
Telesalvavita Beghelli
«Abbiamo studiato vari dispositivi negli anni, il più noto sul mercato è il telesalvavita. Con una triangolazione telefonica casa, centrale operativa, assistenza, si interviene in caso di emergenze ma anche solo per consulti. Gli anziani non vogliono andare in un ospizio o dipendere dai figli. Chiedono servizi che li rendano sicuri e indipendenti. Credo che le imprese abbiamo l’obbligo di investire sul sociale, vado fiero quando per strada mi fermano gli ottantenni per dirmi grazie» G.P. Beghelli
Gian Pietro Beghelli […] ex barbiere (come il padre), ex impiegato delle Poste, ex capo mensa dei ferrovieri e della Ducati. «Qui si imparavano rudimenti di elettronica ed elettromeccanica e Gian Pietro nel 1964 faceva la spola tra Bologna e Monteveglio, dove le suore preparavano condensatori per la Ducati: lui portava i materiali da assemblare alle suore e riportava a Bologna i condensatori finiti. Finché Gian Pietro non decise di produrre lui stesso i condensatori per la Ducati, in quanto ormai ne aveva capito il funzionamento e perché la Ducati si stava espandendo a tal punto da far eseguire le lavorazioni all’esterno della fabbrica». Nel 1976 idea il primo prodotto Beghelli: la lampada a pile ricaricabili. Nel 1982 fonda la Beghelli nel 1982 puntando tutto sull’illuminazione, nel 1990 entra nel settore della sicurezza (teleassistenza e telesoccorso). Dal 1998 la società è quotata in borsa.
«La nostra è un’azienda italiana, io sono italiano e sono orgoglioso di esserlo. Faremo tutto il possibile e anche l’impossibile per aiutare i dipendenti che in questi anni ci hanno consentito di crescere. Per questo abbiamo riportato le lavorazioni in Italia e ridimensionato gli stabilimenti in Cina e Repubblica Ceca.» G.P. Beghelli
Ma che cosa ha spinto la Beghelli sull’orlo del tracollo finanziario? «Poco prima della crisi del 2009 — spiega il fondatore — avevamo lanciato un servizio per i comuni che prevedeva l’installazione di impianti di illuminazione di nuovissima generazione a costo zero, da pagare cioè con il risparmio di energia ottenuto nell’arco di 7-8 anni. Andava molto bene finché le banche non hanno congelato i crediti e noi ci siamo ritrovati con una pesante esposizione e la posizione finanziaria netta negativa. A peggiorare la situazione è arrivato anche il taglio degli incentivi al fotovoltaico, che ci ha lasciato con i magazzini pieni di materiali inutilizzati per milioni di euro». – da Il Corriere della Sera, 2015
L’altro ramo di attività che ha reso nota l’azienda presso i consumatori è quello dei salvavita per le persone anziane. «Li facciamo ancora, ma portatili, connessi al telefonino e non più al telefono fisso».
«I vecchi devono cercare di morire il prima possibile […] non muoiono più sti vecchi, devono morire come una volta […] Ingolfano l’Italia» Roberto da Modena
Ho cercato l’articolo perche’ pensavo che fosse ancora sull’orlo del fallimento, e invece mi pare di capire che si e’ ripresa.