SpaceX: addio ad atterraggio propulso e alla missione marziana Red Dragon

albonet:

gigiopix:

guelfoalexander:

heresiae:

gigiopix:

gigiopix:

Mi sento come un bimbo a cui hanno appena tolto il suo giocattolo preferito 😦

Che delusione 😦

Scusate se mi autorebloggo, ma mi pare che qua non si sia colta la gravita’ della questione.
Riassumo le puntate precedenti, per chi non segue da vicino i passi verso l’esplorazione di Marte.

  1. SpaceX sta sviluppando da anni una capsula chiamata Dragon 2, versione evoluta della Dragon attualmente utilizzata per spedire rifornimenti alla ISS.
  2. La Dragon 2, a differenza della Dragon, dovrebbe essere omologata anche per il trasporto di persone.
  3. La NASA, per concedere l’autorizzazione al trasporto di persone, impone vincoli di sicurezza strettissimi.
  4. La Dragon 2 era nata per essere usata anche su Marte, per cui aveva delle zampe retrattili, su cui atterrare in piedi (esattamente come fa il razzo Falcon 9).
  5. Il problema e’ che l’atmosfera di Marte e’ molto più rarefatta di quella della Terra: sulla terra una capsula in rientro sviluppa molto più calore per attrito.
  6. La NASA non considera abbastanza sicure le zampe retrattili (che aprendosi escono dallo scudo termico) per il rientro nell’atmosfera terrestre. Non le considera sufficientemente testate da rischiare la vita degli astronauti (giustamente, direi), e vuole un classico scudo termico tutto d’un pezzo, con capsula ad atterraggio in mare (splashdown).
  7. SpaceX non si può permettere di perdere il contratto con la NASA, per cui ha deciso di rimuovere le zampe dalla Dragon 2.
  8. Senza lilleri un si lallera: non ci sono abbastanza soldi per portare avanti il progetto di DUE navette diverse, per cui la versione con le zampe al momento viene abbandonata.
  9. Senza zampe diventa difficilino atterrare su Marte, per cui anche tutte le missioni Red Dragon (capsule Dragon 2 senza persone, spedite su Marte per verificare il meccanismo di atterraggio) sono annullate.

Quindi come ci si atterra su Marte, alla fine? Non si sa. Elon Musk e’ rimasto sul vago con un generico “there are better ways”, ma per adesso non si sa quali, esattamente.

E’ come se avessero annullato la missione Apollo verso la luna per colpa dei bulloni della rampa di lancio. Mi sento delusissimo 😦

:/

e a cosa l’ha fatta a fare la Boring Company? mandiamo un megarazzone con testata ipermeganucleare che però entra dentro come un grissino nel tonno, trapanando la crosta martestre, diciamo per un centinaio di km (magari un ze po’ fa che é de fero, ma vabbé ipotizziamo); poi esplodissimo che tanto crea una voragine sottoterra tipo caverna, tappando il buco con un foam tutto intorno alle pareti della caverna e poi, ci mandiamo i razzi con le personcine che atterrano nella caverna (sempre che centrino il buco) e il foam le rallenta e magari ci si crea pure un’atmosfera finta. che ve ne pare?

@guelfoalexander​ primo progettista di SpaceX subito. “Crosta martestre” e’ bellissimo, e lo riutilizzerò quanto prima 😀

Ma perché non fare una benedetta base lunare e far partire andare e tornare la Dragon 2 da lì, mentre sulla luna ci si va e viene colle normali capsule senza zampe retrattili? O se non è la luna anche una stazione spaziale in orbita, qualcosa che consenta di continuare con quel progetto

In ordine di domanda:

  1. sulla luna potresti anche atterrare anche solo coi retrorazzi, ma le zampe servono se vuoi ripartire. Anche il LEM delle missioni Apollo le aveva. Erano fisse e non retrattili, ma c’erano.
  2. infatti lo stanno facendo 🙂 si chiama Deep Space Gateway, e dovrebbe fare proprio quello che dici te.

