Su questa mappa si vedono le migrazioni umane degli ultimi 15 anni su scala mondiale

levysoft:

La retorica per cui il flusso di migrazione della Siria sia principalmente rivolto verso l’Unione Europea è istantaneamente smentito: è immediatamente evidente come le persone si fermino negli stati confinanti, e che solo una microscopica minoranza decida — o meglio, si trovi costretta per concause — ad avventurarsi molto più lontano, verso l’Europa e l’Italia.

E questo è niente: è sufficiente zoomare verso l’Africa per assistere a flussi migratori ancora più imponenti di quello siriano, storie che mai raggiungono i titoli dei giornali, ma che condividono la stessa drammaticità, e che scegliamo di ignorare, insieme alle nostre colpe.

Su questa mappa si vedono le migrazioni umane degli ultimi 15 anni su scala mondiale

tsuki-nh:

Penso che il week end lavorativo possa essere riassunto con l’esclamazione di un gruppetto di ragazze “ah ma non sono PIZZETTE quelle che fai”.

PIZZETTE.

In effetti si nota la mozzarella e il pomodoro. Quello nero e’ prosciutto? Ma sembra un po’ bruciacchiato eh !

SpaceX: una Dragon usata è in viaggio verso la ISS

Ora che gli atterraggi dei booster, per quanto sempre spettacolari,
sono diventati una consuetudine  (e già da un po’ non vengono più
definiti “experimental” nella descrizione dei momenti del volo che
seguono al lancio, mostrata durante la diretta video) e una volta dimostrata la riusabilità dei primi stadi recuperati,
si inizia a parlare di riutilizzo delle capsule. A rivestire il ruolo
di Dragon CRS-11 in vetta al Falcon 9, ed ora in rotta verso la ISS, è
infatti il veicolo, con numero di serie C106, che ha già volato portando
il suo carico alla stazione spaziale nella missione CRS-4, nel settembre-ottobre 2014.

È bene precisare che, a differenza del primo stadio del Falcon 9 che –
almeno in teoria – potrebbe essere rimesso in rampa senza aver bisogno
di riparazioni e pezzi di ricambio, il cargo Dragon è solo parzialmente
riusabile. Alcune sue parti infatti (come il trunk e i pannelli solari)
vanno distrutte durante il rientro in atmosfera e devono essere
sostituite completamente. Ma anche altri componenti, come lo scudo
termico, tutti gli elementi che sono stati esposti all’acqua marina dopo
lo splash down e parti dell’avionica sono nuovi. In sostanza, della
vecchia Dragon CRS-4 è tornata nello spazio la “struttura primaria”,
ossia il modulo pressurizzato o poco più. Sicuramente, dal punto di
vista della massa, resta vera l’affermazione fatta durante il briefing
che ha preceduto il lancio: “La maggior parte di questa Dragon è già
stata nello spazio”

Forse è troppo poco, per definirla una capsula riutilizzabile ma, dal
punto di vista di SpaceX, questo risultato – sperando che tutto si
concluda nei migliore dei modi, fino al rientro, nel luglio prossimo –
non è di poco conto. Il progetto è infatti quello di utilizzare le
Dragon che hanno già volato per completare un buon numero delle missioni
ancora pendenti nell’ambito del contratto Commercial Resupply Services 1
(sono 10 compresa quella iniziata oggi, ma va esclusa la CRS-12 che
userà un veicolo nuovo), in modo da chiudere la linea produttiva della
Dragon 1 e dedicarsi alla messa a punto di Dragon 2.

La nuova capsula servirà principalmente al trasporto degli astronauti
alla stazione spaziale, ma verrà realizzata anche in versione cargo.
Saranno verosimilmente le Dragon 2 a garantire (almeno in parte) le
missioni previste dal contratto CRS 2, offrendo un maggiore volume di
carico e permettendo, grazie all’impiego della versione definitiva
“Block 5” del Falcon 9, di accrescere la massa da trasportare sulla ISS.

