I still remember the time I read my first ever research paper and was completely blown away!
The hardest part was that I didn’t know how to get through the paper with all its complexities (how do I even start? , Wait, I didn’t understand this section(Panic!), what do I do with all these references ? etc) and I spent probably like a month trying to understand it but in vain.
Since this is a skill that rarely gets taught, to all those budding researchers I strongly recommend reading the linked article. Trust me it would save you tons of time !
Have a great day!
Io piu o meno lo facevo gia’, inconsciamente, anche se non avevo mai formalizzato in modo cosi’ preciso la tecnica. La consideravo piu’ uno “spulciare roba un po’ a casaccio”.
Di solito quando sto cercando articoli su un qualche argomento specifico che mi serve, e non so se quell’articolo fara’ al caso mio, leggo titolo e abstract, un’occhiata veloce a introduzione e conclusioni, e via. Praticamente un po’ meno delle cose che questo indica nella first pass.
Solo pochissimi articoli sopravvissuti a questa prima selezione finiscono per essere letti del tutto (e tante volte clarity una bella fava, perlopiu’ son scritti a cazzo di cane).
e questo è il momento in cui la parte del mio subconscio che me ne dice di cotte o di crude quando decido di tenere cose sul momento inutili, se le piglia in quel posto perché sto usando cose avanzatemi dal mio precedente viaggio all’Ikea (6 anni fa) per la dispensa/libreria appena acquistata (non comprate una Ivar senza la croce in metallo dietro. non sta in piedi. giuro. e vi danno l’aggancio alla parete con la fettuccia. una merda).
L’aggancio a fettuccia e’ la cosa piu inutile del catalogo ikea. Lo mettono con tutti i mobili, ed e’ inutilissimo per tutti. L’Ivar invece e’ ottimo, resistente e facilmente modificabile, ma io l’ho fissato a muro con delle staffette angolari d’acciaio, e tasselloni da forati.
P.s. Ti conviene trattarlo, il legno, almeno una mano di impregnante a cera o di flatting. Io essendo pigro l’ho lasciato grezzo, e adesso e’ una macchina per catturare la polvere. Sulle mensole ci si puo’ scrivere col dito come sul lunotto posteriore della macchina.
domanda, ma anche il tuo ivar ha i piruli in acciaio con l’incastro in plastica? da qui non si vede. la precedente dispensa che ora non fanno più era una cosa molto solida, che una volta messi il primo e l’ultimo scaffale è stata ferma, questa ha ondeggiato finché non gli ho fissato la la croce in metallo dietro. per merito di tutto ciò mi è venuta storta, meh. però ho appena alzato uno scaffale per farci stare una raccolta. flessibile è flessibile xD
Si, pippolini in acciaio e agganci in plastica, ma sembra comunque plastica abbastanza robusta. Poi non e’ che una mensola la metti e togli tante volte, insomma… La plastica si sforza solo quando dai il colpetto per incastrarla sul pippolo d’acciaio.
Le croci dietro ci vogliono si, non erano un accessorio, ma parte integrante dello scaffale 😀 Io ne ho messe 5 o 6 per quello che vedi in foto (non ricordo di preciso e non mi metto a levare i fumetti per controllare, adesso).
io ho comprato gli scaffali stretti da 42 cm, perché li ho infilati in uno dei pochi spazi ancora rimasti. mi pare che una croce sola gli sia bastata. mi vien voglia di mettergli un’altra staffetta, che siccome ho preso il montante alto e non riuscivo ad agganciarla in cima glie l’ho messa di lato (e non tocca il muro, maledetti battiscopa) per cui da un lato non è stabile come l’altro, ma forse ne voglio una seconda e visto che ne ho solo uno e sono pigrissima anche se la ferramenta l’ho sotto al lavoro, me lo tengo.
Quando non tocca il muro per via del battiscopa si risolve tagliando dei piccoli blocchetti di legno da usare come distanziali, forandoli, e facendoci passare la vite del tassello attraverso 🙂
(non e’ l’Ivar, ma uno scaffale di lamiera, pero’ vabe’, era, per far capire il concetto…)
e questo è il momento in cui la parte del mio subconscio che me ne dice di cotte o di crude quando decido di tenere cose sul momento inutili, se le piglia in quel posto perché sto usando cose avanzatemi dal mio precedente viaggio all’Ikea (6 anni fa) per la dispensa/libreria appena acquistata (non comprate una Ivar senza la croce in metallo dietro. non sta in piedi. giuro. e vi danno l’aggancio alla parete con la fettuccia. una merda).
