Se io sostenessi che tra la Terra e Marte ci fosse una teiera di porcellana in rivoluzione attorno al Sole su un’orbita ellittica, nessuno potrebbe contraddire la mia ipotesi purché io avessi la cura di aggiungere che la teiera è troppo piccola per essere rivelata persino dal più potente dei nostri telescopi. Ma se io dicessi che, giacché la mia asserzione non può essere smentita, dubitarne sarebbe un’intollerabile presunzione da parte della ragione umana, si penserebbe giustamente che stia dicendo fesserie. Se però l’esistenza di una tale teiera venisse affermata in libri antichi, insegnata ogni domenica come la sacra verità e instillata nelle menti dei bambini a scuola, l’esitazione nel credere alla sua esistenza diverrebbe un segno di eccentricità e porterebbe il dubbioso all’attenzione dello psichiatra in un’età illuminata o dell’Inquisitore in un tempo antecedente.

Bertrand Russell (via cartofolo)

Salute, firmati i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea). Lorenzin: “Storico”

kon-igi:

Sono felice.

Come professionista (non avete idea di cosa ci si dovesse inventare prima) e come persona.

Certo che fanno prudere di più la pancia gli scoopponi della gente rianimata a terra.

Ho letto “Ci sono poi novità per le protesi, come quelle per la comunicazione”, e sono andato cercare informazioni più dettagliate nel caso specifico degli apparecchi acustici.

Il post più esaustivo che ho trovato e’ questo del Sole 24 Ore, ma trovo molto ostico il linguaggio legalese. Comunque, leggendo la parte relativa ad ausili e protesi, mi pare di capire, limitatamente al caso particolare degli apparecchi acustici, che:

  1. Adesso verranno coperte anche le spese di programmazione e personalizzazione degli apparecchi da parte degli audioprotesisti (cap.1, art.3d + cap.3, art.2). (Questo implica che adesso vengano passati nuovi apparecchi digitali programmabili, e non più i vecchi ciottoli ANALOGICI? EDIT: si.)
  2. Non verrano più coperte le spese per gli interventi di manutenzione e/o riparazione al di fuori della garanzia (cap.3, art.2)
  3. Le regioni dovranno pero’ scegliere apparecchi acustici con una garanzia dalla durata minima stabilita da una certa “normativa di settore” (cap.3, art.2), ma non ci sono riferimenti ne’ alla normativa, ne alla durata della garanzia. E’ un modo per spostare le spese di manutenzione a carico delle aziende che forniscono, imponendogli una garanzia maggiore dei classici 2 anni? Boh. Chi decide questa normativa di settore, le regioni? Quando? Boh.
  4. Gli apparecchi non possono più essere prescritti direttamente da un audioprotesista, ma adesso devono essere prescritti da un medico ? (cap.3, art.4) Non e’ proprio chiarissimo.

Per i dettagli sul tipo di apparecchi passabili, si rimanda all’allegato 5 (cap.1, art.5), che pero’ non trovo da nessuna parte su quel post (porcoddio).

Per fortuna ho trovato un altro articolo più esauriente, che comprende anche il fantomatico allegato 5 con le tabelle delle protesi.

Vengono finalmente inclusi ANCHE gli apparecchi digitali (deo gratias, dopo soli 20 anni), a pagina 68:

apparecchio retroauricolare digitale.
caratteristiche – programmi di amplificazione: da 2 a 4 di cui uno telefonico; canali di adattamento: da 2 a 4; ampiezza minima di banda: 125 – 5.000 Hz; gestione del rumore: minimo 2 dB; gestione del feedback. in fase di adattamento, tutte le misure elettroacustiche, si intendono rilevate in fase applicativa in base alla norma C.E.N. IEC 60118-0 (simulatore d’orecchio 711) o C.E.N. IEC 60118-7 (cavità standard da 2 C 3 ). L’involucro di tali dispositivi deve essere di robustezza testata in modo da resistere a cadute da 2 metri su superficie rigida senza conseguenze
.”

Anche se comunque obsoleti rispetto a quelli in uso oggi (gli apparecchi moderni sono ormai quasi tutti da 8 a 16 canali di frequenza, e già 7-8 anni fa erano diffusi quelli a 8 canali), e’ comunque un ENORME passo avanti rispetto ai vecchi apparecchi analogici programmabili CON LA VITINA del guadagno e il cacciavitino.

Soprattutto, non vengono specificate tabelle di perdita in decibel, per averne diritto, ma un generico “Indicazioni: assistiti adulti ed anziani che raggiungono il livello di perdita uditiva prevista” che fa ben sperare. A patto che le regioni poi non ci mettano bocca. 

Comunque: ho capito bene? Ho capito tutto o mi e’ sfuggito qualcos’altro ? Il linguaggio usato e’ molto ostico, e non sono molto sicuro di cosa ho letto.

Se anche fosse tutto giusto, rimane da sapere:

  • Cosa cosa dice la fantomatica “normativa di settore”
  • Come recepiranno il tutto, le singole regioni, poi.
  • Fino a che cifra verrà coperta. Perché se rimane una copertura a 500 euro come prima (su apparecchi che, a seconda del livello di perdita, arrivano tranquillamente a costare 6-7mila euro), non cambia praticamente niente. Un apparecchio digitale con 500 euro non lo prendi nemmeno finto.
  • Se questi LEA entraranno effettivamente in vigore (no, non lo sono ancora).

Salute, firmati i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea). Lorenzin: “Storico”