uds:
chiarisco il mio post precedente e ci spendo sopra due(mila) parole, e immagino che sarò noioso e sfilacciato (stamattina ho da fare, non rileggerò)(ieeeee, sagra di refusi!) per cui vi chiedo già di perdonarmi, perché al mondo è sempre meglio farsi capire. una volta ad un corso di comunicazione mi hanno spiegato che non si dovrebbe mai dire “ha capito?”, ma “sono riuscito a spiegarmi?”, perché la responsabilità primaria della comunicazione è di chi parla.
ecco, vediamo se riesco a spiegarmi.
dalle mie parti c’è stata una festa di paese. durante questa festa una ragazza è passata vicino a un tizio, urtandolo e facendogli cadere il cellulare di mano. il tizio ha raccolto il cellulare e si è rivolto alla ragazza, che è andata avanti facendo finta di niente, dicendole che almeno poteva chiedere scusa. lei se n’è andata, poi è tornata con due amici (parliamo di ragazzini poco più che maggiorenni) che hanno iniziato ad attaccar briga. uno di questi due ha tirato fuori un coltello. un ragazzo si è messo in mezzo per cercare di calmare gli animi e si è beccato quattro coltellate. è salvo per miracolo.
su facebook è immediatamente scattata la peggior mentalità di branco che abbia mai visto, nonostante il padre stesso del ragazzo ferito sia lodevolmente intervenuto per dire che non riteneva accettabile nessuna violenza, compresa quella verbale. foto dei tizi che girano, insulti di ogni specie, minacce di vario tipo. auguri di stupri subiti in carcere, auguri di fare la stessa fine, insulti ai parenti, mezze idee di formare uno squadrone per beccarlo appena esce, commenti su come in italia la giustizia non funzioni e tanto sarà fuori domani. avrete presente.