fuckyeahphysica:

How did the Greeks know ?

Greeks had a strong geometric approach towards problems and as a result their methods are very intuitive.

In this post, we will look at the Method of exhaustion formulated by Archimedes that stands out as a milestone in the history of mathematics

Method of Exhaustion – Archimedes

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                                                       Source

In order to find the bounds of pi, Archimedes came up with a remarkably elegant ‘algorithm’, which is as follows:

Lower bound

Inscribe
a n-sided polygon in a circle —> Measure its perimeter(p) —>
Measure its diameter(d) —> pi_min = p/d —-> Repeat with  n+1
sides.

Upper bound

Circumscribe a n-sided polygon in a circle —> Measure its perimeter(p)
—> Measure its diameter(d) —> pi_max = p/d —-> Repeat with  n+1 sides.

And by following this procedure one could obtain the upper and lower bounds of pi !

Heres an animation made on geogebra for a circle of diameter 1. Watch how the lower and upper bounds vary.

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Archimedes
did this for a 96 sided polygon and found the value of pi  to be
between 3.14103 and 3.1427.
This is a good enough approximation for most
of the calculations that we do even today!

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Happy Holidays !

Cinghiali in autostrada, il racconto: “Una macchia nera, poi un gran botto

Monsummano Terme (Pistoia), 5 gennaio 2017

“E’ successo tutto in pochi attimi. Quella
grossa macchia nera sull’asfalto, il botto tremendo, le urla, la paura.
Mi chiedo ancora come sia possibile trovarsi davanti un cinghiale sull’autostrada al casello di Prato Ovest, in una zona fra le più abitate della Toscana. Non lo auguro a nessuno”. Sono passate alcune ore dall’incidente sulla Firenze-Mare che ha visto coinvolte Ilaria Fanti, 31 anni di Monsummano Terme,
e la sorella. Il Maggiolone Volkswagen sul quale viaggiavano, dopo il
violento impatto con l’animale è andato quasi completamente distrutto.
Le sorelle sono state medicate al pronto soccorso. Niente di grave, “ma
la botta è stata violenta – spiega Ilaria – sono ancora bloccata. Però
sicuramente poteva andare peggio. Sicuramente se fossi andata più forte
le conseguenze sarebbero state ben altre. L’asfalto era bagnato e quindi
avevo una guida prudente. E’ stata la nostra salvezza”.

L’incidente dell’altra sera fa seguito a quello avvenuto a metà dicembre quando un branco di otto cinghiali invasero la carreggiata sempre la Firenza-Mare all’altezza del casello di Lucca Est.
Anche allora le conseguenze potevano essere tragiche con sei auto
coinvolte. Pure in quella circostanza si registrarono alcuni feriti.

Sull’episodio sono intervenute anche le associazioni agricole che
chiedono interventi urgenti per contrastare questo fenomeno, che sta
diventando sempre più frequente. “Non possiamo permetterci di aspettare
oltre e rischiare ulteriormente l’incolumità delle persone – ha
affermato Francesco Mati, vicepresidente di Confagricoltura Pistoia
– ancora una volta abbiamo rischiato una strage. Il contenimento degli
ungulati deve essere prioritario perché ad oggi, nonostante la legge
obiettivo approvata dalla Regione Toscana, i risultati sono
evidentemente insoddisfacenti”.

In Toscana si parla ormai di una popolazione di cinghiali di 230mila esemplari. “I cinghiali
sono diventati stanziali in zone del territorio assolutamente ‘non
vocate’ – spiega Michela Nieri, presidente di Coldiretti Pistoia – . È
inevitabile che ciò accada, il numero di ungulati e altri selvatici è
così alto in Toscana che si rischia la vita anche in pianura”.

A proposito di quel discorso sui cinghiali.

Cinghiali in autostrada, il racconto: “Una macchia nera, poi un gran botto

Ogni volta che esco di casa mi viene voglia di andarmene da questo paese di persone di merda.

Oggi andiamo a Roma alla mostra di Hopper e a quella dell’.ASI su Marte

Ho cercato di pianificare la giornata tenendo conto dei possibili ritardi, ma evidentemente non abbastanza.

Usciamo di casa alle 6, e subito troviamo traffico sulla FI-PI-LI in direzione Firenze. In realtà le auto non sono molte, ma i camion continuano a sorpassarsi tra loro a passo di lumaca, intasando la corsia di sinistra a 70 all’ora. Prima sfilza di porchiddii del giorno.

