lalumacavevatrecorna:

quando la tua migliore amica ha avuto un’emergenza a bordo (subito dopo il decollo hanno arrostito un uccello nel motore, quindi engine failure e overweight landing in un’altra città) e l’unico commento dopo che sono riusciti ad atterrare sani e salvi è stato: “scusate ragazzi, colpa mia, ma quando dicevo che sono stanca di essere zitella e che voglio un uccello non intendevo questo!!!”

@tsuki-nh: “ma mi cai? seh, bonanotte e tre ova
Io: “si dice bongiorno e tre ova
tsuki-nh: “di notte si dice bonanotte!

Non siamo ancora a livello “bimb’un l’abb’a be’ l’acqua ‘e par’abbi i
bai
” ma considerato che partiva da “vanti col cristo che a procession
s’ingruma
”, facciamo progressi, con le lingue civili.

F,26,buona salute. Salve Doc. Sorvolando sulla mia negligenza, ieri sera sono rimasta folgorata dalla batteria di una recinzione elettrica. Ho ricevuto una scossa tale da sentirmi rimbombare il petto e la testa. A distanza di oltre 15/16 ore sento ancora indolenzimento all’arto direttamente interessato e un po’ di dolore alla testa e poco sopra il seno sx che si acuisce quando mi sforzo (praticamente l’80% della mia giornata). Dato che a casa mia si ricorre al PS solo quando si è riversi in(1/2)

giomezzadri:

axeman72:

kon-igi:

gigiopix:

kon-igi:

rosso-disera:

kon-igi:

(2/2)una pozza di sangue, e dato che sono stata liquidata con risate e prese in giro, crede che posso stare tranquilla (con un discreto riposo), o mi conviene iniziare il giro dei saluti delle persone care? Grazie!


Te l’ho raccontato di quella volta che ho riagganciato un filo del recinto che si era tolto dal sostegno e i guanti in gomma che stavo indossando NON mi hanno protetto come credevo? Ho cacciato una bestemmia così forte che le capre non sono uscite dalla stalla per tre giorni.

Comunque no, o muori subito (con una batteria di medie dimensioni non succede) oppure difficilmente un elettrocuzione da corrente continua manda in aritmia una persona giovane e sana.

Il dolore che senti è quello della contrazione tetanica abnorme dovuta alla scarica elettrica (migliaia di volte più potente dell’impulso elettrico che il tuo cervello manda alla placca neuromuscolare attraverso i nervi) che ti ha lasciato una mialgia equivalente allo sforzo di un giorno passato a spaccar sassi in un carcere messicano.

Riposo (LOL) e massaggi decontratturanti.

E’ stato come sentire un rimbombo nel petto e nella testa. Non mi sarei mai aspettata una tale scarica da quella scatolina, perché il tocco sulla rete è appena percettibile. Infatti, fino a ieri sera spesso neanche interrompevo il flusso di corrente quando scavalcavo la rete. Ho imparato la lezione. 

Se hai toccato i poli del trasformatore, ti sei assorbita la dose che normalmente sarebbe stata distribuita su tutta la lunghezza del filo… con la tensione di un filo in rame domestico sarebbe indifferente (ti fulmini ovunque tu sia) ma questi fili scoperti e attorcigliati a spira credo disperdano molto ed evidentemente tu li hai scavalcati in un punto lontano. Ma per me si entra nel regno della magia e chiedo a @gigiopix o a chi ne sa.

La gente tende spesso a pensare che il problema sia il voltaggio, per cui percepisce come pericolosa la 220v di casa, e come innocua la 12 o 24v di una batteria. “Che vuoi che siano 12 volt, ce n’ha 6 il telecomando della tv…
Invece quello che ti ammazza e’ l’amperaggio, la quantità di corrente che ti attraversa. 

