Le bufale del manifesto sul fascismo

levysoft:

1) Il fascismo non ha inventato il sistema pensionistico. Il processo che portò alla nascita della previdenza sociale si avviò alla fine dell’Ottocento, con la nascita delle prime casse mutue, per svilupparsi con una serie di norme tra la fine del secolo e il primo Novecento, protagonisti soprattutto Francesco Crispi e Giovanni Giolitti. Nel 1921, alla vigilia dell’avvento del fascismo, in Italia esisteva già una normativa previdenziale (materia ormai definita dalla legge e non a livello contrattuale), che si era già estesa a tutte le professioni (non soltanto quindi al lavoro dipendente o manuale); era previsto l’automatismo delle prestazioni e vi era la partecipazione dello Stato al finanziamento. Il processo si inseriva in un vasto movimento internazionale che nel mondo occidentale vedeva molti paesi avanzare con norme simili in quello stesso periodo. Il fascismo, nei primi anni, addirittura smantellò una parte di queste conquiste, sposando una visione liberista che tendeva a demandare ai privati questo ambito di intervento, salvo poi riscoprire, mentre si andava definendo la concezione corporativista dello Stato, l’opportunità che il pieno controllo statale della previdenza offriva al regime. Dunque, il fascismo non inventò niente, ma inserì all’interno della propria concezione un processo in corso da diversi decenni.

2) Il fascismo non ha inventato le case popolari. L’Istituto Case Popolari nacque nel 1903, con l’obiettivo di costruire case economiche a Roma. Nel primo dopoguerra diverse altre città fondarono i loro istituti. Il processo proseguì negli anni del fascismo, che lo estese alle colonie balneari.

3) Il fascismo non ha fatto leggi sull’assistenza sociale. La famosa “legge Crispi” che regolamentava l’intervento statale nell’ambito dell’assistenza è del 1890. La legge è rimasta in vigore 110 anni, fino al suo superamento con la nuova legge firmata da Livia Turco nel 2000. Il fascismo, così come i governi liberali prima e quelli repubblicani dopo, si limitò ad apportare marginali correttivi, spesso in seguito a sentenze del Consiglio di Stato.

4) Il fascismo non ha reso grande l’Italia. Se si intende “grande” in termini territoriali, alla fine dell’esperienza fascista l’Italia ha perso non soltanto le colonie ma anche parte del territorio metropolitano (l’Istria). Se lo si intende in termini geopolitici, si pensi soltanto che l’Italia era prima dell’avvento di Mussolini uno dei paesi vincitori della Grande Guerra e come tale sedeva di diritto a tutti i principali tavoli europei e internazionali. L’eredità che Mussolini ha lasciato è stata quella di un paese in macerie, che ha dovuto accettare le condizioni di pace imposte dagli Alleati. Dov’è la grandezza in questo disastro?

5) Durante il fascismo non c’era lavoro per tutti, anzi la disoccupazione era alta. La disastrosa politica di apprezzamento della moneta (“quota 90”) fece trovare l’Italia in condizioni di estrema debolezza quando giunsero in Europa gli effetti della crisi del ’29: nel 1933 i disoccupati superavano il milione (su una base di abili al lavoro molto ristretta, essendo il lavoro femminile poco diffuso) e non si può considerare la guerra d’Etiopia una valida misura di politica economica per impiegare i giovani disoccupati.

Nonostante gli studi consolidati, queste bufale ― che comunque, oltre a essere false, non tengono conto del nodo cruciale, ossia che nessuna eventuale buona realizzazione del fascismo ne attenua la sua natura di regime totalitario ― continueranno a circolare e molti ad abboccarvi, ma non dobbiamo mai stancarci di smentirle, sperando che almeno una parte di coloro che ci credono si convincano, almeno, a fare qualche verifica.

Le bufale del manifesto sul fascismo

scarligamerluss:

Si tratta precisamente di 22 negativi fotografici che una volta sviluppati hanno rivelato alcuni istanti della missione Endurance, avvenuta tra il 1914 e il 1917. 

La pellicola è stata trovata all’interno di un blocco di ghiaccio che ha miracolosamente salvato il materiale. Le foto sono di ottima qualità considerando il periodo e la modalità di conservazione.

La spedizione di cui stiamo parlando è entrata a far parte della storia esplorativa del pianeta, grazie ad un personaggio a dir poco eroico: il capitano Shackleton, capo della missione.

