Saudade (seconda parte)

autolesionistra:

(segue da qui)

Siate clementi, ma mi devo resettare la testa e ripartire da zero.

C’è un errore di base diffuso, ed è dare per scontata l’appartenenza politica di un qualche movimento. Tipo: il PD è di centro sinistra. Oh, c’è scritto su wikipedia, sarà vero.

Per me centro sinistra è un ossimoro che fa piangere i gattini quindi vado a leggermi la definizione.

Per centro-sinistra s’intende una posizione politica nata dall’alleanza di partiti della Sinistra con formazioni politiche di centro. Le ideologie di riferimento sono socialdemocrazia, socialismo democratico, liberalismo sociale, progressismo, cristianesimo sociale e la cosiddetta terza via. (*)

La “cosiddetta terza via” è quella cosa di quando Marlon Brando dice “prendi il burro” in ultimo tango a Parigi? Comunque questa è wikipedia, non un documento ufficiale del PD, vediamo come si autodefiniscono. Se ho ben capito da qualche parte troverò qualche riferimento vagamente simile alla descrizione di cui sopra.

Dove stanno le dichiarazioni di intenti di un partito? Nello statuto! Daje:

Statuto del Partito Democratico
Modificato dall’Assemblea Nazionale del 18 luglio 2015

Articolo 1
(Principi della democrazia interna)
1. È costituita l’Associazione Partito Democratico con sede legale in Roma, Via di Sant’Andrea delle Fratte 16, in sigla PD e con descrizione del simbolo: “nel cerchio con contorno nero in campo bianco sono rappresentate due lettere a caratteri maiuscoli; la lettera “P” di colore verde, che si lega con la lettera “D” di colore bianco, distinta nel fondo con un rettangolo di colore rosso, espressione del tricolore italiano. Alla base delle due lettere simbolo è inserita la scritta in nero “Partito Democratico” nella quale tra le due parole si inserisce il ramoscello di ulivo con cinque foglie verdi”.

Tutto chiacchiere e distintivo, come diceva quello. Ma pure il resto non è che sia appassionante, l’ho letto addormentandomi 8 volte ed è tipo bersi l’acqua che metti nel tegame dopo aver impiattato la pasta per evitare che s’appiccichino troppo i residui di sugo.

Ma in realtà è colpa mia, sono una capra e non ricordavo che il piddì ha scorporato la parte ideologica nel “Manifesto dei valori del partito democratico”. Un manifesto! Daje:

Manifesto dei Valori del Partito Democratico
Approvato il 16 febbraio 2008

1. Le ragioni del Partito Democratico

La nascita del Partito Democratico ha creato le condizioni per una svolta, non soltanto politica, ma anche culturale e morale, nella vicenda italiana. È in campo una forza che si propone di dare al Paese, finalmente, una nuova guida. Si riapre una speranza, si può tornare a pensare il futuro. Questa grande forza popolare, intorno alla quale si stanno raccogliendo le tradizioni culturali e politiche riformatrici del Paese, si pone il compito di mobilitare le energie e i valori del nostro popolo per rimettere questo Paese in cammino. Bisogna fare un’Italia nuova. Questa è la ragione ed è la missione del Partito Democratico:
ricollocare l’Italia negli inediti scenari aperti dalla globalizzazione del mondo, riunire gli italiani sulla base di un rinnovato patto di cittadinanza, dare loro la coscienza e l’orgoglio di essere una grande nazione.

Ecco, è tutto lì (e nelle righe successive che vi invito a leggere anche se poi avrete bisogno del collirio per quanto fumo vi arriva), dal 2008.
O meglio, non c’è niente lì, un nulla fuffoso. Renzi non è il male, è uno che passava di lì ed era più carismatico degli ortaggi precedenti. Non c’è un tendere a qualcosa che non sembri una risposta di miss italia ad un’intervista di vanitifèir (esempio, cosa pensi delle imprese? “Le imprese hanno un ruolo decisivo per vincere la sfida della competitività e per rimettere il Paese sulla via della crescita. Sono chiamate ad essere innovative, ad agire con prospettive di lungo periodo, puntando sulla qualità”).

E allora come nelle migliori storie, non sei tu, sono io: avete ragione, renzi è l’uomo giusto, avevo capito male di cosa si stava parlando.

E io so che qui mi prenderò del trombone obsoleto, ma permettetemi di copyncollarvy il prologo ad un altro statuto di un’epoca nella quale ci si vergognava meno di usare certe parole:

Statuto del Partito Comunista Italiano
15° Congresso del PCI – 30 marzo – 3 aprile 1979

Prologo

Il Partito comunista italiano organizza gli operai, i lavoratori, gli intellettuali, i cittadini che lottano, nello spirito della Resistenza, per l’estensione e il rafforzamento delle libertà sancite dalla Costituzione repubblicana e antifascista, per trasformare l’Italia in una società socialista fondata sulla democrazia politica, per affermare gli ideali della pace e del socialismo in Europa e nel mondo.

Dite quel che volete ma qui l’aria che tira si capisce molto in fretta, forse perché all’epoca mancava wikipedia per orientarsi. Allora se vogliamo ripartire da zero con i nostri bei segoni di sinistre unitarie (che chiariamoci, condivido) il primo passo credo sia controllare che la sinistra sia prevista almeno per statuto. O forse il secondo, dopo aver tirato lo sciacquone al pd.

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