Sono un comandante (giovane, alla soglia dei 30
anni) ex Ryanair, impiegato nel sud-est della Cina da inizio anno con
stipendio quintuplicato.
Scrivo questa lettera perché è evidente che quello che sta succedendo in quell’azienda è un buon indicatore di cosa potrebbe accadere fra qualche anno in Italia.
I cittadini giovani, così come i dipendenti Ryanair non hanno fatto
molto rumore negli ultimi anni. Non sono scesi in piazza, non hanno
protestato. Hanno peró fatto una cosa molto più radicale e grave: hanno
votato con i piedi.Un esodo silenzioso, sottovalutato e sminuito da chi è al potere (vedi
il governo italiano con i giovani o l’amministratore delegato di
Ryanair O’Leary con i piloti). Problema ignorato fino alla crisi della
settimana scorsa, quando le operazioni e la credibilità aziendale sono
state compromesse in modo grave.Ci sono due modi per rimpiazzare un comandante:
1) Assumere un
dipendente, addestrarlo da zero e poi fare in modo di trattenerlo in
azienda offrendo condizioni adeguate ai competitor.
2) Attirare con
delle buone condizioni lavorative e contrattuali un comandante già in
carriera (quindi qualcuno con minimo 7 anni di volo e studio alle
spalle, nella maggior parte dei casi 15 anni o più).Una mattina si sveglieranno i pochi rimasti in Italia e si accorgeranno che i conti non tornano.
I laureati e i diplomati che sono costati allo stato miliardi di euro non saranno rimpiazzabili da stranieri (che
sono ben felici di andare a fare le vacanze in Italia, un pó meno di
affittarsi casa nella capitale dove i mezzi pubblici sono inefficenti,
le buche un rischio mortale e l’80% delle persone non capisce
l’inglese).Si cercherà quindi di far tornare in patria gli italiani emigrati.
In due modi: quello soft, introducendo sgravi fiscali per i
rimpatriati ( come già ha fatto lo stato italiano in passato e come sta
facendo la Ryanair adesso dando un bonus di importo ridicolo per
assumere o trattenere in azienda i piloti).
Peccato che la politica
dei bonus sia precaria perché ha solo un effetto temporaneo, e comunque
chi emigra difficilmente ritorna. Specialmente dopo aver sperimentato
come si sta nelle nazioni concorrenti: strade senza buche, servizi
efficenti, giustizia sociale, tribunali funzionanti, buoni stipendi e la
maggiore possibilità di ottenere la pensione nei 192 paesi su 195 che
hanno un debito pubblico in rapporto col Pil inferiore all’ Italia.Ci sarà anche quello coattivo: cosí come in Eritrea e Usa verrà
considerata la tassazione universale dei redditi prodotti all’estero dai
cittadini Italiani residenti Aire (buona fortuna per l’incasso).
I
giovani sono irrilevanti politicamente vista la loro inferiorità
numerica (e quindi numero di voti), ma escluderli dal processo
decisionale e favorire gli altri non sará la soluzione.
Come abbiamo finalmente visto, un sistema (aziendale o paese) può essere messo in ginocchio proprio dalla parte debole, anche senza che essa abbia combattuto in modo convenzionale.Prima di aggiornare i manuali sulla teoria dei giochi con questa
eventualità della “primavera invisibile”, consiglierei di affrontare il
problema.
I nati dal 1975 in poi non hanno quasi nessuna
responsabilità nella creazione del debito abnorme che ha garantito un
benessere (economicamente insostenibile e quindi fasullo) alle
generazioni precedenti, a scapito di quelle successive.
Attenzione: bisogna
trattare bene i pochi giovani coraggiosi che sono rimasti (ormai ci
vuole più coraggio per restare che per andarsene), altrimenti sarete
costretti a ripagarvi da soli quel debito.
«Perché ho lasciato Ryanair e perché i giovani abbandonano l’Italia»