Il 3 ottobre 1918 il maggiore Charles Whittlesey e altri 500 soldati rimasero intrappolati in una piccola depressione su un lato della collina dietro le linee nemiche senza cibo, munizioni e sotto il fuoco amico delle truppe alleate le quali non conoscevano la loro posizione. Circondati dalle forze tedesche, molti membri della divisione vennero uccisi e feriti durante i primi due giorni della battaglia, solo 194 di loro sopravvissero. Vedendosi completamente isolato dalle truppe amiche, Whittlesey cercò di comunicare utilizzando dei messaggi spediti attraverso piccioni viaggiatori; il primo volatile riportava il messaggio “Many wounded. We cannot evacuate” (“Molti feriti. Non possiamo ritirarci”) ma fu immediatamente abbattuto. Venne quindi spedito un secondo uccello con il messaggio “Men are suffering. Can support be sent?” (“Gli uomini stanno soffrendo. Potete darci supporto?”) ma anche quest’ultimo venne ucciso prima di giungere a destinazione.

Rimase solo un ultimo piccione: Cher Ami, che venne inviata con una nota nell’astuccio agganciato alla zampa sinistra:

« We are along the road parallel to 276.4. Our own artillery is dropping a barrage directly on us. For heaven’s sake, stop it »

« Ci troviamo lungo la strada parallela alle coordinate 276,4. La nostra stessa artiglieria sta effettuando uno sbarramento proprio sopra di noi. Per l’amor di Dio, fermatevi »

Quando Cher Ami spiccò il volo i tedeschi la videro sbucare dai cespugli e aprirono il fuoco; per alcuni istanti Cher Ami volò schivando le pallottole a lei dirette, ma venne colpita. Nonostante fosse ferita, la volatile riuscì ugualmente a recapitare il messaggio al quartier generale della divisione percorrendo 25 miglia in soli 65 minuti; grazie al suo aiuto alcuni membri della 77ª riuscirono a salvarsi. Cher Ami effettuò con successo la consegna nonostante le ferite riportate al petto e all’occhio, giungendo a destinazione completamente ricoperta di sangue e con una zampa quasi del tutto staccata dal corpo.

Cher Ami divenne l’eroina della divisione. I medici dell’esercito riuscirono a salvarle la vita ma furono costretti ad amputarle la zampa ferita, così le costruirono una protesi utilizzando dei piccoli pezzi di legno. Quando terminò la convalescenza e fu di nuovo in forze per volare, Cher Ami venne caricata su una nave diretta verso gli Stati Uniti d’America alla presenza del generale John Pershing in persona.

Cher Ami – Wikipedia
(via 3nding)

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