Flying during a Solar Eclipse (X)
Mese: agosto 2017

Barbecue improvvisato con quello che abbiamo trovato, perché sia io che @tsuki-nh siamo delle fave, e non abbiamo pensato a portare gratella, forchettone, e tutto il resto.
Speriamo venga buono uguale ! 🙂
Che foto meravigliosa ! La ISS in transito davanti al sole, durante l’eclissi !
La foto è stata scattata da Joel Kowsky della NASA a Banner, nel Wyoming (USA)
Kyiv! Kiev! er…you got my point.
Prendi due italiani a caso. Lasciali per un anno in balia di innumerevoli ucraini che, una volta scoperto che i due italiani stanno facendo un pensierino sul passarsi una settimana in Ucraina, ti riempiono onedrive e mail aziendali di suggerimenti, guide di viaggio e liste di locali assolutamente da visitare.
Prendi un ulteriore pazzo ucraino che, preoccupato per la salute mentale dei suoi coinquilini, si preoccupa di dare una mano con le ultime prenotazioni (”EHI, ma perché il sito delle ferrovie ucraine non è tradotto in russo O IN INGLESE?”).
Sapendo che questi erano i presupposti, e che Italians non aveva mai avuto l’onore di spingersi a est della zona Schengen, non poteva che essere un successone.
Gli ucraini socievoli hanno fatto l’impossibile per convincerci che Lviv (o Lwow, o Lvov, o Leopoli, o come cazzo preferite) valesse bene una messa.
Non che avessero torto, anzi.
Come tutte le città che not so long ago erano asburgiche, abbiamo passato tre giorni a girovagare per un centro storico tenuto come un gioiellino, tra localetti galiziani (non la Galizia spagnola, la Galizia mitteleuropea), palazzi italiani nascosti intorno alla piazza centrale, chiese greco cattoliche meravigliose e panorami mozzafiato dall’alto del castello della città.
L’unico indizio del fatto che non fossimo a Breslavia è stato il meraviglioso incontro con l’idea della marshrutka, concetto alienissimo a chiunque creda nelle norme UE (con sommo divertimento dei miei compagni di sventura russisti, che si son divertiti a terrorizzare Italians con racconti dell’orrore di marshrutke che perdevano la pavimentazione mentre scorrazzavano per le periferie di Mosca – true story).
Ma Lviv, con il suo profumo di caffè che invade l’aria, con le sue stradine di ciottoli ha decisamente fatto colpo.
Poi Italians ha chiesto “ma Kiev è simile a Lviv?” – e la risata della Soviet ha sconquassato l’aere.
Ok, sono ingiusta: io sapevo già cosa aspettarmi. Anzi, non vedevo l’ora. Perché per quanto ami la globalizzazione alla Franz Joseph (e il fatto che da Venezia a Cracovia si riesca a mangiare una schnitzel fatta con i controcazzi), il mio cuore bramava la giungla di asfalto post-sovietica, le sue fermate della metro, i monumenti dorati che brillano di luce accecante e le cupole delle mille chiese ortodosse.
E anche se Kiev al momento è un forno a cielo aperto dove si toccano i quaranta gradi in scioltezza, anche se la mappa del centro è grande come quelle dei sottomarini sovietici, anche se la media di chilometri macinati al giorno si attesta sui trenta….dio, quanto mi era mancata.
La buona notizia per Italians è stata che, conoscendo già la città, e sapendo che c’era un altissimo rischio di ritrovarsi a fare infinite scarpinate in salita (ciao, torrida estate del 2012), mappa alla mano siamo riusciti a evitarci il peggio.
Per il resto, ho lasciato che Kiev lo stregasse come aveva fatto con me. Con le sue chiese dalle cupole scintillanti, con la statua di Bulgakov (rigorosamente abbracciata a orso once again with feeling), con il palazzo costruito dallo stesso italiano che ha progettato l’Ermitage (che mi dicono essere la residenza del presidente della repubblica, chiamalo fesso).
