Update : gli abusivi sono andati a chiamare la vigilessa perché avevo il cestino (quello micron Ikea da 0.90€) appoggiato a terra, così come una lavagnetta.
La vigilessa ha fatto le foto e mi beccheró la multa.
Notare che io avevo pagato il suolo pubblico e loro no, da 5 anni.
Io ero sugli appositi spazi e loro in mezzo alla piazza.
E la vigilessa dà la multa a me.
Sono stata un intero pomeriggio al comando dei vigili di Pisa per farmi dire dove andare e che obblighi avevo.
Poi sono tornati a urlami addosso i due deficienti e anche basta.
Ma la concorrenza gliela farò lo stesso, credono di essere stati furbi, ma è solo l’inizio.
soprattutto con le immagini, mi hai fatto venire voglia di fare tiro con l’arco. Non l’ho mai fatto, ma è da quando sono bambino che vorrei provare
Io la trovo la seconda cosa più rilassante possibile dopo il giardinaggio, @firewalker.
Vero che devi avere un certo qual spazio per non beccarti una denuncia di tentato omicidio o non distruggere le frecce contro un muro ma solo dopo aver tirato la prima volta capisci che nessun film rende onore alla… ‘pienezza’ dell’atto di trasferire i tuoi movimenti nella freccia che va a bersaglio.
Ricordati solo di scegliere quelle della lunghezza giusta (cioè che ad arco teso la punta non sia troppo vicina alle dita), di coprire sempre l’avambraccio dell’arco e di non tirare mai a torso nudo (al mio capezzolo destro pizzicano ancora i sensi di ragno quando mi avvicino a un arco).
Se non vuoi comprare un paglione, puoi usare un vecchio materasso oppure incollare assieme tre o quattro lastre di polistirene estruso, come ho fatto io.
Io avevo provato il tiro con la pistola ad aria compressa a 25m (un tentativo di mio babbo di farmi appassionare alle armi come lui), ma l’ho sempre trovato noioso. La maggior parte del tempo la passi a concentrarti e a cercare di rilassare i muscoli e controllare il respiro. Poi dopo 20 secondi comincia a irrigidirsi il braccio, quindi abbassi, aspetti che passi, e riprovi. Dupalle, insomma. Avanti di spara’ t’e venuto sonno.
Il tiro con l’arco non l’ho mai provato, ma mi ha sempre dato l’impressione di essere una cosa simile. Troppo zen per me, richiede troppa pazienza e troppa perseveranza.
Ad Omaha, Nebraska, gli asili si chiamano “Little Lamb”, “Little Angel”, “Little Darling”, c’hanno la porta blindata col codice d’accesso e il cartello che esplicita di non introdurre armi da fuoco al loro interno.
A Berlino, l’asilo che ho trovato per il piccolo si chiama “Pirati della spiaggia”, con tanto di bandiera con teschio e ossa su sfondo nero.
L’environment, l’ambiente esterno porcaccio dio, è importante.
Porto dei bignè sperimentali a @gigiopix in pausa pranzo ma la contrattazione è sempre serrata.
I dolci sono nemici dell’uomo, ma chi scappa davanti al nemico e’ un vile.
(semi-cit. di una scritta realmente presente nel bar del paese di @tsuki-nh, con l’alcool al posto dei dolci. Poi uno dice i titoli del Gazzettino e del Giornale di Vicenza.)
pisa pisina amore mio eterno pisina mia pisa che a pisa non c’è solo la torre, c’enno anche un casino di bozzi! (che son le pozzanghere, ‘un vi ‘onfondete, dio veschia) però davvero, se venite a pisa a) non vedete solo la torre, c’è tante belle robine e b) non vi provate a insurtà livorno, firenze o lucca se non siete toscani, caa volete? noi siamo nostri e ci si insulta fra di noi, voi fòr da ‘oglioni
Aggiungerei alla lista:
– il giro delle mura (se avete culo di trovarle aperte) – Piazza della Pera e il Dolcenotte – i locali di via San Martino – il vicolo del Ruschi, il vicolo del Tidi, e il cinema Lumiere. – la Via delle Sette Volte – la Torre del Conte Ugolino (si, quello della Divina Commedia) – il Teatro Rossi (no, non il Teatro Verdi, quello son boni tutti) – Piazza Dante e la Sapienza – il cinqueccinque del Montino, la Casa della Panna e la gelateria De’ Coltelli. – la spiaggetta di Arnovivo (se ci capitate d’estate) – l’Arsenale Mediceo e le palle di cannone – i Bagni di Nerone – l’Orto Botanico – Il chiostro della Scuola Superiore Sant’Anna (se vi fanno entrare e/o se beccate una giornata di visita) e il giardino interno – il Museo degli Strumenti di Calcolo e la Calcolatrice Elettronica Pisana (CEP) – la chiesa di San Paolo in Ripa d’Arno, e la cappellina di mattoni di Sant’Agata – le mostre di Palazzo Blu (se avete culo di capitarci quando ce n’e’ una) – le regate delle Repubbliche Marinare (se avete culo si capitare quando ci sono) – la Luminara di San Ranieri (questa non c’e’ culo che tenga: ci dovete venire apposta il 16 giugno. Merita.)
