Rivolgo questa domanda a te e a chiunque possa intervenire (spaam, iceagecoming, ecc..). Come si possono aiutare gli amici analfabeti funzionali, secondo voi? Con la lettura, la settimana enigmistica, il cinema..?

kon-igi:

Intanto ti rispondo io.

Se non hanno 11 anni e/o una grande voglia di riscatto… anzi, no, il termine è impreciso… una grande voglia di essere consapevoli che il mondo è un meccanismo un po’ più complesso dei tre ingranaggi del trombare, mangiare e ricevere la paghetta, oramai sono perduti e difficilmente non faranno parte della massa che risponde cliccando e condividendo con rabbia cieca a tutto ciò che accade loro attorno.

Purtroppo è un meccanismo perverso genitori-figli in cui oramai la debole scuola fa fatica a incunearsi come succedeva un tempo, quando i genitori sapevano di non sapere e affidavano i propri figli alle cure di un insegnante.

Se mi chiedi una soluzione, sarò umilmente felice di dirti la mia.

Il meccanismo non si scardina potenziando la quantità delle nozioni ma agendo fin dai primi anni di scuola su quello che è evidente manchi di più a questi futuri adulti e il cui vuoto viene purtroppo colmato da quello che capita a caso.

L’affetto.

E per affetto non intendo la carezza o il complimento ma UN’EDUCAZIONE AFFETTIVA che fornisca ai bambini prima e agli adolescenti poi la misura del rapporto con l’altro. 
Chi non capisce cosa c’entri con l’ignoranza dovrebbe farsi un giro nelle scuole e nelle famiglie per comprendere che c’è un intera generazioni di figli palleggiati tra genitori assenti, astiosi e sotto psicofarmaci per curare il loro mal di vivere e insegnanti demotivati e assediati dai genitori di cui sopra.

Nessun insegnante ti prende da parte e ti chiede ‘C’è qualcosa che non va?’ e se esistono, sono isolette in una mare di merda e solitudine.

Io andavo a scuola per ficcarmi in testa i tomi di greco e latino e mai nessuno s’è preoccupato (io per primo) di prendere in considerazione l’idea che potessi aver bisogno di aiuto (che poi non è che stessi più male della media di un adolescente degli anni ‘80).

I compagni di classe di Figlia N.1 mi telefonavano per dirmi che non ce la facevano più e che la vita era una merda e l’insegnante di storia e italiano procedeva granitica col suo programma, ignorando che il malessere di un adolescente sta alla base dei problemi sociali di cui non riuscirà a fare mai cenno perché Giugno è alle porte.

Se tu non stai bene, hai dei genitori frustrati e assenti (se non per dare la colpa a qualcun altro dei propri problemi) e degli insegnanti di materie umanistiche coi paraocchi chini sul programma, non c’è da stupirsi di tutto questo revisionismo storico e sociale sul quando c’era Lui.

E parlo pure di voi, col vostro odio per i loro risvoltini, la loro musica e la loro arroganza.

Quando arriverete a capire che quegli adolescenti che disprezzate siete voi ma con più speranza di redenzione, allora forse si smetterà di picchiare la faccia contro le pareti del tunnel e si potrà puntare verso l’uscita.

Lascia un commento