Con Maidan Nezalezhnosti, che mezza europa conosce solo per le proteste in piazza e ben pochi conoscono per la sua bellezza mozzafiato.
Con quella combinazione di monumenti dei tempi sovietici andati e con i monumenti del glorioso passato della Rus’ di Kiev, quando Vladimiro il santo decise che la cristianizzazione dell’Ucraina sarebbe stata cosa buona e giusta (io dissento, ma potrei avercela ancora a morte con il tizio per l’esame di lingua russa che ancora non ho mandato giù).
Oltre a tutto questo, poi, c’è il lato che Italians non ha colto, celato da scritte in cirillico e pubblicità nella metro.
Perché vedete, gli ucraini socievoli erano tutti concordi su una cosa: a Lviv lasciate perdere il russo, non lo capiscono, non lo vogliono capire, probabilmente ve menano. comprensibile, cosa già risaputa, ci arrangeremo altrimenti.
Anche se questo voleva dire chiedere informazioni in inglese, ricevere risposte stentatissime, provare in russo e riuscire a ottenere risposte comprensibili. (a nostra parziale discolpa, l’hotel era fuori dal centro, e sperare che la vecchina del produkty parlasse inglese era un po’ eccessivo).
A Kiev, liberi tutti.
Oddio, circa.
Considerando che tra il 2012 e il 2017 c’è stato lo scoppio di una guerra, un’intera parte dell’Ucraina non più raggiungibile in modi leciti e un generalizzato sentimento di russia vaffanculo, non che sia così incomprensibile.
Inoltre, vedere i manifesti che invitano a passare all’ucraino “una lingua per una nazione unita” e soprattutto “ la nostra difesa contro l’aggressione” non ti fanno sentire proprio benissimo quando ti ritrovi a chiedere qualcosa in russo.
(e ps, l’inglese non era proprio sempre un’opzione percorribile).
But anyway, tentar non nuoce, soprattutto se, come nel caso della Soviet, è abbastanza ovvio che non si è russi, ma al massimo georgiani. O ceceni. In ogni caso, gente a cui sta sul cazzo la Russia ugualmente.
Anche se l’episodio più divertente in assoluto resta questo:
Reception dell’hotel
“Hi, I lost a folder with all the tickets I printed out with reservations and train tickets…did you find it?”
Risposta:
“Do you want to leave your baggage? U.u” (si gira verso la collega, le dice “Io non ho capito”. In russo).
Soviet: Я ПОТЕРЯЛА ПАПОЧКУ, прозрачную с моими билетами!!!!”
Receptionist: “ah, ecco”.
E vabbè.
Da rifare, decisamente.
I miei hanno questa cena con parenti che sono venuti a trovarli e padre mi ha chiesto di preparare il mio famoso tiramisù con ricetta segreta. Gli ospiti hanno mangiato il tiramisù e sono rimasti esterrefatti e l’unica vegetariana seduta a tavola mi ha chiesto quale fosse il segreto del famoso tiramisù e io ho un po’ cincischiato e detto cose fuorvianti e risposto a mezza bocca.
Non è che io c’ho le ricette segrete, è che non lo potevo dire che la colla di pesce, ricavata dalle ossa dei poveri maiali, è uno dei trucchetti del mio tiramisù.Oddio, io pensavo che la colla di pesce derivasse appunto da qualche pesce!
😮😮
Pure io 😀 Ma scusa, chiamatela colla di maiale allora, no?
Genti di Genova o dintorni, ci servirebbe un consiglio. Vorremmo andare un giorno all’Acquario, ma i parcheggi vicini al porto antico accettano solo pagamenti in organi. Siccome i suddetti organi ci servono gia’ per il biglietto dell’Acquario, stiamo cercando soluzioni alternative.
