Ero in fila alla coop, quando arriva una vecchina. Mi guarda, ha il cestello della spesa mezzo vuoto, io pure, così le dico di passare avanti. Dopo meno di trenta secondi arrivano altre due vecchiette (probabilmente appostate nei dintorni), ognuna con un cariolino strapieno di spesa. Puntano la prima e si aggregano. Poi si girano verso, di me. Siamo tutte assieme, se non le dispiace, mi dice quella che avevo fatto passare. Abbozzo un sorriso a metà tra sconfitta e rassegnazione. Onore al merito per la strategia. Un’altra dura lezione di vita nell’eterna sfida tra il sottoscritto e le vecchine al supermercato. Dopotutto è vero che l’esperienza non si batte mai.
che ti stupisci quanto me del fatto che la primavera sia arrivata fino a quest’angolo di nord Europa che stava giocando ai supplementari contro l’inverno – perdendo miseramente.
Che torni tra una settimana, e che mi consolo pensando che, anche se fossi qui, ti passerei accanto un paio di ore al giorno al massimo, visto che il disagio di oltreoceano reclama il mio tempo e la mia attenzione fino a mezzanotte,
io non te lo saprei spiegare, vis-a-vis, cosa c’è che non va al momento. Probabilmente ti chiederesti cosa ci sia di così strano a passare due settimane come ne ho passate tante altre, perfettamente in pace con l’universo, da quando ho deciso che questo paese bislacco, come luogo per piantare le tende, non sarebbe stato malaccio.
Conoscendoti, non penseresti neanche che mentissi quando ti decantavo le lodi del silenzio di una cucina alle dieci di mattina, con una tazza di caffè fumante accanto e la radio di sottofondo. O del tornare a casa e piallarsi su un letto, cazzeggiando su tumblr fino a notte fonda. O del prendere e uscire di casa durante le domeniche noiose, giusto per il gusto di uscire e svagarsi un po’.
Non mentivo, assolutamente.
E’ solo che ogni tanto mi sembra così poco il tempo che abbiamo per stare insieme. E la tua presenza mi sembra così necessaria, così urgentemente necessaria.
Quelle poche volte in cui riesco a formulare un pensiero cosciente senza auto-censurarmi, di solito ti dico che vorrei avere secoli e millenni solo per stare con te e recuperare tutti gli anni in cui ci siamo passati accanto senza neanche accorgercene.
E forse l’unico motivo per cui mi manchi in questa maniera assurda è solo la rassegnazione del sapere che i secoli e i millenni, purtroppo, non li abbiamo.
Comunque più sono grandi e fighi gli uffici, più si finisce a fare riunioni in corridoio perché non ci sono mai sale riunioni libere.
Le decisioni migliori prese davanti alla macchinetta del caffè.
Concordo. Le migliori idee le ho sempre avute alla macchinetta del caffe’ o fuori a fumare una sigaretta. Sono anni che dico al capo di mettere un tavolo da giardino e delle sedie nel piazzale posteriore. Che mettersi ad abbozzare formule ed algoritmi su un fogliaccio volante appoggiato al muro fuori, non e’ il massimo della comodita’.
Io ci avrei disegnato anche un merlo sul vangato che dice “pari un merlo sul vangato”.
Comunque ribollita una sega, e’ LA ZUPPA. Da non confondere con UNA zuppa. L’articolo determinativo implica una precisa ricetta (quella della mi’ nonna).