ganfione:

La mia compagna mi ha appena mandato un messaggio dicendo che è arrivata una mail di conferma per il suo titolare: ha comprato due camicie e tre magliette per la somma di 865 euri.

Quando qualcuno – che di sicuro non è né un magnate del petrolio né un lupo di Wall Street – per due camicie e tre magliette spende i due terzi di quel che guadagni tu in un mese, capisci che questo è il nuovo medioevo, e noi siamo i servi della gleba.

theuserformerlyknownasscas:

Quando ogni tanto dico a italians che il nostro amore è la secchiata di magia e di vernice arcobaleno sul cielo della pomerania occidentale, lui è mediamente cosciente che non scherzo sul lato paranormale.
Vedasi foto: questi tulipani mutanti che crescono di mezzo centimetro al giorno sono tirati su a terriccio e fondi di caffé.
Tutte le tazze di caffé che ci siamo fatti a ogni ora del giorno e della notte, mentre negoziavamo qualcosa che doveva essere no strings attached e che poi è diventata un innamorarsi folle.
Se fossi un’altra persona, direi che si stanno nutrendo di tutte le ore che abbiamo passato a innamorarci.
E nada, sta arrivando la primavera e ho contribuito almeno in parte a creare qualcosa di bello.
Due, se contiamo i tulipani della foto.

Cos’è per voi l’amore?

theuserformerlyknownasscas:

anonpeggioredelmondo:

mynameisandreew01:

generazioneperduta:

Date voi una risposta, in chat privata, in anonimo, rispondete con la più totale sincerità.

Sono curioso

La palingenetica obliterazione dell’Io cosciente che si infutura nell’archetipo o nel prototipo dell’Io universale

O più semplicemente, trovare qualcuno senza il quale potresti benissimo vivere, ma non avere alcuna voglia di rinunciare alla sua presenza nella tua vita.
E ricordarsi ogni giorno che non è la scelta sbagliata, e ricordarsi che anche la moka già pronta quando ti svegli conta come gesto di folle amore.

Torino, l’appendice al posto dell’uretere: bimba di due anni torna a fare pipì

Per la prima volta al mondo è stato sostituito l’uretere con l’appendice a una bimba di due anni e mezzo nata con un rene solo, per di più affetto da una rara anomalia congenita. Ora l’urina passa regolarmente dal rene alla vescica attraverso l’appendice e la piccola ha potuto tornare a fare pipì. Il rivoluzionario intervento è stato eseguito nel reparto di Urologia pediatrica dell’ospedale Infantile Regina Margherita della Città della Salute di Torino, dove è stato rimosso il tubo che portava l’urina all’esterno del corpo e da cui dipendeva la sopravvivenza della paziente. Una ostruzione del tubo o, peggio ancora, una sua accidentale dislocazione o rimozione, avrebbero avuto come conseguenza immediata lo sviluppo di una insufficienza renale acuta.

Autore dell’operazione innovativa è stato il dottor Emilio Merlini, direttore di Urologia Pediatrica del Regina Margherita. La bimba è nata con un solo rene, il sinistro, che presentava però un’anomalia congenita all’uretere, il condotto che unisce e trasporta l’urina dal rete alla vescica. I numerosi interventi a cui era stata sottoposta in un altro ospedale italiano per correggere questa anomalia non avevano avuto esito. L’uretere della bimba andava incontro a un processo di atresia completa, cioè si era ridotto a un sottile cordone fibroso. I precedenti tentativi di sostituzione dell’eretere con l’appendice – non più di due o tre al mondo – erano stati casi di sostituzione parziale. A complicare l’operazione c’era poi il fatto che l’uretere interessato si trovava a sinistra, dalla parte opposta all’appendice. Per la prima volta, sottolinea una nota di Città della Salute, i medici torinesi hanno isolato l’intera appendice e un piccolo tratto di parete dell’intestino cieco e, trasportandola dal lato opposto, l’hanno collegata al bacinetto del rene e alla vescica.

La bimba, informa l’ospedale, è già tornata a casa e si sta riabituando a una vita normale, senza l’incubo di essere collegata al tubo esterno che ne garantiva la sopravvivenza.