Il punto pero’ e’ un altro: SpaceX ha un contratto con la Nasa per sviluppare una alternativa alla Soyuz (ricordiamo che attualmente gli USA dipendono completamente dalla Russia, non hanno nessun modo di portare autonomamente persone nello spazio, dopo la dismissione dello Shuttle). E una capsula del genere deve poter rientrare nell’atmosfera terrestre. 

Tutto il resto esula dal contratto che hanno firmato, e per il quale la Nasa tira fuori i dindini. Per cui sono costretti a scendere a compromessi per rispettare il contratto.

SpaceX: addio ad atterraggio propulso e alla missione marziana Red Dragon

Il ritorno di Donatello

Lockheed Martin ha ricevuto da NASA
l’incarico di realizzare un prototipo per un habitat destinato allo
spazio profondo (oltre la LEO). Il modello in scala 1:1 verrà realizzato
modificando il modulo MPLM Donatello, che nell’era Shuttle veniva
impiegato per trasferire carichi da e per l’ISS.

Inoltre è previsto un
massiccio ricorso alla realtà virtuale ed aumentata, per contenere i
costi e rispettare le scadenze grazie alla possibilità di individuare
potenziali problemi già in fase di design preliminare.

La realizzazione richiederà circa 18 mesi, ed è inquadrata nel programma Deep Space Gateway,
una sorta di “spazioporto” in orbita cislunare che dovrebbe servire a
testare le tecnologie per missioni a più ampio raggio, al servizio della
capsula Orion e del sistema SLS.

Il prototipo dovrà confermare la possibilità di realizzare un ambiente
altamente automatizzato (in quanto disabitato per lunghi periodi), ma in
grado di accogliere in sicurezza gli equipaggi di Orion all’occorrenza.
L’esperienza del costruttore americano nella realizzazione di sonde
automatiche dovrebbe risutare preziosa in tal senso.

Parallelamente, Lockheed Martin realizzerà un laboratorio per
l’integrazione delle avioniche da spazio profondo, per sviluppare le
procedure di comando e controllo tra il Deep Space Gateway ed Orion e le
relative interfacce dati. Il laboratorio fungerà anche da palestra per
addestrare gli astronauti alle procedure medesime.

A proposito di chicche, che come diceva @proust2000 ieri, non sarebbero mancate.

Notare che Donatello, insieme a Leonardo e Raffaello e’ uno dei tre moduli MPLM sviluppati dall’Alenia Spazio e dalla Agenzia Spaziale Italiana per la Nasa, con i quali e’ stata costruita la Stazione Spaziale Internazionale. Veniva usato come cargo: lo caricavano pieno di roba sullo Shuttle, e lo sganciavano vicino alla ISS, che lo prendeva col braccio robotico Canadarm.

Comunque io, piu’ che Deep Space Gateway, l’avrei chiamato Babylon 5.

Il ritorno di Donatello

Solar System: Things to Know This Week

nasa:

We love Lucy—our spacecraft that will visit the ancient Trojan asteroids near Jupiter, that is. This week, let us count the ways this 2021 mission could revolutionize what we know about the origins of Earth and ourselves.

1. Lucky Lucy 

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Earlier this year, we selected the Lucy mission to make the first-ever visit to a group of asteroids known as the Trojans. This swarm of asteroids orbits in two loose groups around the Sun, with one group always ahead of Jupiter in its path, and the other always behind. The bodies are stabilized by the Sun and Jupiter in a gravitational balancing act, gathering in locations known as Lagrange points.

2. Old. Really, Really Old

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Jupiter’s swarms of Trojan asteroids may be remnants of the material that formed our outer planets more than 4 billion years ago—so these fossils may help reveal our most distant origins. “They hold vital clues to deciphering the history of the solar system,” said Dr. Harold F. Levison, Lucy principal investigator from Southwest Research Institute (SwRI) in Boulder, Colorado.

