Barconi, cannibali, morti: l’Odissea dei veneti di fine 800

noneun:

curiositasmundi:

Non sceglievano di emigrare: venivano convinti a lasciare case e
proprietà da veri e propri “agenti” che battevano le campagne,
promettendo agli aspiranti coloni terre di latte e di miele, ricchezze,
riscatto. E così alla fine partivano, non prima però di aver venduto
tutto per un biglietto, il lasciapassare per una nuova vita. La realtà
però era ben diversa da quella réclame: le navi erano barconi malandati,
salvati non si sa come dalla demolizione e le mete non certo piane
miracolose e fertili, ma luoghi impervi e inospitali. Che solo i più
fortunati tra l’altro riuscivano a calpestare visto che durante le
traversate oceaniche si moriva. E i primi erano i più deboli: i bambini.

[…]

Oderzo, Francenigo, Codognè e Sacile. Ohibò.

Barconi, cannibali, morti: l’Odissea dei veneti di fine 800

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