unassassinofischiettava:

Berlino, sette anni e mezzo fa. 
Stavo parlando con @theuserformerlyknownasscas e mi son ritrovata a pensare a quanto avessi adorato il giro con i ragazzi di BerlinandOut, di quanto mi abbiano trasmesso il senso di silenzio, di vastità, di spazi enormi e memorie sparse in giro per questa città di metallo ed angoli. 
E di angoscia perché lì puoi davvero vedere, entrare dove tante persone hanno perso ogni umanità cercando di sopravvivere con dipinti sui muri e sculture fatte di pane nonostante avessero cibo, perché anche l’anima deve sopravvivere.
In quella città c’è il mio monumento preferito di sempre, non è tra queste foto, è il monumento al rogo dei libri, a Bebelplatz.
È una lastra di vetro nel mezzo della piazza, come se fosse un tombino. Se ci guardi dentro vedi degli scaffali completamente vuoti, privi di qualsiasi pagina. 
Non solo, dopo un po’ ti accorgi che si vede altro: davanti ai ripiani, davanti a quelle sagome bianche completamente spoglie c’è il tuo riflesso sul vetro, la tua ombra che vaga perduta il quel posto. 
Li accanto c’è una targa “Quando i libri vengono bruciati, alla fine verranno bruciate anche le persone” – Heinrich Heine
Ed ecco che il monumento appare nella sua interezza, non è più distante, non è più qualcosa di passato, sei dentro a quel monumento, a quel rogo, a quell’orrore. 

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