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W la cavalleria

Oggi ero ad aiutare un collega con un furgoncino di panini che lavora coi militari.

Con me c’era un’altra ragazza, giovane e mingherlina, anche lei lì per la prima volta.

Arriva un soldato e urla: “oh finalmente hai cambiato e hai preso una ragazza carina”(rivolto all’altra ovviamente).

Cala il gelo.

Cioè, brutta merda, sono di fianco a lei, non sono sorda.

Idem i suoi colleghi per i quali ero assolutamente invisibile.

Fosse successo 5/6 anni fa ci sarei stata male per mesi, ora devono solo ringraziare che ero ad aiutare un amico, altrimenti una doccia col barattolo di ketchup non gliela levava nessuno.

L’altro giorno babbo ha richiesto la mia assistenza per cercare su un gruppo di Facebook i suoi vecchi “amici” della leva militare.

Che te lo dico a fare: fiera di gente becera, fascista e sgrammaticata, con un senso di mascolinità fragilissimo, convinta di aver capito tutto dalla vita per aver imparato a sparare (male) un fucile ed aver passato un anno con gente perlopiù esattamente identica a loro, riuscendo ulteriormente ad uniformarsi -in basso-.
Anche babbo, che pure un po’ se lo aspettava, c’è rimasto male.

Se sento qualcun altro parlare di ripristinare la leva militare obbligatoria perché “i giovani d’oggi sono dei mollaccioni” e “l’unica scuola utile è la vita” gli sputo in faccia.
Al limite meglio tamarroni qualsiasi con le sopracciglia a ali di gabbiano che si sentono j-ax e fedez, e che però, magari, non si sentono giustificati dalla divisa ad essere così stronzi con estranei che non possono permettersi di rispondere, solo per dimostrare a sé stessi e al mondo di avere un cazzo nelle mutande, piuttosto che formare in modo sistematico altra gente così. 

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