Aiutiamoli a casa loro

Ore 3.45 del mattino, un uomo in pigiama apre a seguito del violento bussare sulla sua porta. Di fronte un uomo in divisa bianca della Marina e un altro in mimetica dell’Esercito.

Militari: Buongiorno. Lei è il Sig. Bruno Astaldi?
Uomo: Eh? Chi siete?
Militari: È lei il Sig. Bruno Astaldi?
Uomo: Io.. sì.. ma? Che ore sono? Che volete?
Militari: Si vesta, tra 50 minuti sarà imbarcato su un C-130 diretto ad Asmara, incontrerà il resto del contingente a bordo dove avverrà il briefing della missione.
Uomo: Cosa? No guardate ci dev’essere un errore io lavoro in un’azienda di componenti elettrici, non sono un militare!
Militari: È lei il Sig. Bruno Astaldi?
Uomo: Sì sono io Bruno Astaldi! E allora?
Militari: Ci risulta che in data 6 marzo 2017 alle ore 17.39 lei abbia commentato un post su Facebook con le seguenti parole “AIUTIAMOLI A CASA LORO!” conferma?
Uomo: …. non saprei, è possibile io non
Militari: A seguito di un recente decreto legge il Ministero della Difesa sta procedendo all’arruolamento di tutti i cittadini italiani che hanno manifestato la volontà di aiutare i migranti nel loro Paese d’origine. Lei, assieme ad altri 450 cittadini è stato selezionato per il secondo scaglione che verrà paracadutato sul Palazzo Presidenziale di Asmara in Eritrea.
Uomo: COSA?!? Ma io non ho fatto nemmeno i tre giorni!
Militari: Apprezziamo il suo coraggio. Il Sig. Ceroni del secondo piano di questo stabile è già in viaggio coi guastatori diretti in Somalia.
Uomo: GUASTATORI?! CERONI FA IL GELATAIO!
Militari: Non le nascondiamo che il Ministero si aspetta numerose perdite, nel caso in cui lei non dovesse sopravvivere alla missione, il Ministero disconoscerà qualsiasi suo coinvolgimento. Non possiamo rischiare una crisi diplomatica lei capisce.
Uomo: O mio dio

Lascia un commento