Per fare un paragone idraulico: immagina un tubo che porta acqua giù a valle da una diga in montagna. La tensione e’ il dislivello di altezza tra la montagna e la valle, l’amperaggio e’ il diametro del tubo.
Se hai un forellino di mezzo millimetro, anche con 40 metri di dislivello, sebbene l’acqua abbia una discreta spinta, te ne arriverà addosso poca. Magari ti fa male nel punto dove impatta, ma non ti ammazza. Se ti piazzi davanti a un tubo di 2 metri di diametro, ti porta via.

Nella sedia elettrica, ad esempio, prima ti danno una scossa ad alta tensione e basso amperaggio, per stordirti e farti svenire. Poi ti uccidono con una scarica a bassa tensione e alto amperaggio.

Nel dubbio, comunque,

quando non si sa se un cavo (un connettore, una rete, qualsiasi cosa) sia elettrificato o meno,

vale sempre la seconda regola di laboratorio (la prima e’ che il vetro bollente ha esattamente lo stesso aspetto del vetro freddo): si tocca sempre COL DORSO di un dito. Con la parte superiore, mai toccarlo con l’interno del dito o della mano. Questo perché se la corrente c’e, potrebbe provocare una contrattura involontaria dei muscoli delle dita e del braccio, facendo richiudere la mano sul filo: e’ quando si dice “c’e rimasto attaccato”. Parecchia gente c’e’ morta in questo modo: non riesci più ad aprirlo, un dito contratto dalla corrente in quel modo, non ti stacchi più.

Viceversa se lo tocchi col dorso del dito, la contrazione involontaria che ti fa chiudere il dito a scatto, ti STACCA dal filo, interrompendo subito il flusso di corrente. Magari pigli una bella botta, ma non ci muori.

Giusto per capire il livello di pericolo in funzione della quantità corrente in milliAmpere (millesimi di Ampere):

  • da 1 a 5 mA: non pericolosa anche se la senti (il pizzicore di una pila toccata con la lingua)
  • da 5 a 30 mA: Soglia di inizio pericolo, cominciano a verificarsi contrazioni dei muscoli della mano e del braccio interessato e tendenza a restare “incollati” alla parte in tensione.
  • da 30 a 80 mA: contrazioni involontarie della cassa toracica e dei muscoli del cuore, tendenza allo svenimento oltre i 50 mA
  • oltre 80 mA: fibrillazione cardiaca, paralisi dei centri nervosi respiratori. L’effetto è quasi sempre mortale.

Tieni conto che una batteria da macchina/camion può arrivare anche a CENTINAIA di Ampere. 

T’e’ andata bene.

Ecco.

“Tieni conto che una batteria da macchina/camion può arrivare anche a CENTINAIA di Ampere.“

Tutto vero, e non sminuisco quando sia piccola la corrente che serve per uccidere una persona, ma il fatto che una batteria POSSA arrivare ad erogare centinaia di A non significa che LO FACCIA SEMPRE, soprattutto con un carico che non è un corto circuito (e fortunatamente l’essere umano NON è un cortocircuito)

Altrimenti i cimiteri sarebbero pieni di fabbri che folgorati con la saldatrice ad arco perchè hanno toccato l’elettrodo con una mano e il pezzo con l’altra (la mia, che non è nemmeno tanto grande, arriva a 160A)

(e io sarei morto svariate centinaia di volte)

Scusa @gigiopix, ma mio padre un mesetto fa m’ha spiegato che la corrente che passa da qualcosa dipende solo dal voltaggio e dalla resistenza di quel qualcosa.
E siccome una persona ha una resistenza abbastanza costante (anche se varia a seconda del tipo di contatto col suolo), basso voltaggio uguale bassa corrente!
Infatti mentre caricava la batteria della macchina di mia madre coi cavi mi ha fatto vedere che si possono toccare i due poli con le mani senza problemi.
La batteria può dare svariati Ampère, ma attraverso una persona, con 12V di Ampère ne passeranno sempre pochi!
Ora ti pregherei di leggere e CONFERMARE quanto ho scritto, perché altrimenti il mio gongolante orgoglio da ragazza auto ritenentesi intelligente perché ha capito quello che il papà le ha spiegato se ne va immediatamente a fare in culo……….
😁😁