Con la Dragon 2 cargo potremo vedere anche i primi atterraggi sulla
terraferma: l’intenzione di SpaceX è infatti quella di mettere alla
prova l’affidabilità dei propulsori SuperDraco nei voli senza
equipaggio, prima di abbandonare paracadute e ammaraggio nelle capsule
che porteranno a terra gli astronauti e le missione CRS potrebbero
offrire l’occasione per effettuare questa sperimentazione, usufruendo di
voli già pagati.

Il piano per il riuso delle Dragon ha dovuto ottenere la formale
approvazione delle NASA, dal momento che il contratto CRS parla
esplicitamente di nuovo hardware per ogni missione. Secondo Kirk
Shireman, program manager per la ISS, l’agenzia spaziale statunitense ha
esaminato scrupolosamente il lavoro di ripristino e di certificazione
svolto da SpaceX sulla capsula, per avere la certezza che il suo
utilizzo non comportasse maggiori rischi, e ne è risultata soddisfatta.
D’altra parte, dato l’atteggiamento molto supportivo che la NASA ha
sempre manifestato verso l’azienda di Elon Musk, questo esito era
abbastanza prevedibile. C’è anche ragione di credere che la NASA non si
opporrà in futuro all’impiego dei primi stadi usati – una volta che se
ne sia sufficientemente comprovata l’affidabilità – e alle
sperimentazioni relative all’atterraggio sulla terra ferma. È vero che
queste ultime potrebbero comportare la perdita del materiale di ritorno
dallo spazio, ma ciò è già stato tollerato in passato: le prime Dragon
subivano dopo l’ammaraggio infiltrazioni d’acqua, con conseguenti avarie
dei sistemi elettrici e danni per i campioni scientifici trasportati a
bassa temperatura.

SpaceX: una Dragon usata è in viaggio verso la ISS

labignetteria:

Cominciano i preparativi per la grande festa degli artisti di strada di Santa Maria a Monte! A L’Isola che non c’è troverete in esclusiva un dolce che ho creato e dedicato a questa deliziosa cittadina toscana: La Chiocciola! 🙂
Potrete decorarla con il gusto che più vi intrigherà, scegliendo tra
tiramisù, zuppa inglese, pistacchio, crema pasticcera tradizionale e al
cioccolato o cocco!

Vi ricordo inoltre che sabato ci sarà anche la diretta Champions su maxi schermo, quindi MARITI NON AVETE SCUSE, SORRY!

In questi due giorni la prestigiosa scuola di Circo FLIC Scuola di Circo, musicisti di strada, spettacoli di street art e piromusicali animeranno il nostro borgo.

I bravissimi Arcieri della Collina
saranno a vostra disposizione in via dell’Olmo per dimostrazioni e
prove di tiro con l’arco. Non avete mai desiderato sentirvi Robin Hood
per un giorno?? 😉

Vi aspettiamo, io sarò in PIAZZA MARCONI!

Ps: Bus navetta GRATUITO dalle ore 16 a mezzanotte da Ponticelli, zona stadio.

masoassai:

nevver:

Life hack

@gigiopix
ma est una bojata o.?

A me sembra abbastanza una boiata, si 😀

A logica quel coso richiede 2×1,5=3v. In realta’ probabilmente funzionerebbe anche con meno (ad esempio quando le pile sono quasi scariche), quindi una sola pila ben carica forse potrebbe anche farcela. Ma in ogni caso dubito che una sigaretta riesca a chiudere il circuito. A meno che non nasconda un filo di rame, un pezzo di stagnola, o qualcos’altro di conduttivo, dentro 😀

AAA Cercasi disperatamente

iamslblog:

firewalker:

anonpeggioredelmondo:

morganadiavalon:

Libro “Corpi che contano” di Judith Butler ed. Feltrinelli.

Purtroppo è fuori catalogo. Se qualcuno di voi tumblerini stupendi lo possedesse e fosse interessato a venderlo/scambiarlo, mi contatti in privato!
Grazie.

