Così Veneto Banca salvò Bruno Vespa prima del crack

corallorosso:

Se “La legge è uguale per tutti” – e già su questo, in Italia, ci sarebbe da discutere – le opportunità finanziarie non lo sono affatto. Soprattutto quando si parla di rapporti con le banche, dove pochi ben informati sanno come e quando muoversi per evitare perdite o realizzare guadagni imponenti, mentre la grande maggioranza opera a proprio rischio e pericolo.
…E’ il caso del popolare anchorman il quale è riuscito a far ricomprare azioni per 11 milioni di euro nell’ultimo momento buono prima del crack, che ha sostanzialmente azzerato il valore delle azioni stesse. Chi era in ‘lista d’attesa’, invece, oltre a vedersi scavalcato da Vespa ha visto il valore delle proprie azioni pressoché polverizzato.

In totale 279484 azioni vendute al prezzo massimo mai raggiunto dal titolo nell’ultimo momento buono, per un totale di 11 milioni 332mila euro. Azioni vendute poco prima che il valore si polverizzasse, scavalcando una lista d’attesa di cui dovranno rispondere i vertici della banca…quello di Vespa risultò essere il secondo maggior pacchetto di azioni riacquistato (il primo fu quello dell’industriale Stefanel).

Altri, circa 80mila soci, hanno visto i loro 5 miliardi di euro in totale azzerati da un giorno all’altro.

(Qui finanza)