In linea puramente teorica il ragionamento non fa una grinza: la legge di Ohm dice che V=RxI, di conseguenza I=V/R. In pratica pero’, l’assunzione che la resistenza del corpo umano sia costante, e soprattutto che sia sempre sufficientemente elevata da tenere basso quell’I dell’equazione, non so quanto sia vera e immutabile.

Io avrei evitato di verificarla sperimentalmente 😀

Diciamo che dipende da tanti fattori, non solo l’isolamento dal suolo: l’umidita’ superficiale della pelle, la sudorazione, lo strato di grasso accumulato in quella zona del corpo, la presenza di ferite o abrasioni superficiali, la presenza di calli che inspessiscono la pelle , ecc. Anche il percorso che segue la corrente influisce: come in ogni materiale, la resistenza non dipende solo dalla resistivita’, ma anche dalla sezione e dalla lughezza percorsa. Il tratto da mano a mano attraverso il torace (come nel caso dei due connettori della batteria toccati con le mani) non e’ uguale a quello da mano a mano con le mani o le braccia che si toccano tra loro, o al tratto da mano a piede, o da mano a schiena (ad esempio se prendi la scossa mentre sei sdraiato sotto a una macchina). In alcune situazioni la corrente puo’ attraversare alcuni organi (compreso il cuore), in altre no.

Le variabili sono potenzialmente tantissime: la corporatura, l’altezza, la superficie di contatto con l’elemento elettrificato (toccare un filo con un polpastrello non e’ uguale a toccarlo con tutto il palmo della mano), la pressione di contatto (sfiorare un cavo non e’ uguale a stringerlo con forza), la durata del contatto stesso, ecc.

Comunque qua si rientra in campo medico, e mi rimetto all’opinione di @kon-igi. Diciamo che in linea di massima, il ragionamento e’ giusto (e si riconduce anche al discorso di axeman che il corpo umano non si comporta come un corto circuito).

Pero’ io avrei evitato di prendere in mano gli elettrodi della batteria 😀

F,26,buona salute. Salve Doc. Sorvolando sulla mia negligenza, ieri sera sono rimasta folgorata dalla batteria di una recinzione elettrica. Ho ricevuto una scossa tale da sentirmi rimbombare il petto e la testa. A distanza di oltre 15/16 ore sento ancora indolenzimento all’arto direttamente interessato e un po’ di dolore alla testa e poco sopra il seno sx che si acuisce quando mi sforzo (praticamente l’80% della mia giornata). Dato che a casa mia si ricorre al PS solo quando si è riversi in(1/2)

kon-igi:

rosso-disera:

kon-igi:

(2/2)una pozza di sangue, e dato che sono stata liquidata con risate e prese in giro, crede che posso stare tranquilla (con un discreto riposo), o mi conviene iniziare il giro dei saluti delle persone care? Grazie!


Te l’ho raccontato di quella volta che ho riagganciato un filo del recinto che si era tolto dal sostegno e i guanti in gomma che stavo indossando NON mi hanno protetto come credevo? Ho cacciato una bestemmia così forte che le capre non sono uscite dalla stalla per tre giorni.

Comunque no, o muori subito (con una batteria di medie dimensioni non succede) oppure difficilmente un elettrocuzione da corrente continua manda in aritmia una persona giovane e sana.

Il dolore che senti è quello della contrazione tetanica abnorme dovuta alla scarica elettrica (migliaia di volte più potente dell’impulso elettrico che il tuo cervello manda alla placca neuromuscolare attraverso i nervi) che ti ha lasciato una mialgia equivalente allo sforzo di un giorno passato a spaccar sassi in un carcere messicano.

