unassassinofischiettava:

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Sul treno spesso ci sono questi tre ragazzi, più o meno della mia età, che girano a chiedere o qualche monetina o qualcosa di avanzato da mangiare, non sono mai insistenti o sgarbati.
Oggi, tornando a casa, ho sbagliato carrozza ma per poter cambiare dovevo scendere e risalire al volo dal treno. Per coincidenza pure uno di quei tre ragazzi aveva bisogno di cambiare lato del treno per poter continuare il suo giro.
Il tempo di scambiare due parole e scendiamo al volo e risaliamo. Lui si ferma subito a chiedere gli spicci a quelli in piedi. Io vado avanti e mica, dopo aver fatto qualche passo, una classica sciura di mezza età mi punta e mi rimprovera sostenendo che non dovessi importunare la gente?
Io. S’è rivolta davvero a me.
Va bene tutto, va bene che non mi vesto in tiro, va bene che giro con lo zaino (sai com’è, all’università non bastano davvero due fogli), va bene che ho la faccia stanca… ma io non t’avevo chiesto proprio nulla sciura mia.
Cosa hai da giudicare e rimproverare in questo modo?
Nessuno t’aveva detto nulla, nessuno t’aveva fatto nulla, ma tu hai deciso di giudicare, di disprezzare delle persone e di crederti migliore di loro a prescindere.
Pensi forse che se la siano cercati quei ragazzi? Pensi che non vorrebbero avere una vita normale con mille amici e le vacanze in compagnia? Pensi si divertano a mandare giù la dignità e a chiedere l’elemosina?
Chi sei tu per giudicare?

Indicate, accusate ed isolate. E gioite nel sentirvi migliori.
Quanta cattiveria avete e nemmeno ve ne rendete conto. 

A pranzo c’era mia sorella che raccontava di come sul treno avesse rivisto… …quello che quando ero con il mio ragazzo era passato a chiederci spicci, quindi, visto che oggi ero da sola, ho preso la borsa l’ho tirata a me mica che me la rubava e gli ho detto che non avevo niente e mi ha pure detto “sì però stai calma!”

Stessa famiglia, stessa città, stessa educazione e non potremmo essere più agli antipodi. Cioè in realtà sono io che non c’entro nulla in questa famiglia, credo. Anche senza credo.

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