uds:
carissimo anon, mi poni una bella domanda, per cui resisterò alla tentazione di risponderti con una battuta di grana grossa (che in questi casi si scrivono da sole, tipo “sì, ieri sera. con tua *inserire parente a caso*. due volte”) e sarò invece serio.
sì, ci sono stati, ce ne sono stati parecchi grazie a dio, se consideriamo che siamo qua per accumulare ricordi felici con cui scaldarci in vecchiaia.
essendo una persona piuttosto ordinaria, definisco i momenti felici come quelli in cui puoi perderti nella situazione, senza che esista altro, non vi sia ombra di pensiero o preoccupazione a disturbare l’attimo che stai vivendo e ti senti parte di un tutto confortevole come un divano interamente composto di coccoléssi.
il primo che mi viene in mente è quando, a natale 1987, i miei mi hanno regalato voltron, l’ultimo qualche sera fa, lei addormentata sul divano addosso a me già alle nove e mezza, un bel sottofondo, a leggere e godermi il tempo che passava pigro. in mezzo un sacco di istanti, manciate di secondi, minuti, ore dovuti a me stesso, agli amici, alla persona che mi sopporta, alla musica. da quella canzone vista dal vivo in quel momento, che chiude un cerchio iniziato quindici anni prima, a quel bacio, a quella risata, a quel momento in due sotto la luna o in compagnia sotto il sole, prima di pensare a domani o augurandomi tutti i domani del mondo.
niente di clamoroso, mi trovo bene con le cose piccole, non credo sia un difetto.
per quanto mi riguarda non è difficile individuare i momenti felici. sono quelli di cui provo nostalgia già mentre succedono.
tutto molto banale, lo so, ma sei tu che hai chiesto.