Reblog di servizio, che non ce l’ho

provato a cercare su Copernicum?

oppure su Maremagnum

Oppure, se ti va bene prenderlo in prestito da una biblioteca (anche tramite prestito interbibliotecario), sull’Opac nazionale.

Alfano

uds:

paz83:

Il giorno in cui Alfano sparirà davvero dalla scena politica e dai riflettori ci mancherà un sacco. Ricordatevi queste mie parole.

flashforward: alfano, in una notte senza luna di ottobre, ruba un sacco dal deposito di sacchi della famiglia di paz83 e esce dalla politica per dedicarsi alla sua vera passione, la corsa coi sacchi, recentemente nominata disciplina olimpica.

una storica medaglia d’oro sui 400 sacchi, che segue un entusiasmante argento sui 200 sacchi a ostacoli su una gamba sola con lo sbarramento al 5%, rende alfano un eroe sportivo nazionale. arriveranno maglie commemorative della gazzetta, puntate dedicate di sfide, la provincia di isernia come feudo.

la famiglia di paz83 riconosce nelle immagini provenienti dalle olimpiadi il proprio sacco mancante, ma non può fare altro che scuotere la testa con un sorriso, tifando il nostro caro angelino. è un po’ anche la loro vittoria.

il paese è in festa. viene approvata la riforma elettorale alla tedesca, in cui devi passarti la scheda elettorale al volo e se la infili di testa nell’urna vale cinque, se esce prendi il posto dello scrutatore.

da qualche parte, nello ionio, i grandi antichi cominciano il proprio risveglio.

Elon Musk: fuori dal Consiglio di Trump se USA lasceranno l’Accordo di Parigi

La permanenza di Elon Musk all’interno del Consiglio Consultivo dell’amministrazione Trump potrebbe avere le ore contate e sembra dipendere dalle dichiarazioni che il Presidente degli Stati Uniti rilascerà nelle prossime ore sul futuro degli USA all’interno dell’Accordo di Parigi sul clima.

Il recente vertice del G7 di Taormina non ha lasciato intendere una prospettiva positiva per l’esito della vicenda, che e verrà reso noto tramite una conferenza stampa che si terrà alle 21:00 di oggi 1° giugno, orario italiano. Mentre quindi tutto il mondo attende di scoprire se l’America effettuerà una pesante e storica inversione a u sui temi legati al clima, Elon Musk ha già comunicato che, l’eventuale uscita degli USA dall’Accordo di Parigi, lo porterà ad abbandonare il suo posto all’interno del Consiglio Consultivo di cui cui fa parte.

Attraverso una rapida serie di tweet, Musk ha sottolineato di aver comunicato direttamente con il Presidente degli Stati Uniti, facendo tutto quanto fosse in suo potere per convincerlo a restare all’interno dell’Accordo. Incalzato sulla questione, Musk ha quindi affermato che, in caso di uscita, non avrà altra scelta se non quella di lasciare il Consiglio Consultivo. Il patron di Tesla ha più volte messo in chiaro che questo suo incarico non implica un endorsement all’amministrazione Trump.

Con il possibile venir meno di Elon Musk, il governo statunitense continua a perdere sempre più supporto tra i grandi nomi della Silicon Valley. Il primo atto di rottura si verificò in occasione del travel ban, durante il quale fu chiara la presa di posizione del mondo dell’high tech nei confronti delle politiche del neopresidente. A febbraio anche Travis Kalanick, CEO di Uber, ha lasciato il suo posto all’interno del Consiglio Economico, preoccupato per le conseguenze dell’accostamento con l’amministrazione Trump. Questa volta sembra essere arrivato il turno di Musk, anche se le conseguenze di questa scelta potrebbero essere ben più gravi di una semplice crisi interna.

Eccalla’, preciso quel che ci voleva. Adesso cominciano ad andarsene anche le poche persone di buon senso che erano rimaste a cercare di limitare i danni. Si prospetta proprio un futuro roseo.

Elon Musk: fuori dal Consiglio di Trump se USA lasceranno l’Accordo di Parigi