3. A Link to The Beatles

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Lucy takes its name from the fossilized human ancestor, called “Lucy” by her discoverers, whose skeleton provided unique insight into humanity’s evolution. On the night it was discovered in 1974, the team’s celebration included dancing and singing to The Beatles’ song “Lucy In The Sky With Diamonds.” At some point during that evening, expedition member Pamela Alderman named the skeleton “Lucy,” and the name stuck. Jump ahead to 2013 and the mission’s principal investigator, Dr. Levison, was inspired by that link to our beginnings to name the spacecraft after Lucy the fossil. The connection to The Beatles’ song was just icing on the cake.

4. Travel Itinerary

One of two missions selected in a highly competitive process, Lucy will launch in October 2021. With boosts from Earth’s gravity, it will complete a 12-year journey to seven different asteroids: a Main Belt asteroid and six Trojans.

5. Making History

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No other space mission in history has been launched to as many different destinations in independent orbits around the Sun. Lucy will show us, for the first time, the diversity of the primordial bodies that built the planets.

6. What Lies Beneath 

Lucy’s complex path will take it to both clusters of Trojans and give us our first close-up view of all three major types of bodies in the swarms (so-called C-, P- and D-types). The dark-red P- and D-type Trojans resemble those found in the Kuiper Belt of icy bodies that extends beyond the orbit of Neptune. The C-types are found mostly in the outer parts of the Main Belt of asteroids, between the orbits of Mars and Jupiter. All of the Trojans are thought to be abundant in dark carbon compounds. Below an insulating blanket of dust, they are probably rich in water and other volatile substances.

7. Pretzel, Anyone?

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This diagram illustrates Lucy’s orbital path. The spacecraft’s path (green) is shown in a slowly turning frame of reference that makes Jupiter appear stationary, giving the trajectory its pretzel-like shape.

8. Moving Targets

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This time-lapsed animation shows the movements of the inner planets (Mercury, brown; Venus, white; Earth, blue; Mars, red), Jupiter (orange), and the two Trojan swarms (green) during the course of the Lucy mission.

9. Long To-Do List

Lucy and its impressive suite of remote-sensing instruments will study the geology, surface composition, and physical properties of the Trojans at close range. The payload includes three imaging and mapping instruments, including a color imaging and infrared mapping spectrometer and a thermal infrared spectrometer. Lucy also will perform radio science investigations using its telecommunications system to determine the masses and densities of the Trojan targets.

10. Dream Team

Several institutions will come together to successfully pull off this mission. The Southwest Research Institute in Boulder, Colorado, is the principal investigator institution. Our Goddard Space Flight Center will provide overall mission management, systems engineering, and safety and mission assurance. Lockheed Martin Space Systems in Denver will build the spacecraft. Instruments will be provided by Goddard, the Johns Hopkins Applied Physics Laboratory and Arizona State University. Discovery missions are overseen by the Planetary Missions Program Office at our Marshall Space Flight Center in Huntsville, Alabama, for our Planetary Science Division.

Make sure to follow us on Tumblr for your regular dose of space: http://nasa.tumblr.com

Un prete più o meno nella norma, un tizio mediocre e uno invece proprio cattivo, due morosini pallosini, Obi wan Kenobi e uno pornostar in pensione, tutti durante un’Apocalisse Zombie ma senza zombie.

Quella volta che un anon ha sopravvalutato le mie capacità critiche letterarie e mi ha chiesto di fargli una descrizione sintetica dei Promessi Sposi.

(via kon-igi)

L’ho letto 4 volte. Ora che ci penso, lo rileggerò in vacanza.

(via frauigelandtheboys)

Vi ho mai detto di quando la prof di lettere alle superiori mi diede un’insufficienza perché durante una interrogazione non seppi rispondere alla domanda “in che stagione fu dipinto il quadro del giudice appeso nello studio di Don Rodrigo nel momento in cui Fra Cristoforo gli va a parlare” ?

