Una sorta di Centauro, un ircocervo, metà gigante dell’hi tech più innovativo, metà banca d’investimento. Un’iperbole definirlo una creatura chimerica? Non proprio. Basti pensare che quei 250 miliardi di dollari della “banca” Apple valgono il 72% dell’intero attivo di bilancio del gruppo di Cupertino. Gli iPhone, i notebook e gli apparati tecnologici che portano il marchio della mela non sono più, e non da ieri, il cuore pulsante della Apple.