Si trova sul tetto di un inceneritore dei rifiuti, a Zurigo, il primo impianto commerciale per la cattura del carbonio. Si chiama Climeworks, ed è formato da tre contenitori con sei collettori di CO2 ciascuno. L’impianto è alimentato dal calore di scarto dell’inceneritore, che serve a mettere in funzione delle ventole che aspirano l’aria, per assorbire l’anidride carbonica tramite dei filtri.
Quando i filtri sono saturi di CO2 (impiegano due o tre ore), vengono riscaldati a circa 100 °C. In questo modo la CO2 viene “liberata” dal filtro e stoccata come gas concentrato. L’aria senza CO2 viene poi reinserita nell’atmosfera. I filtri possono essere riusati molte volte e durano per diverse migliaia di cicli.
Nel caso specifico la CO2 raccolta è immessa in alcune serre nelle vicinanze, quelle dell’azienda Gebrueder Meier Primanatura. L’azienda agricola userà le 900 tonnellate di CO2 (pari a quelle emesse da 190 auto) raccolte all’anno per accelerare la crescita delle verdure del 20-30%. Una sorta di fertilizzante insomma. Altri usi possibili della CO2 catturata sono la trasformazione in combustibile per veicoli o l’impiego nell’industria delle bibite gassate.
Secondo Climeworks serviranno centinaia di migliaia di questi impianti per dare un forte contributo al rispetto degli Accordi di Parigi, grazie ai quali si vuole impedire che la temperatura terreste salga di oltre 2 °C entro il 2050.
“Abbiamo meno di 20 anni, ai tassi di emissione attuali, per avere una buona probabilità di limitare le emissioni a meno di 2 °C”, ha dichiarato a Fast Company Chris Field, direttore dello Stanford Woods Institute for Environment. “È una grande sfida riuscirci semplicemente riducendo le emissioni derivanti da energia, trasporti e agricoltura”.
Serve altro quindi, e Climeworks spera di poter contribuire, creando allo stesso tempo un nuovo business (si stima un costo di 400 dollari a tonnellata). Però non è l’unico sforzo innovativo per ridurre i livelli globali di CO2 in atto nel mondo. I ricercatori dell’Università della California di Los Angeles (UCLA) hanno trovato un modo per trasformare il carbonio catturato in calcestruzzo per costruzioni, mentre gli scienziati della Rice University hanno scoperto che dopare il grafene con azoto consente di convertire la CO2 in combustibili rispettosi dell’ambiente.
L’impianto di Climeworks è particolarmente interessante perché può essere usato ripetutamente e produce qualcosa di commercialmente utile, oltre a essere circa 1000 volte più efficiente nella rimozione della CO2 della fotosintesi.
La possibilità di catturare carbonio è affascinante, ma non dovrebbe essere vista come una licenza per emettere più CO2. Dobbiamo combinare la tecnologia a un modello economico a basse emissioni di carbonio per salvare il nostro pianeta.
No aspe, fatemi capire: una pianta in una atmosfera più ricca di CO2 cresce più velocemente? Perché in tal caso mi viene subito un’altra domanda: se aumentando la CO2 le piante crescono più velocemente, e crescendo convertono più CO2 in ossigeno, significa che l’unica cosa che impedisce il mantenimento dell’equilibrio e’ la deforestazione?
Quindi se il numero di alberi sul pianeta restasse costante, la loro maggior crescita, da sola, controbilancerebbe automaticamente l’aumento della CO2 neutralizzando l’effetto serra ?
Io so la storia dell’anidride carbonica e del suo ruolo nella fotosintesi.
Comunque chiederei l’aiuto di @thec8h10n4o2 che di queste cose ne sa davvero.
Almeno credoPurtroppo smettere di tagliare alberi e iniziare a rimboscare sono condizioni necessarie ma non sufficienti. Secondo l’IPCC anche piantando altri alberi si sequestrerebbe circa 1.5 Gt di CO2 l’anno contro 50 Gt emessi. E poi il rimboschimento sembra essere efficiente solo ai tropici, alle nostre latitudini fa peggio.
Ma queste stime considerano uno scenario dove il rimboschimento non riesce comunque a controbilanciare la deforestazione (quindi uno scenario realistico), o considerano il caso ipotetico (diciamo pure utopico) in cui il numero totale di alberi del pianeta rimane costante ?
E quelle 1.5 Gt di CO2 sequestrata sono calcolate tenendo conto anche della (eventuale, fino a conferma) crescita accelerata delle piante, o sono calcoli “statici” fatti solo sulla base del numero di piante ?
Poi probabilmente, se anche di essere 1.5 fossero 15 Gt, il risultato non cambierebbe. Pero’ ero curioso di capire *quanto* l’ambiente fosse resiliente ai cambiamenti dell’atmosfera.