Tra gli utenti dei social network esiste tutta una sottoclasse compota da signori benestanti, tipo mia madre e che da anni vivono in quel limbo da “guarda il cazzo che me ne frega”. Una condizione dettata anche dall’età, certo, ma che io le invidio tantissimo e che è anche meglio della pensione.
Io, per la prima volta in vita mia, lo ammetto, da grande voglio essere come mia madre, una donna con una certa classe che passa le giornate a dipingere, a fare passeggiate, a leggere, a cucinare e il tutto con quell’aria spensierata di chi, appunto, “guarda il cazzo che me ne frega”. Quindi, ancora 10 anni, qunado i bimbi sapranno ormai drogarsi da soli e poi mi ritiro in quel limbo umano che a noi 40enni ci fa incazzare così tanto, ma che stando dall’altro lato dev’essere una figata immane.
Questo ovviamente porta la comunicazione madre-figlio su un livello meta che – se non siete italiani – difficilmente riuscirete mai a capire. A Mà tornamo in Europa. So contenta, ce l’avete un lavoro? No, ancora no. Eh vabbé, senti, sta sera ho fatto i peperoni ripieni. Eh, so contento. Mo quando vieni te li rifaccio.
Io v’ho avvisato.