Torino, l’appendice al posto dell’uretere: bimba di due anni torna a fare pipì

Pagare moneta fare bruschetta

pgfone:

Da ottobre (periodo di raccolta delle olive) tengo in cantina 30 litri di olio per un tizio amico di mio papà, tutto imbottigliato in bottiglie da mezzo litro e messo in cartoni contenenti 6 bottiglie ciascuno, un lavoro certosino (per non dire gran rottura de cojoni); il tizio inoltre voleva bottiglie scure, rotonde con collo lungo, con salvagoccia, con il sigillo di garanzia sulla ghiera del tappo e capsula color oro. Spesso in questi mesi, ho minacciato mio papà di vendermelo, ma alla fine ho sempre lasciato perdere per rispetto suo. Oggi finalmente arriva il tizio: macchinone, ben vestito e anche con la battuta pronta che non guasta mai. Così tra una chiacchiera e l’altra gli carico l’olio ma al momento di pagare mi fa…. ehm, al momento non ho liquidità tu accetti carte di credito? (e qui viene il bello) dico: nono non accetto carte di credito e allora lui: ehm ehm eheheh, allora dai, ti faccio un bonifico appena torno dall’Austria va bene??? No non va bene…. e lui: eheheheahahahah e allora come facciamo? niente come facciamo, apri il portellone e mi riprendo l’olio, passerai quando avrai “liquidità” come dici tu no? e lui: ahahahhaha maddaiii ahahahahah ma io devo andare in Austria non ho mica tempo da perdere ahahahah e poi dai ti faccio anche pubblicità su in Austria eh??!, ti faccio aprire anche nuovi mercati all’estero! eheeheehahahahah….

No, qui l’unica cosa che devi aprire è il portellone del bagagliaio, altrimenti te lo apro io con la benna dell’escavatore.

Cos’è la ricerca, davvero – Il Post

spaam:

Il problema è che si tratta di una piramide su cui non puoi mai fermarti: devi scalarla o perire.

Mi spiego meglio. Se io entro in FIAT per fare l’operaio o l’impiegato, è probabile che io possa rimanere in eterno a fare l’operaio o l’impiegato. Nessuno (che io sappia: potrei sbagliarmi) mi obbliga a fare carriera per diventare dirigente. Nella scienza invece tu non puoi rimanere a fare il ricercatore ad libitum.

La ricerca scientifica funziona come un’azienda che sostituisse tutto il suo dipartimento ricerca e sviluppo ogni dieci anni. Non so se questo sia normale, ma mi colpisce sempre: è come se uno buttasse via tutti gli ingegneri in una azienda tecnologica e ne riassumesse di nuovi, neolaureati, ogni 10 anni, a parte i pochissimi che diventano dirigenti.

Cos’è la ricerca, davvero – Il Post

Patate su Marte, nulla è impossibile

Altro che fantascienza, Mark Watney non ha fatto nulla di impossibile coltivando patate su Marte. Parola dell’International Potato Center (CIP), che negli ultimi mesi ha condotto prove rigorose il cui esito è incoraggiante: le patate possono crescere su Marte. Se ricordate vi avevamo parlato del progetto a fine 2015; nel frattempo sono stati portati avanti i test e il 14 febbraio 2016 è partita la seconda fase della sperimentazione, in cui una patata è stata piantata all’interno di un CubeSat costruito appositamente dagli ingegneri della University of Engineering and Technology (UTEC) sulla base dei parametri forniti dall’Ames Research Center della NASA. Ebbene i risultati preliminari sono positivi.

Julio Valdivia-Silva, ricercatore associato presso l’Istituto SETI, che ha lavorato presso l’Ames Research Center della NASA e ora lavora presso l’UTEC, ha spiegato che “se i raccolti possono tollerare le condizioni estreme a cui sono esposti all’interno del CubeSat, significa che hanno una buona possibilità di poter crescere su Marte. Faremo diversi cicli di esperimenti per scoprire quale varietà di patata è più adatta e per capire quali sono le condizioni minime di cui una patata abbisogna per sopravvivere”.

Ricordiamo che i CubeSat sono dei mini satelliti tipicamente di forma cubica. In quello costruito per gli esperimenti con i tuberi è stato inserito all’interno solo un recipiente contenente terreno e la patata. L’ambiente è ermetico, e un sistema automatico eroga acqua ricca di sostanze nutritive, controlla la temperatura, imita la pressione dell’aria marziana, monitora i livelli di ossigeno e di anidride carbonica. Il sistema trasmette le informazioni in tempo reale e calcola inoltre le previsioni della germinazione delle patate.

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Il presupposto di partenza è che le patate beneficiano di una grande capacità genetica di adattamento agli ambienti estremi, e per gli esperimenti CIP ha sfruttato dei cloni capaci di tollerare condizioni come la salinità del suolo e la siccità. Il terreno selezionato è stato quello del deserto de Pampas de La Joya nel Perù meridionale, che è molto asciutto e quindi più simile alle condizioni di Marte.

Se qualcuno si sta interrogando sull’opportunità di investire in una ricerca di questo tipo, è bene specificare che i test porteranno dei benefici direttamente qui sulla Terra, perché aiuteranno le popolazioni che vivono nei luoghi più aridi e inospitali a trovare i prodotti giusti da poter coltivare.

Commento di @tsuki-nh

“1) esiste un international potato center LOL  2) crescono in un cubetto asettico nello spazio e non nel mio orto, WTF”

Patate su Marte, nulla è impossibile