costano di piu. Quarta serie di moccoli a rondemá.
Riusciamo ad arrivare in stazione con ben 20 minuti di anticipo. Ci fermiamo a prendere un caffè e un cornetto a un bar, ma ovviamente la tizia davanti deve perdere 15 minuti a cercare le monetine. E la cassa viene lasciata deserta: 4 casse di cui una sola aperta, alle 7e30, ora di punta per un bar che fa soprattutto colazioni. Butto giù il caffè bollente al volo (ustionandomi la lingua), e corro al binario.
All’ingresso delle pensiline, un tizio fa accedere al binario solo chi ha il biglietto, rallentandomi con l’ennesimo ingorgo. Il tabellone mostra un numero di treno diverso da quello sul biglietto, ma orario, partenza e destinazione sono uguali. Avranno sbagliato numero?
Cerco un controllore, un capotreno, qualcuno a cui chiedere, ma nulla. Devo attraversare 10 carrozze facendo lo slalom tra gente che intasa i corridoi cercando di incastrare valigie da due quintali sopra la cappelliera. Trovo finalmente un tizio in divisa, che mi risponde sprezzante “o vedrai, quale voi che sia? Ne vedi altri?” Porcoddio. Se metteste il numero giusto, magari. Stronzo.
Ritorno in fondo al treno con un nuovo slalom tra 10 carrozze di deficienti e maleducati, per scoprire che il wifi di bordo ovviamente non va.
Adesso sono le 8, e io ho gia voglia di ammazzare qualcuno. E non sono ancora arrivato a Roma. Sarà una giornata molto lunga.