L’aggancio a fettuccia e’ la cosa piu inutile del catalogo ikea. Lo mettono con tutti i mobili, ed e’ inutilissimo per tutti. L’Ivar invece e’ ottimo, resistente e facilmente modificabile, ma io l’ho fissato a muro con delle staffette angolari d’acciaio, e tasselloni da forati.
P.s. Ti conviene trattarlo, il legno, almeno una mano di impregnante a cera o di flatting. Io essendo pigro l’ho lasciato grezzo, e adesso e’ una macchina per catturare la polvere. Sulle mensole ci si puo’ scrivere col dito come sul lunotto posteriore della macchina.
Nemmeno io ho così tanti fumetti, sono impressionato.
Sul penultimo ripiano a destra ci sono anche i tuoi due Agenzia Alfa e il Sezione Eurasia 🙂
Comunque in realta’ questa e’ la quarta libreria, le graphic novel sono giu’ nella terza in salotto, e i Dylan Dog su delle mensolone giganti che non fotografero’ per lasciare l’illusione di avere una casa ordinatissima e pulita come lo scaffale della foto sopra (seh).
e questo è il momento in cui la parte del mio subconscio che me ne dice di cotte o di crude quando decido di tenere cose sul momento inutili, se le piglia in quel posto perché sto usando cose avanzatemi dal mio precedente viaggio all’Ikea (6 anni fa) per la dispensa/libreria appena acquistata (non comprate una Ivar senza la croce in metallo dietro. non sta in piedi. giuro. e vi danno l’aggancio alla parete con la fettuccia. una merda).
L’aggancio a fettuccia e’ la cosa piu inutile del catalogo ikea. Lo mettono con tutti i mobili, ed e’ inutilissimo per tutti. L’Ivar invece e’ ottimo, resistente e facilmente modificabile, ma io l’ho fissato a muro con delle staffette angolari d’acciaio, e tasselloni da forati.
P.s. Ti conviene trattarlo, il legno, almeno una mano di impregnante a cera o di flatting. Io essendo pigro l’ho lasciato grezzo, e adesso e’ una macchina per catturare la polvere. Sulle mensole ci si puo’ scrivere col dito come sul lunotto posteriore della macchina.
domanda, ma anche il tuo ivar ha i piruli in acciaio con l’incastro in plastica? da qui non si vede. la precedente dispensa che ora non fanno più era una cosa molto solida, che una volta messi il primo e l’ultimo scaffale è stata ferma, questa ha ondeggiato finché non gli ho fissato la la croce in metallo dietro. per merito di tutto ciò mi è venuta storta, meh. però ho appena alzato uno scaffale per farci stare una raccolta. flessibile è flessibile xD
Si, pippolini in acciaio e agganci in plastica, ma sembra comunque plastica abbastanza robusta. Poi non e’ che una mensola la metti e togli tante volte, insomma… La plastica si sforza solo quando dai il colpetto per incastrarla sul pippolo d’acciaio.
Le croci dietro ci vogliono si, non erano un accessorio, ma parte integrante dello scaffale 😀 Io ne ho messe 5 o 6 per quello che vedi in foto (non ricordo di preciso e non mi metto a levare i fumetti per controllare, adesso).
e questo è il momento in cui la parte del mio subconscio che me ne dice di cotte o di crude quando decido di tenere cose sul momento inutili, se le piglia in quel posto perché sto usando cose avanzatemi dal mio precedente viaggio all’Ikea (6 anni fa) per la dispensa/libreria appena acquistata (non comprate una Ivar senza la croce in metallo dietro. non sta in piedi. giuro. e vi danno l’aggancio alla parete con la fettuccia. una merda).
L’aggancio a fettuccia e’ la cosa piu inutile del catalogo ikea. Lo mettono con tutti i mobili, ed e’ inutilissimo per tutti. L’Ivar invece e’ ottimo, resistente e facilmente modificabile, ma io l’ho fissato a muro con delle staffette angolari d’acciaio, e tasselloni da forati.
P.s. Ti conviene trattarlo, il legno, almeno una mano di impregnante a cera o di flatting. Io essendo pigro l’ho lasciato grezzo, e adesso e’ una macchina per catturare la polvere. Sulle mensole ci si puo’ scrivere col dito come sul lunotto posteriore della macchina.