A Firenze cerchiamo di arrivare al parcheggio scambiatore del tramvia, ma un pullman fermo in mezzo alla strada ci blocca il passo. Sono le 6 e 40, vorrei evitare di attaccarmi al clacson. Scendo a chiedere che succede, e l’autista stronzo risponde sprezzante e incazzato “o che dovrei fa? Un ci passo”.

Non so cosa dovresti fare Porcoddio, suona, cerca di fare manovra in retromarcia, chiama i vigili. Qualcosa che non sia spengere il pullman in mezzo alla via e restare li magari.

Per uscire dall’ingorgo (ovviamente dietro si é formata la fila) sono costretto a fare una manovra a cazzo, strusciando la fiancata contro una Panda parcheggiata a cazzo in mezzo alla strada (quella che bloccava il transito al pullman). Porchiddii creativi, season three.

Alla fermata del tramvia la macchinetta dei biglietti si impalla due volte prima di accettare le monete. Farei via sms, ma ovviamente i biglietti via sms costano di piu. Quarta serie di moccoli a rondemá.

Riusciamo ad arrivare in stazione con ben 20 minuti di anticipo. Ci fermiamo a prendere un caffè e un cornetto a un bar, ma ovviamente la tizia davanti deve perdere 15 minuti a cercare le monetine. E la cassa viene lasciata deserta: 4 casse di cui una sola aperta, alle 7e30, ora di punta per un bar che fa soprattutto colazioni. Butto giù il caffè bollente al volo (ustionandomi la lingua), e corro al binario.

All’ingresso delle pensiline, un tizio fa accedere al binario solo chi ha il biglietto, rallentandomi con l’ennesimo ingorgo. Il tabellone mostra un numero di treno diverso da quello sul biglietto, ma orario, partenza e destinazione sono uguali. Avranno sbagliato numero?

Cerco un controllore, un capotreno, qualcuno a cui chiedere, ma nulla. Devo attraversare 10 carrozze facendo lo slalom tra gente che intasa i corridoi cercando di incastrare valigie da due quintali sopra la cappelliera. Trovo finalmente un tizio in divisa, che mi risponde sprezzante “o vedrai, quale voi che sia? Ne vedi altri?” Porcoddio. Se metteste il numero giusto, magari. Stronzo.

Ritorno in fondo al treno con un nuovo slalom tra 10 carrozze di deficienti e maleducati, per scoprire che il wifi di bordo ovviamente non va.

Adesso sono le 8, e io ho gia voglia di ammazzare qualcuno. E non sono ancora arrivato a Roma. Sarà una giornata molto lunga.

ma come? erano ricchi e famosi e son morti lo stesso?

masoassai:

e grazie al qatz. se devo dire di pietà umana è ovvio che 92 persone morte in volo o le 39 in un attentato, o le centinaia che muoiono ogni giorno sotto le bombe o per fame o malattia eccetera sono infinitamente peggio.
è che le morti di personaggi famosi che in qualche modo han fatto parte della nostra vita ci portano via un pezzetto di noi anziché un pezzetto di mondo, sicché si sentono di più.
è tipo che se mi si bu’a la rota mentre torno da peccioli, madonna ‘mpestata, mi fa una sega pensà che c’è gente che ‘un ce l’ha, la macchina, dio stramajale.
è una questione di prossimità. un po’ come se in una disgrazia c’è qualcuno che conosci, non è più semplice pietà umana, è pietà umana e tua.
per dire, le 92 persone morte in un incidente aereo mi fanno meno impressione delle 39 uccise dal pazzo bastardo di istanbul.
poi magari te sei migliore di me e per te ogni morte è uguale. per me manco per il qatz. io per i miei cari ti passerei sopra col cingolato, per dire.
qui c’è anche il fatto che quelle cose che ti dava il morto non te le potrà dare più, essendo morto.
poi, dé: secondo me ogni volta che leggono la parola “reunion” mcartney e starr o carl palmer si aggrappano ai ‘oglioni.

E’ brutta la via di Peccioli, specie di notte. Tutta in mezzo ai campi e manco un lampione fino alla rotatoria di Capannoli.

supersonicart:

Gustav Klimt Brought to Life by Photographer Inge Prader.

Austrian photographer Inge Prader recently recreated Gustav Klimt’s masterworks for Style Bible, a part of the Life Ball Charity Event in Vienna, Austria.  A team of over 50 professionals worked on the demanding photography project which raises funds to help those with HIV/AIDS.  Makeup artists, costume designers, set designers, lighting specialists and many others worked with models and fully ornamented props to bring to life the fascinating, erotically charged work that Klimt is known for during his “Golden Phase.”

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