Avrei dovuto rispondere “inverno”, perché i giudici dell’epoca tendevano a farsi ritrarre con l’ermellino, in modo da sembrare più autoritari. 

A quanto pare invece “e poi che, una fettina di ‘ulo coi pinoli?” non era una risposta accettabile. Ora lo so. 

I Promessi Sposi lo odio ancora oggi, me lo hanno fatto odiare a suon di nomi e pagine imparate a memoria (rigorosamente e meticolosamente rimosse subito dopo).

SpaceX: addio ad atterraggio propulso e alla missione marziana Red Dragon

guelfoalexander:

heresiae:

gigiopix:

gigiopix:

Mi sento come un bimbo a cui hanno appena tolto il suo giocattolo preferito 😦

Che delusione 😦

Scusate se mi autorebloggo, ma mi pare che qua non si sia colta la gravita’ della questione.
Riassumo le puntate precedenti, per chi non segue da vicino i passi verso l’esplorazione di Marte.

  1. SpaceX sta sviluppando da anni una capsula chiamata Dragon 2, versione evoluta della Dragon attualmente utilizzata per spedire rifornimenti alla ISS.
  2. La Dragon 2, a differenza della Dragon, dovrebbe essere omologata anche per il trasporto di persone.
  3. La NASA, per concedere l’autorizzazione al trasporto di persone, impone vincoli di sicurezza strettissimi.
  4. La Dragon 2 era nata per essere usata anche su Marte, per cui aveva delle zampe retrattili, su cui atterrare in piedi (esattamente come fa il razzo Falcon 9).
  5. Il problema e’ che l’atmosfera di Marte e’ molto più rarefatta di quella della Terra: sulla terra una capsula in rientro sviluppa molto più calore per attrito.
  6. La NASA non considera abbastanza sicure le zampe retrattili (che aprendosi escono dallo scudo termico) per il rientro nell’atmosfera terrestre. Non le considera sufficientemente testate da rischiare la vita degli astronauti (giustamente, direi), e vuole un classico scudo termico tutto d’un pezzo, con capsula ad atterraggio in mare (splashdown).
  7. SpaceX non si può permettere di perdere il contratto con la NASA, per cui ha deciso di rimuovere le zampe dalla Dragon 2.
  8. Senza lilleri un si lallera: non ci sono abbastanza soldi per portare avanti il progetto di DUE navette diverse, per cui la versione con le zampe al momento viene abbandonata.
  9. Senza zampe diventa difficilino atterrare su Marte, per cui anche tutte le missioni Red Dragon (capsule Dragon 2 senza persone, spedite su Marte per verificare il meccanismo di atterraggio) sono annullate.

Quindi come ci si atterra su Marte, alla fine? Non si sa. Elon Musk e’ rimasto sul vago con un generico “there are better ways”, ma per adesso non si sa quali, esattamente.

E’ come se avessero annullato la missione Apollo verso la luna per colpa dei bulloni della rampa di lancio. Mi sento delusissimo 😦

:/

e a cosa l’ha fatta a fare la Boring Company? mandiamo un megarazzone con testata ipermeganucleare che però entra dentro come un grissino nel tonno, trapanando la crosta martestre, diciamo per un centinaio di km (magari un ze po’ fa che é de fero, ma vabbé ipotizziamo); poi esplodissimo che tanto crea una voragine sottoterra tipo caverna, tappando il buco con un foam tutto intorno alle pareti della caverna e poi, ci mandiamo i razzi con le personcine che atterrano nella caverna (sempre che centrino il buco) e il foam le rallenta e magari ci si crea pure un’atmosfera finta. che ve ne pare?

@guelfoalexander​ primo progettista di SpaceX subito. “Crosta martestre” e’ bellissimo, e lo riutilizzerò quanto prima 😀

SpaceX: addio ad atterraggio propulso e alla missione marziana Red Dragon