ups, I did it again

heresiae:

ma perché, mi chiederete, insisto nel parlare di vaccini con mia madre?
perché la speranza è l’ultima a morire e se siamo riusciti a passare da “i vaccini mai!” a “i vaccini ok ma non tutti e 12 assieme” c’è speranza direi.
in corsivo Madre.
ho scoperto cose incredibbili su quello che gli antivaxxer riescono a credere.
roba che la fantascienza non ci sarebbe mai arrivata da sola, giuro.

“e allora perché sul bugiardino della Glaxo c’è scritto che i vaccini potrebbero causare l’autismo???”

“mamma, in america ti fanno causa se ti sei scottato con il caffè da asporto perché sulla tazza non c’era scritto che conteneva liquido bollente e poteva causare scottature. dai eh”

“e tutta la documentazione che sta venendo fuori sui vaccini che causano l’autismo, eh??? / guarda che lo dicono medici veri, laureati, mica gente a caso!”

“tu lo sai che esistono astrofisici e geologi che fanno studi per dimostrare che la terra è piatta?”

“è tutto un complotto delle case farmaceutiche per fare sperimentazioni umane!”

“a dire il vero il complotto è proprio che i vaccini causino l’autismo, dato che è nato tutto perché una casa farmaceutica voleva prendere il posto di quella che produceva il vaccino e ha pagato un medico per fare uno studio falso, che ora è radiato più o meno ovunque sulla faccia della terra”

“ci sono alluminio e formaldeide dentro! potrebbero renderli più sicuri ma costa di più!”

“tu lo sai che casa nostra è radioattiva in questo momento, ma non ci cresce un terzo braccio perché la radioattività di base presente in natura non è dannosa per l’essere umano? stessa cosa per gli elementi presenti nei vaccini. non è la presenza l’importante ma la quantità”

“se sostituissero l’alluminio con il silicio sarebbero più sicuri, ma costa troppo”

“metallo con metallo, certo xD”

“il silicio è naturale, non fa danni”

“l’alluminio lo estraggono eh, è naturale pure lui, mica lo creano in laboratorio”

“comunque la formaldeide è stata vietata”

“e allora non ci sarà più no?”

“comunque chiediti cosa ci guadagnano gli antivaxxer da tutta questa campagna. ci sono sempre dei tornaconti e non coincidono con il bene comune”

“e la lorenzin allora che cosa ci guadagna che il suo predecessore è stato messo dentro per aver preso 600milioni per il vaccino della difterite? ;)”

“lavoratori schiavi, sani e paganti contributi per il futuro :D”

che fatica… (che ridere però anche)

sul prendere lezioni per imparare a suonare uno strumento musicale ben oltre i trent’anni.

uds:

-dovevi farlo prima. va bene anche adesso, ma dovevi farlo prima. d’altro canto, ringrazia il cielo che se non altro non ti sei messo a farlo dopo;

-prendere lezioni costa. costa in termini sia di tempo (ovviamente) che di denaro. quest’ultima cosa è importante per due motivi. il primo è che, per quanto in modo indiretto, ti ricorda che la musica è qualcosa per cui è ok pagare, ed è un ordine di idee che è importante mantenere in un paese nel quale è considerato normalissimo spendere nove euro per un cocktail di merda composto all’85% da ghiaccio, ma spendere sette euro per comprarti un cd in internet viene visto come una spesa inutile. il secondo è che, dato che paghi, hai una ulteriore motivazione alla costanza nell’applicarti. tutti i miei tentativi precedenti da autodidatta sono naufragati essenzialmente per due motivi, e la mancata costanza è uno di essi (il prossimo salterà fuori più avanti, quanta suspance). certo, hai quei giorni in cui hai solo mezz’ora libera e vorresti passarla a stramazzare stanchezza sul divano. poi pensi alle svariate carte colorate che spendi ogni mese e allora ti metti sotto. e una volta che ti metti sotto poi la voglia ti viene comunque;

-un buon maestro è importantissimo. un buon maestro è quello che capisce cosa vuoi tu dal tuo rapporto con la musica e ti crea un percorso adeguato indipendentemente dai suoi gusti. informatevi, prima di sceglierlo. se trovate quello che vi organizza un percorso didattico per farvi suonare IL DRIMTIATER perché a lui piace IL DRIMTIATER, e voi volete fare tutt’altro, sarà solo una tortura. chiedete in giro, magari prima di andare dal vicino di casa che strimpella informatevi riguardo alle scuole di musica nei vostri dintorni. per la mia esperienza, è stato vitale. l’altro motivo dei miei naufragi precedenti è stata la mancanza di metodo. quando sai come muovere i passi, vedi i panorami giusti;