Riposo (LOL) e massaggi decontratturanti.

E’ stato come sentire un rimbombo nel petto e nella testa. Non mi sarei mai aspettata una tale scarica da quella scatolina, perché il tocco sulla rete è appena percettibile. Infatti, fino a ieri sera spesso neanche interrompevo il flusso di corrente quando scavalcavo la rete. Ho imparato la lezione. 

Se hai toccato i poli del trasformatore, ti sei assorbita la dose che normalmente sarebbe stata distribuita su tutta la lunghezza del filo… con la tensione di un filo in rame domestico sarebbe indifferente (ti fulmini ovunque tu sia) ma questi fili scoperti e attorcigliati a spira credo disperdano molto ed evidentemente tu li hai scavalcati in un punto lontano. Ma per me si entra nel regno della magia e chiedo a @gigiopix o a chi ne sa.

La gente tende spesso a pensare che il problema sia il voltaggio, per cui percepisce come pericolosa la 220v di casa, e come innocua la 12 o 24v di una batteria. “Che vuoi che siano 12 volt, ce n’ha 6 il telecomando della tv…
Invece quello che ti ammazza e’ l’amperaggio, la quantità di corrente che ti attraversa. 

Per fare un paragone idraulico: immagina un tubo che porta acqua giù a valle da una diga in montagna. La tensione e’ il dislivello di altezza tra la montagna e la valle, l’amperaggio e’ il diametro del tubo.
Se hai un forellino di mezzo millimetro, anche con 40 metri di dislivello, sebbene l’acqua abbia una discreta spinta, te ne arriverà addosso poca. Magari ti fa male nel punto dove impatta, ma non ti ammazza. Se ti piazzi davanti a un tubo di 2 metri di diametro, ti porta via.

Nella sedia elettrica, ad esempio, prima ti danno una scossa ad alta tensione e basso amperaggio, per stordirti e farti svenire. Poi ti uccidono con una scarica a bassa tensione e alto amperaggio.

Nel dubbio, comunque,

quando non si sa se un cavo (un connettore, una rete, qualsiasi cosa) sia elettrificato o meno,

vale sempre la seconda regola di laboratorio (la prima e’ che il vetro bollente ha esattamente lo stesso aspetto del vetro freddo): si tocca sempre COL DORSO di un dito. Con la parte superiore, mai toccarlo con l’interno del dito o della mano. Questo perché se la corrente c’e, potrebbe provocare una contrattura involontaria dei muscoli delle dita e del braccio, facendo richiudere la mano sul filo: e’ quando si dice “c’e rimasto attaccato”. Parecchia gente c’e’ morta in questo modo: non riesci più ad aprirlo, un dito contratto dalla corrente in quel modo, non ti stacchi più.

Viceversa se lo tocchi col dorso del dito, la contrazione involontaria che ti fa chiudere il dito a scatto, ti STACCA dal filo, interrompendo subito il flusso di corrente. Magari pigli una bella botta, ma non ci muori.

Giusto per capire il livello di pericolo in funzione della quantità corrente in milliAmpere (millesimi di Ampere):

  • da 1 a 5 mA: non pericolosa anche se la senti (il pizzicore di una pila toccata con la lingua)
  • da 5 a 30 mA: Soglia di inizio pericolo, cominciano a verificarsi contrazioni dei muscoli della mano e del braccio interessato e tendenza a restare “incollati” alla parte in tensione.
  • da 30 a 80 mA: contrazioni involontarie della cassa toracica e dei muscoli del cuore, tendenza allo svenimento oltre i 50 mA
  • oltre 80 mA: fibrillazione cardiaca, paralisi dei centri nervosi respiratori. L’effetto è quasi sempre mortale.

Tieni conto che una batteria da macchina/camion può arrivare anche a CENTINAIA di Ampere. 

T’e’ andata bene.