22 Negativi Rimasti In Antartide Per Un Secolo: Ecco L’eroica Missione Che Raccontano

kon-igi:

proust2000:

L’abbruttimento di arrivare a farsi un caffè nel bicchiere a calice da vino bianco.

giuro che ora li lavo i piatti.

Ieri sera ho visto un cult movie dove il protagonista lo beveva da un piatto fondo per la zuppa perché il lavello era contaminato.

(Side quest: indovinare il titolo del film)

Ai tempi dell’università, quando vivevo a Valencia (così non sembra che io lo faccia ancora oggi) vigeva la regola del rubinetto dell’acquaio: se si riusciva ad aprirlo, non c’era ancora bisogno di lavare i piatti.

kon-igi:

b0ringasfuck
ha rebloggato il tuo post e ha aggiunto:

I nostri servizi segreti sono bravini e anche le nostre FDO quando vogliono. Per tutte le cose di cui sopra ma anche per saper fare il loro lavoro.Gente che sa parlare, ascoltare e pensare e che ha fatto nel bene e nel male esperienza sul campo in passato.Anche la ghettizzazione… qua a Milano è frequente vedere gruppi di ragazzini “misti” divertirsi assieme, ho visto la stessa cosa a Lisbona e il Portogallo ha una PESSIMA storia in fatto di colonialismo e schiavismo alle spalle, insomma si può rimediare…C’è veramente da sperare nelle nuove generazioni. È una cosa che riguarda i giovani fino ai 20 anni. A vedere questi ragazzi ridere tra loro, uscire per una pizza, uscire da scuola chiacchierando mette di buon umore per il futuro. Speriamo di non rompere quello che siamo riusciti a raggiungere.

L’esperienza personale è sempre fallace perché potrebbe non essere rappresentativa di una situazione generale ma qua dove vivo io (la vera capitale del prosciutto, di cui Parma si prende il merito per questioni meramente geografiche), l’integrazione oramai è data per scontata da tutti, autoctoni compresi… i leghisti catto-fascisti pentastellati fanno sempre il loro baccano fine a se stesso (questione di patologie neuro-genetiche) ma un tranquillo 50% di studenti ‘forestieri’ lo troviamo in tutte le classi di ogni ordine e grado SENZA ALCUN TIPO DI PROBLEMA se non quelli scovati e/o creati dai soliti minus habens: ragazzini neri come la notte che cazzeggiano in dialetto parmigiano insiemi ai loro pallidi amici di cumpa, ragazzine arabe con l’hijab o indiane con la ‘cipolla’ in testa che ridono come si ride solo a quell’età mentre si fanno selfie, decine, centinaia di ragazzi africani, rumeni, arabi, cinesi, sikh, musulmani e cattolici che escono dai prosciuttifici e se ne tornano a casa stanchi ma felici in maniera evidente.

Non so voi ma a me questa invasione fa tutt’altro che paura… mi dà serenità e speranza in un futuro in cui chi fa discorsi sulla ‘razza italiana’ potrà essere guardato in maniera stranita e non solo dalle mie figlie.

unassassinofischiettava:

I miei tornano con un giorno d’anticipo. 
Stanotte casa mia sembrava una lavanderia cinese e un fruttivendolo abbandonato allo stesso tempo. 
Sottofondo: musica di ungheresi d’origine irlandese.
Decorazione: scaffale tipo birrificio pieno di bottiglie inusuali. 

@tsuki-nh non ti sembra familiare la descrizione della casa?

Los Mossos abaten a cinco terroristas que planeaban una nueva masacre en Cambrils

Los Mossos d’Esquadra han abatido esta madrugada al menos a cinco terroristas que pretendían atentar en Cambrils (Tarragona) horas después del atropello masivo que la tarde del jueves ha provocado la muerte de 13 personas en Barcelona.
Los agentes han disparado inicialmente a cuatro de los atacantes, que
iban a bordo de un vehículo y armados con cinturones explosivos. El
quinto terrorista ha sido abatido horas después cuando ha sido
localizado desde un helicóptero por los policías.

La operación se ha saldado con seis personas heridas, tres de ellas Mossos. La herida más grave es una mujer que fue apuñalada por el quinto terrorista durante su huida.

Los Mossos abaten a cinco terroristas que planeaban una nueva masacre en Cambrils