La casa è esposta alla tormenta, quando piove sembra di stare su un brigantino, sono le tapparelle di legno frusto e gli infissi fin de siecle, niente doppi vetri, non potevamo permetterceli. E io che aspiravo a un appartamentino borghese, niente di trascendentale, il giusto. Sono mica di quelli che vivono bene in mezzo alle carabattole. Quando penso di non farcela, quando mi si spalanca la possibilità concreta dell’indigenza, mi prende una sorta di calma rassegnazione, come al vitello che si è preso la mazzata in testa e rintronato presagisce l’ineluttabile senza più la forza di reagire. Ci sono i parenti, mi dico, loro non mi lascerebbero solo. Ci sono i miei libri, a cui voglio bene come fossero gattini. Sfoltire, sfoltire, in caso di emergenza che possano entrare in uno zaino, come un trader della Lehman Brothers che si porta appresso il suo scatolone. Ho freddo, bisognerà fare posto anche alle coperte.