Nel pomeriggio di mercoledì 18 gennaio
2017 una valanga si abbatte sull’hotel Rigopiano in Provincia di
Pescara. Le operazioni di ricerca e
recupero iniziano in situazioni ambientali difficilissime e con un alto
rischio di nuovi distacchi di neve o di roccia dal canalone soprastante.
Giovedì 19 alle 21.40
ricevo una telefonata dal Centro Operativo Misto di Protezione Civile
istituito a Penne per il coordinamento dei soccorsi. Chiedono se
possiamo installare a Rigopiano uno dei nostri radar di monitoraggio. Il
problema è che i nostri non vanno bene per le valanghe; è quindi
necessario trovare un radar con frequenze e tempi di detezione adatti
allo scopo. Prendo tempo fino alla mattina successiva.
Nella
notte i miei ricercatori e io studiamo il caso, prendiamo informazioni,
contattiamo colleghi e aziende specializzate per telefono e WhatsApp.
La mattina di venerdì 20 alle 8.00 diamo conferma: facciamo venire un
radar doppler per valanghe da Zurigo, dove una startup (Geopraevent) ha
realizzato la tecnologia giusta. Non abbiamo mai avuto contatti con
quella società. Abbiamo visto il sito web e capito che può funzionare.
Sentiamo anche una spinoff della nostra Università (iTem), che ha
sviluppato la tecnologia degli array infrasonici per il monitoraggio
delle valanghe.
Il tempo utile di preavviso di una nuova valanga
a Rigopiano è solo di un minuto: in meno di 60 secondi i soccorritori
si devono mettere in sicurezza per cui ci vuole un sistema allarmato.
Verso le 11 il sistema è già progettato: il radar per l’allertamento
rapido entro 10 secondi dal distacco della valanga, l’array infrasonico
per il supporto alla previsione e per il pre-allarme.
Condivido pienamente lo sfogo contro il “ginepraio burocratico-normativo” in cui si dibatte (anche) il mondo della ricerca italiana. Inoltre, per esperienza diretta (ahimé), so bene cosa significhi oggigiorno fare un acquisto o acquisire ed installare dei dispositivi in situ:
“…montagne di dichiarazioni, assunzioni di responsabilità, RUP,
commissioni, timbri, discussioni, delibere, verbali e lettere
protocollate".