-un buon maestro è anche quello che ti guarda mentre suoni, ti dice cosa sbagli, ti spiega perché e ti dà esercizi per correggerti. libri e video su youtube questo non lo fanno. di nuovo: la musica costa, ma ne vale la pena;

-ah, studiare uno strumento significa condannarti all’imperfezione. ad ogni livello, figuriamoci a quello base. e non è un male, affatto. anzi, è uno dei doni più belli che la musica faccia all’essere umano;

-a trentacinque anni hai meno tempo, meno reattività, più cose per la testa. finirai quindi a imparare in un anno quello che a sedici anni avresti imparato in tre o quattro mesi. va benissimo. non hai bisogno di fare il figo con gli amici, non lo userai per rimorchiare, non vuoi rivoluzionare il mondo della musica, sai benissimo che non è che adesso esci di casa e ti metti a formare band a caso. quando riesci a suonare quello che ti eri prefissato -o che ti è stato assegnato- di volta in volta ti senti bene, come un operaio specializzato che ha avuto gli strumenti per fare qualcosa e l’ha fatto per bene. e, nel mentre, ti diverti e ti perdi in quello che stai facendo. quando riesci a suonare quello che ti eri prefissato -o che ti è stato assegnato- e a farlo mettendoci dentro del tuo è ancora meglio;

-ah, tutto questo ovviamente vale per me. a diverse età, gusti e concezioni della musica corrispondono diversi feedback, mi pare piuttosto ovvio. essendo una persona totalmente ordinaria immagino però siano impressioni piuttosto universali. poi se invece siete più del tipo che no, combattiamo la casta, suoniamo col cuore, animo ribelle e volete fare tutto da soli avete ragione uguale eh. posto che alcuni dei miei eroi musicali hanno imparato esattamente così, non c’è alcuna ricetta. posso parlare solo per me, il che non è molto ma c’è chi non lo può fare. tipo un cetriolo, che non avendo le mani non può neanche tenere eventualmente un plettro;

-imparare a suonare uno strumento è questione di due componenti: la teoria e la ginnastica (e, ok, il gusto personale, ma per quello ripassate tra qualche anno, mi sa). è uno studio non lineare (lezione, esercizi, ulteriore lezione, nuovi esercizi, si torna ai vecchi esercizi per rivederli alla luce delle nuove conoscenze e così via) che valorizza ora una, ora l’altra componente. io adoro la teoria (e gli esercizi legati ad essa) e detesto la ginnastica (e gli esercizi eccetera, non amando particolarmente le cose che funzionano per ripetizione meccanica). capita. grazie a dio quasi tutto quello che mi piace non ha bisogno di velocità fortissime, perché altrimenti sarei fottuto;

-il metronomo è il tuo migliore amico, e non c’è vergogna a iniziare ogni cosa mettendolo a un terzo della velocità prevista dall’esecuzione. coi migliori amici si passa un sacco di tempo, si sa quanto l’altro è importante per anche quando dà ai nervi, non ci si pressa a vicenda;

-nonostante quanto affermato dal famoso modo di dire, la musica non è come la matematica. cioè, dall’alto del mio sapere un tubo capisco il perché venga detto, l’idea delle regole, di un sistema, le suddivisioni eccetera, però boh, secondo me no. in musica ti possono dire “questa tonalità prevede questi accordi e queste note, però uno se n’é sbattuto le balle, ha messo questi tre gradi in un modo che sarebbe sbagliato, ha aggiunto un paio di note che sarebbero sbagliate e ha inventato il blues”. in matematica sarebbe un po’ come dire “le divisioni funzionano così, però se uno dei numeri coinvolti è il ventitrè allora si può cambiare tutto”. direi di no, ecco*. ed è anche il motivo per cui adoro la musica e fuggo dalla matematica;

-però ecco, fatelo. se avreste sempre voluto ma non vi ci siete mai messi seriamente. se vi piace la musica in misura rilevante. se volete fare qualcosa che vi faccia sudare e innervosire e stare bene mentre lo fate. ne vale veramente la pena.

*poi, certo, può arrivarmi uno e dirmi che in un certo campo di matematica teorica con universi a ottantacinque dimensioni e irrazionalità ondulatorie funziona esattamente così. non ne dubito, ma quello è l’equivalente matematico de IL DRIMTIATER, e quindi grazie per avermene reso edotto, ma ti odio.