L’alternanza Scuola-lavoro è insensata, inutile e deleteria. La Scuola non deve sottostare al mondo del lavoro, né accogliere alcuna direttiva o suggerimento da esso. La Scuola non deve formare dei lavoratori, perché a questo ci devono pensare le imprese. Ci sono specifiche scuole professionali che preparano a questo: per diventare elettricisti, idraulici, falegnami e quant’altro, ma non la Scuola, perché il suo compito è quello di dare cultura in senso lato, formare le menti, fornire strumenti critici, rendere gli studenti consapevoli di avere coscienza civica, arricchirli umanamente, anche alfabetizzarli emotivamente, abituarli alla collaborazione, al dialogo, al rapporto sociale. Questo deve essere la Scuola, non un apparato di Confindustria.

La ragione vera dello scientifico smantellamento della Scuola Pubblica è la volontà perversa di rendere il popolo ignorante, privo di capacità critica, incapace di capire e valutare l’operato di Governi e Parlamenti al servizio del Potere, essere suddito, e non cittadino libero, consapevole, intelligente.


Giuseppe Firinu

: Alternanza scuola-lavoro, medaglia all’inutilità, allo sfruttamento, all’inganno e all’idiozia! Lettera – via Orizzonte Scuola

(via scarligamerluss)

Pur condividendo il ragionamento generale e la critica al concetto di alternenaza che inevitabilmente porta via tempo alla scuola e quindi alla formazione, mi preme sottolineare come il concetto in sé non sia “fare delle scuola la succursale di confindustria“ ma far dare ai ragazzi un’occhiatina in quello che diventerà il loro futuro.

Ok, nella maggior parte dei casi va malissimo, fai fotocopie e caffè, ed infatti è quello che fanno in tanti iniziando a lavorare.

Ad alcuni, ho un caso solo concreto da portare, mia sorella, invece è andata bene, è finita in uno studio veterinario dove le fanno fare cose bellissime e vedi vedi ora sta pensando di fare veterinaria all’università mentre prima ci pensava manco per il cazzo a farla.

Come sempre, vedi i voucher, non è lo strumento in sé ad essere sbagliato, è come viene usato, chiaro che se salti una giornata di scuola per andare a piegare i cartoncini dell’happy meal c’è qualcosa che non va, così come se usi un voucher pensato per le babysitter per pagare l’operaio 8 ore al giorno.

(via proust2000)

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