The Ufficio.

yomersapiens:

Da qualche tempo c’è una nuova collega in ufficio. Se prima eravamo in due, adesso siamo in quattro*. Una folla quasi per i miei standard. Con la vecchia collega mi ero oramai abituato: ci salutavamo la mattina, un po’ di conversazione e poi indossavo le cuffie e via verso il mio lavoro senza bisogno di parlare ulteriormente. Ma adesso le cose si complicano. Adesso le colleghe sono due e sono molto simili tra loro perché entrambe madri.
Una regola non scritta prevede che quando due madri si incontrano sul posto di lavoro, gli argomenti di conversazione devono ruotare attorno a dove il figlio ha deciso di fare la pipì durante la notte. Succedeva anche prima, niente in contrario, mi sta bene ascoltare, poi però subentravano le cuffiette e io mi salvavo. Adesso i discorsi sono moltiplicati per due ed è difficile allontanarmi. Durante le pause pranzo quindi mi trovo a fissare il piatto cercando di pensare ad altro.
Oggi ha vinto il tema “Non capisco perché la società ritenga sbagliato che mio figlio mi baci sulla bocca”. “Una madre deve poter baciare il proprio figlio sulla bocca finché lui lo vuole”. “All’asilo da mio figlio lo hanno fermato perché baciava anche gli altri bimbi sulla bocca e gli hanno insegnato che è sbagliato e adesso lui non mi vuole più baciare”.
Io mangio. Sto zitto. Penso al mio posto felice, il mare che mi bagna i piedi, il sole che mi scalda, una bevanda fresca in mano. Poi però succede, è inevitabile.
– Matteo! Secondo te è sbagliato che un figlio baci la propria madre sulla bocca?
– Boh. Cioè. Non so. No, non credo. Mia madre anche lo faceva e non avevo nulla in contrario. Finché non ha iniziato a metterci la lingua ecco lì l’ho dovuta fermare.

Sono un ottimo generatore di silenzio.
È che non so come rapportarmi con chi ha figli. Cioè, non ho nulla in contrario. Trovo i bambini adorabili e i genitori esseri umani molto coraggiosi. Solo che non li capisco, dai, è come prendere una cosa bella e rovinarla perché la vuoi fare seriamente. Il sesso è bellissimo ma loro no, devono usarlo per quello per cui è concepito: concepire. Mi ricorda tanto quando ero piccolo e andavo nel cortile sotto casa a giocare a calcio ed era bello perché tiravi calci al pallone e qualcuno si metteva in porta e tu ti divertivi e perdevi il conto di quanti gol avevi fatto finché non arrivava lui, che chiameremo Gigetto (perché tutti abbiamo avuto un personaggio simile nella nostra infanzia). Arrivava Gigetto vestito di tutto punto con i pantaloncini di marca e le scarpe con i tacchetti e la palla buona e iniziava a dare ordini, fare squadre, decidere regole e tenere punteggi. Fino ad un attimo prima ti stavi divertendo nel tuo spensierato essere leggero e poi arrivava Gigetto a rompere il cazzo. Stessa cosa chi fa figli. Il tuo sforzo è davvero lodevole, ma insomma, io preferisco ancora fare due tiri tanto per divertirmi, se faccio gol è indifferente, se vinco pure. Anche se qualcuno gioca con me è indifferente e mi ritrovo a dover far tutto da solo con le mani. Ma questa è un’altra storia.
Insomma adesso per sopravvivere ho escogitato un sistema di coinvolgimento che fa credere alle colleghe che io sia interessato ai loro discorsi, ma che al tempo stesso fa capire che non è una grande idea inserirmi.
Ecco alcune domande che pongo casualmente a seconda di come mi sento.
– Preferiresti che tu figlio da grande venga messo in carcere per qualcosa di serio tipo omicidio oppure per frode fiscale o furto?
– Se tuo figlio dovesse andare nello spazio, saresti orgogliosa di lui se fosse il primo uomo documentato ad aver avuto sesso con un alieno?
– Quale preferiresti fosse l’idolo di tuo figlio tra Goebbels e Mengele?
– Se dovessi smarrire tuo figlio in un supermercato, ti accontenteresti di ricevere in cambio due figli qualunque oppure cercheresti nuovamente lo stesso?
– Queste nuove generazioni con i telefonini sempre in mano, a che età pensi che lascerai a tuo figlio la possibilità di masturbarsi usando il tuo cellulare?
– Vorresti che tuo figlio avesse un altro colore della pelle? Così, per dare un tono etnico alla casa.
– Hai mai pensato di inserire sul testamento la clausola “riceverai i soldi solo se ti farai seppellire vicino a me dopo la mia morte”?
Devo dire che funziona. Non vengo inserito più in nessuna conversazione!
Ovviamente tutto sarà rimandato a quando anche io avrò dei bambini ma tanto, finché non li mettono in vendita con l’opzione consegna a casa su Amazon, non corro il rischio.

*del quarto collega parlerò prossimamente, non temete.

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