Italia telematica 2017

heresiae:

Come diversi di voi probabilmente sapranno, ora le dimissioni con il Jobs Act si possono dare solo ed esclusivamente per via telematica, attraverso un portale del ministero del lavoro particolarmente lento e poco usabile, che non funziona.
Sul serio.
La mia collega prova da tutto il pomeriggio a fare queste dannate dimissioni, ma appena prova dal form ad aprire la lista dei comuni d’Italia per completare l’indirizzo della nostra azienda, il tutto si blocca e dopo un po’ la pagina esce dando un fantastico “C’è stato un errore. Ci scusiamo per il disagio”.
No ma fate pure, lei deve solo iniziare a lavorare altrove a fine mese. 
Vantarsi dell’incremento tecnologico della nazione investendoci quattro soldi stracci. No ma bravi, l’applauso lo volete a una o due mani contemporaneamente? Sulle palle si intende.

No, spe’, o questa? Ma vale per tutte le aziende ?

masoassai:

gigiopix:

tsuki-nh:

3 giorni a fare i contadini e siamo già messi così… E non siamo nemmeno a metà! 😥

Notare la padronanza della tecnica infermieristica: regge la bustina di oki aperta con la stessa mano con cui tiene la bottiglia, e se la rovescia tutta sui pantaloni mentre versa l’acqua nel bicchiere.

Dopodiche’ migliora ancora, sparpagliandola dappertutto nel tentativo di recuperarla.

ma non potevi bagnarti il ginocchio e ciucciarti i pantaloni?

ECCO. @tsuki-nh vedi che non le dico solo io queste stronzate ? 😀

unassassinofischiettava:

unassassinofischiettava:

Sul treno spesso ci sono questi tre ragazzi, più o meno della mia età, che girano a chiedere o qualche monetina o qualcosa di avanzato da mangiare, non sono mai insistenti o sgarbati.
Oggi, tornando a casa, ho sbagliato carrozza ma per poter cambiare dovevo scendere e risalire al volo dal treno. Per coincidenza pure uno di quei tre ragazzi aveva bisogno di cambiare lato del treno per poter continuare il suo giro.
Il tempo di scambiare due parole e scendiamo al volo e risaliamo. Lui si ferma subito a chiedere gli spicci a quelli in piedi. Io vado avanti e mica, dopo aver fatto qualche passo, una classica sciura di mezza età mi punta e mi rimprovera sostenendo che non dovessi importunare la gente?
Io. S’è rivolta davvero a me.
Va bene tutto, va bene che non mi vesto in tiro, va bene che giro con lo zaino (sai com’è, all’università non bastano davvero due fogli), va bene che ho la faccia stanca… ma io non t’avevo chiesto proprio nulla sciura mia.
Cosa hai da giudicare e rimproverare in questo modo?
Nessuno t’aveva detto nulla, nessuno t’aveva fatto nulla, ma tu hai deciso di giudicare, di disprezzare delle persone e di crederti migliore di loro a prescindere.
Pensi forse che se la siano cercati quei ragazzi? Pensi che non vorrebbero avere una vita normale con mille amici e le vacanze in compagnia? Pensi si divertano a mandare giù la dignità e a chiedere l’elemosina?
Chi sei tu per giudicare?

Indicate, accusate ed isolate. E gioite nel sentirvi migliori.
Quanta cattiveria avete e nemmeno ve ne rendete conto. 

A pranzo c’era mia sorella che raccontava di come sul treno avesse rivisto… …quello che quando ero con il mio ragazzo era passato a chiederci spicci, quindi, visto che oggi ero da sola, ho preso la borsa l’ho tirata a me mica che me la rubava e gli ho detto che non avevo niente e mi ha pure detto “sì però stai calma!”

Stessa famiglia, stessa città, stessa educazione e non potremmo essere più agli antipodi. Cioè in realtà sono io che non c’entro nulla in questa famiglia, credo. Anche senza credo.

masoassai:

mantharam:

mantharam:

Firenze, Biblioteca delle Oblate.

A un certo punto Gigino che si dava una cert’aria per essere il figlio di uno dei capi del partito socialista, entrò a parlare del primo maggio, della giustizia sociale e di altre cose delle quali aveva sentito parlare spesso in casa e che aveva imparato a ripetere pappagallescamente: ma ad un tratto uno della comitiva, un ragazzaccio tutto strappucchiato gli rivolse a bruciapelo questa inopportuna domanda:

– Tutti bei discorsi; ma che è giusta, ecco, che tu abbia una bottega piena di paste e di pasticcini a tua disposizione, mentre noi poveri non si sa neppure di che sapore le sieno? –

Gigino a questa inaspettata osservazione rimase male. Ci pensò un poco e rispose:

– Ma la bottega non è mica mia: è del mio babbo!…

– E che vuol dire? – ribatté il ragazzaccio. – Non è socialista anche il tuo babbo? Dunque, oggi che è la festa del socialismo dovrebbe distribuire almeno una pasta a testa a tutti i ragazzi, specialmente a quelli che non ne hanno mai assaggiate… Se non comincia lui a dare il buon esempio non si può pretendere certo che lo facciano i pasticcieri retrogradi!… 

Vamba mon amour