Una volta, parlando con un vecchio operaio appena andato in pensione, gli chiesi quali fossero le sue sensazioni. «La luce,» mi rispose lui «la luce che c’è per le strade nei giorni lavorativi. Io non l’avevo mai vista. Per me, la luce del lunedì mattina, o del martedì o del venerdì era solo quella della fabbrica.» Mi astenni dal domandargli quale diversità ci fosse tra la luce del lunedì e quella della domenica, lo sapevo. La differenza non è nella luce in sé, ma nelle cose che sfiora: le massaie con le borse della spesa, i ragazzi che rientrano da scuola, gli sfaccendati nei bar, tutte cose che, alla lunga, nel chiuso dei capannoni smettono di esistere.
Le colpe dei padri (Alessandro Perissinotto)