chalkandwater:

A small Japanese puffer fish is the creator of one of the most spectacular animal-made structures. To impress the female puffer fish, the male labors 24 hours a day for a week to create a pattern in the sand. If the female finds his work satisfactory, she allows him to fertilize her eggs. She then lays them in the middle of the circle, leaving the male to guard the eggs alone.

Life Story (2014)

Reblogga scrivendo cosa vorresti sentirti dire in questo momento.

(via immersa-neiricordi )

“Vieni da me”

(via idolslaugh)

era solo un vuoto d’aria

(via mystudio1980)

Dammi un caffè!

(via dune-mosse)

Toh, un mega bonifico in entrata!

(via soggetti-smarriti)

Porta ciaccia e mortadella che la mangiamo insieme.

(via buiosullelabbra)

Signora, le scontiamo 10mila€ dal costo dell’appartamento

(via sabrinaonmymind)

Okay, questa riunione fiume è finita. Ci vediamo tra un paio di anni.

(via masuoka)

Eccoti qua una casa nuova di zecca, abbastanza in culo ai lupi da non far vedere il fumo del camino ai tuoi vicini ma a meno di mezz’ora dalla civiltà, con camino, forno a legna, pannelli solari, caldaia a pellet, isolamento termico e tanto spazio intorno. É un regalo per la tua promozione dopo che il tuo ex capo é stato arrotato da un tir che poi ha fatto marcia indietro e c’è ripassato sopra (per sicurezza).

kon-igi:

3nding
ha risposto al tuo video “Voi non potete capire… Per quanto io possa essere naruto addicted, non…”

Piombo fuso?!

Il piombo fonde a poco più di 300 gradi, una temperatura facilmente raggiungibile mettendolo in pezzi* in un pentolino di alluminio sul fornello della cucina, naturalmente da destinare sempre a quell’uso per evitare contaminazioni di alimenti.

Io usavo un vecchio pentolino per il latte con il beccuccio per facilitare lo sverso, finché mio padre non mi comprò il kit IN UN NEGOZIO DI GIOCATTOLI con crogiuolo a manico lungo e vari attrezzi. Nella scatola c’erano però lingottini di stagno, in effetti più sicuro dal punto di vista della tossicità e della minor temperatura di fusione.

* allora erano i pesi per l’equilibratura degli pneumatici o i piombi da pesca (le bestemmie di mio nonno a cui li fregavo).

@3nding
(e scommetto che @gigiopix e @axeman72 hanno fatto qualcosa di simile)

Il piombo non e’ mai stato un problema recuperarlo: mio padre si faceva da solo le cartucce, e spesso oltre a sperimentare con le polveri provava anche nuove forme per la palla e ne studiava la balistica. Avevamo sul camino un recipiente pieno di pezzi di piombo da riusare, perlopiu’ recuperati da cinghiali, da pile di elenchi del telefono SIP (usati per misurare la capacita’ di penetrazione dei vari esperimenti) e/o da precedenti esperimenti.

Ma a me le armi da fuoco non sono mai piaciute, per cui non ci stavo dietro piu di tanto.

Io ero piu orientato sulla costruzione di altre armi: fionde (elastici ricavati da vecchi copertoni di bicicletta, reggisasso con un pezzo di pelle da scarpe rubato a nonna che le cuciva, e manico con forcella a V da un ramo di avorniello), archi (ramo di avorniello e lenza da pesca/cordini vari), frecce (rametti di sambuco o altra roba liscia), nunchacku (manici delle forbici da siepe rubati a mamma, e catena del pozzo), lanciafiamme (bombolette di lacca per capelli su accendino), ecc.

Mi piacevano anche i coltelli. Una volta cercai di fare una tempra in olio di un coltellaccio ricavato da una grossa lima d’acciaio affilata sulla mola, e portata al rosso nel camino di casa. Avevo preparato una grossa latta di cibo da cani, piena di olio motore esausto che babbo aveva tolto dalla macchina. Ovviamente appena infilai il ferro rovente nell’olio, fece un macello: schizzi di olio bollente dappertutto, pavimento impiastrato, e mattonelle in cotto del camino macchiate.

Bei tempi 🙂