Andare col treno ci costerebbe sui 120 euro (per degli intercity da Pisa eh, mica Frecciarossa. Grazie Trenitalia), quindi anche no. Qualcuno sa dove potremmo lasciare la macchina senza svenarci? Ci sono parcheggi gratuiti e/o che costano poco nei dintorni del porto antico, o anche piu’ lontani ma ben collegati?
Io trovai gratuito tipo a 300 mt dall’Acquario, zona imbarco navi crociera (al semaforo prima della galleria interrata mi pare) c’è una strada che scende e poi risale a senso unico a livello strada. L’ho lasciata lì tre giorni perché dovevo fare un lavoro proprio di fronte l’Acquario e mi avevano fatto posteggiare lì amici genovesi. Non ho preso multe e non è stata danneggiata né altro, in pratica resta sotto la sopraelevata. Magari ho avuto solo fortuna eh…
Provo a cercarlo su gmaps, anche se con queste indicazioni e’ un po’ difficile capire dov’e’ su una mappa una vista dall’alto. Pero’ grazie mille lo stesso 🙂
@yoghiorso Flixbus c’e’ da Pisa, ma ha orari del cazzo. Il primo arriva alle 4 del pomeriggio, non resterebbe abbastanza tempo per la visita poi… Pero’ grazie lo stesso, era una buona idea 🙂
le mie figure di merda > le vostre
se conoscete assistenti di volo sapete dell’incubo del crew control, ovvero gente che ti chiama da vilnius dalla nostra base principale alla 3 e 33 di notte quando sei di riposo perché alle 4 devi volare
ebbene, siccome a volte non rispondiamo perché sappiamo sono loro e vogliamo dormire perché è nostro diritto, non siamo standby, loro lo sanno e ci chiamano con altri numeri
e noi cogliamo l’occasione per fare i cretini e farci gli scherzi: chiamiamo i coinquilini nel cuore della notte con altri numeri e facciamo finta di essere il crew control che ci chiede di andare a lavorare e ci divertiamo a vedere le reazioni, sai quante volte abbiamo dovuto fermare la gente in uniforme in corridoio perché stava davvero andando in aeroporto
questa notte ricevo una chiamata. l’ennesima.
“pronto?”
“ciao maria, siamo il crew control. volevamo chiederti se ci fai un favore e ci fai la palma delle tre stanotte.” perché un tuo collega ha aperto malattia
“dai basta”
“?”
“lo so che siete voi, dai chi sei? kevin? joao?”
“siamo il crew control”
“se va be’ e io sono angela merkel”
il tipo inizia a ridere
“ma che problemi avete a paderborn???”
“dai ragazzi basta devo dormire, ho fatto la palma anche ieri e ieri l’altro, manco la domenica delle palme ho visto così tante palme, mollatemi, non stanotte”
“giuro che siamo il vero crew control, posso mandarti una email per confermartelo se non mi credi”
“…”
e lui rideva come un matto.
“cazzo”
“non ti preoccupare maria, ho capito due cose: a padeborn siete pazzi, e hai bisogno di riposare. chiamo qualcun’altro”
e abbiamo chiuso il telefono lui ridendo, io imbarazzata come mai nella vita.tra 10 giorni ho le evaluation in cui pure il crew control mi deve dare un giudizio su come stia andando il mio lavoro e immaginate quanto mi stia cagando sotto
Genti di Genova o dintorni, ci servirebbe un consiglio. Vorremmo andare un giorno all’Acquario, ma i parcheggi vicini al porto antico accettano solo pagamenti in organi. Siccome i suddetti organi ci servono gia’ per il biglietto dell’Acquario, stiamo cercando soluzioni alternative.
Andare col treno ci costerebbe sui 120 euro (per degli intercity da Pisa eh, mica Frecciarossa. Grazie Trenitalia), quindi anche no. Qualcuno sa dove potremmo lasciare la macchina senza svenarci? Ci sono parcheggi gratuiti e/o che costano poco nei dintorni del porto antico, o anche piu’ lontani ma ben collegati?




























