Sta girando moltissimo un video della Beretta in cui una bambina americana riceve un pacco regalo dai genitori, lo scarta e, trovandoci dentro un fucile, si commuove per la felicità.
Io, lì per lì, confesso che ho pensato quello che credo che abbiano pensato tutti, ovvero: “Gli americani sono dei pazzi furiosi, voglio fare come Benigni in “Non ci resta che piangere” e fermare subito quell’infame di Cristoforo Colombo”.
Però devo dire che, in fondo, c’era qualcosa che non mi tornava del tutto.
Cioè: vabbè che sono yankee e con gli yankee tutto è possibile, ma anche se sei un fanatico delle armi, un incrocio tra John Wayne e Clint Eastwood, ad una bambina di 8 anni non regali un fucile lungo un metro, ma al limite una pistola.
Anche perché quella non è un’arma da difesa, a meno che tu non debba difendere una diligenza dagli Apache o prepararti all’assalto all’OK Corral.
Allora, visto che non so nulla di armi da fuoco, sono andato a controllare e ho scoperto che il 686 della Beretta (il fucile che scarta la bambina felice) è un’arma usata principalmente per la caccia e per le discipline sportive (tiro al piattello ecc.).
Evidentemente quella bambina pratica una qualche disciplina sportiva del genere, per cui i genitori le hanno regalato un fucile per il compleanno.
Discutibile?
Boh, forse, ma è un bel po’ diverso dal mostrare una bambina commossa perché le hanno regalato una 44 magnum con la quale potrà fare strage di quei compagni di classe che la prendono in giro.
Allora ho pensato che la Beretta, in questo caso, ha praticamente ideato la pubblicità virale perfetta.
Decine di migliaia di persone contro le armi da fuoco (quindi non dei potenziali clienti) hanno condiviso il video indignati.
E quel video è arrivato su altrettante timeline di altrettanti fanatici delle armi che, sapendo che si trattava di un fucile utilizzato per discipline sportive, avranno rafforzato la loro opinione che, quelli contro le armi, sono una massa di imbecilli fricchettoni tutti bandiere della pace e gessetti colorati che non sanno di cosa parlano.
Praticamente un capolavoro di meta-marketing.
E, come ho detto, stavo per caderci pure io.
Ma il problema vero qual è?
Che le armi SONO un problema, negli USA.
Che 11.737 persone all’anno, più di 30 ogni giorno, muoiono in uno scontro a fuoco, da quelle parti, grazie alla demenziale legge sulle armi da fuoco che hanno.
E che anche da noi parte della politica della destra più populista cerca di remare in quella direzione.
Ma oggi, grazie a quel video condiviso da tante persone in buona fede, quelli che hanno interesse che nulla cambi purtroppo hanno segnato un punto a loro favore.
Fare informazione, o cercare di farla, nel tempo dei social network, è una cosa molto complessa.
Prima di postare qualsiasi cosa bisogna fare molta attenzione, perché spesso le buone intenzioni, come in questo caso, non bastano.
Anzi, fanno più danni che altro.
via Emiliano Rubbi