Poi, restando in zona Piazza dei Miracoli:
– la lucertola portafortuna dei 100 giorni all’esame, sul portone del duomo – il pergamo di Giovanni Pisano, nel Duomo, con le statue delle scienze dell’epoca – l’uovo sospeso dove batte il raggio di sole che segna il capodanno pisano, dentro al duomo – il Camposanto Monumentale – il Battistero e la statue di Garibaldi e Mazzini, scolpite dagli scalpellini anarchici di Carrara – il lampadario del duomo che si dice abbia dato i natali alla famosa intuizione del pendolo di Galileo Galilei (“eppur si muove”) – battere il cinque ai turisti con le mani per aria che fanno finta di reggere la torre – se ci capitate d’autunno: i concerti Anima Mundi dentro al Duomo, con l’acustica che ha. Sono una cosa incredibile. – se ci capitate d’estate o di primavera: sdraiarsi al solicino nel
prato del Battistero (si, da quel lato ci potete andare, e’
calpestabile)
Nei dintorni di Pisa:
– la Certosa di Calci e il Museo di Storia Naturale – il Sacrario del Faro, sul Monte Serra – Santallago, sempre sul Monte Serra – la chiesa di San Piero a Grado – Vicopisano e la Rocca del Brunelleschi – la chiesetta che non mi ricordo come si chiama in cima al monte sopra Vicopisano (ci si arriva a piedi ma e’ una scarpinata bella lunga. In macchina potete provarci, ma la strada e’ sterrata e messa molto male, sarebbe meglio almeno in fuoristrada) – l’interferometro per il rilevamento di onde gravitazionali dei Virgo, a Cascina (e’ visitabile, e la visita guidata merita veramente. Magari studiatevi bene gli orari e i giorni di apertura)
Ok, va bene, va bene. La smetto.
Ma a 100 giorni all’esame un s’andava a accende i’ cero alla Madonna di Montenero e a buttare il sale al mare sperando che l’acqua scancellasse il voto scritto sulla battigia?
(A toccà la lucertola io ci sono andato a 30 giorni all’esame, mi pare)
Io le ho fatte tutte a 100 giorni:
A Montenero:
– accendere il cero alla madonna, con inciso il voto desiderato – fare la scalinata in ginocchio
– fare il giro del piazzale del santuario, in cima alla scalinata, saltellando a zoppetto su una gamba sola
A Marina di Pisa:
– scrivere il voto sulla sabbia – tirarsi il sale alle spalle – aspettare un’onda che cancelli la scritta sulla sabbia (rigorosamente in un colpo solo, sennò porta sfiga)
A Pisa:
– toccare la coda della lucertola sul portone del Duomo – fare il giro del Battistero, sempre saltellando a zoppetto su una gamba sola (no, non ci si fa, non ce la fa nessuno, tranqui)
ma figurati. uno dei miei migliori amici è di livorno. un po’ di tempo fa, quando il pisa calcio aveva come presidente un cane (siamo così avanti che ci guardiamo il qlo da soli) di nome gunther, il livorno era passato in a e il pisa era sempre in c, mi chiama e mi fa “guntherrrr! ti ho portato le medicine” “che medicine?” “de’”, fa lui
o allora? fra noi ci garba ruzzà
Coprirti
non di baci
ma semplicemente
con la coperta
(che
ti è scivolata giù
dalla spalla)
perché tu
non prenda freddo nel sonno
Liberamente estratto da “Poesia notturna” Eric Fried (via festina-lente-xi)