Ecco a voi Leia, nuovo batuffolo di casa di cui avevamo entrambi tantissimo bisogno in questo periodaccio ❤
Come potete vedere Cianci l’ha presa benissimo.
Abbiamo adottato una femminuccia alta mezza lattina sperando fosse più docile e sottomessa, invece gli tiene testa ringhiando, salta già un metro in altezza, è spaventosamente furba e leccaculo quanto basta per averci già fatti innamorare.
Cianci e’ da ieri sera che ringhia, annusa ovunque, e punta questa nanetta guardandola con odio, mentre ficca il naso dappertutto, in quello che una volta era il suo regno 😀
L’ha presa benissimo, proprio.
dai, che se per i primi tempi tenete separate le ciotole del cibo pian pianino la diffidenza finisce. bisogna sempre dare retta anche alla grande, perché ha paura di essere spodestata del tutto. poi si placa. una mia amica ha avuto casini per sei mesi e ora le due sono inseparabili
Le ciotole le abbiamo separate, si, e anche le lettiere. E il piu’ grande (e’ un maschio) continua ad essere coccolato come prima.
Solo che la piccina e’ una stronzetta attaccabrighe. Pesa 800 grammi e va a stuzzicare un gatto che e’ grosso il triplo.
Oggi gli faceva gli agguati cercando di prendergli la coda da sopra la sedia di cucina. Se le va a cercare, ‘sta deficiente.
Forse stiamo per assistere ad una guerra dichiarata tramite tweet. Porca miseria.
Sono tutti e due li che non aspettano altro che un pretesto, qualcosa che gli permetta di poter dire che ha cominciato l’altro. E piu’ diventano impazienti, piu’ si abbassa la soglia di cio’ che e’ considerato abbastanza, come giustificato motivo.
Se stiamo gia’ anche solo considerando l’ipotesi che un tweet possa esserlo, mi sa che il punto di non ritorno e’ gia stato superato da un pezzo.
Il Consiglio nazionale commercialisti ha segnalato il disservizio e
chiesto uno slittamento dei termini. E il presidente Massimo Miani
puntualizza: poiché “non possiamo essere noi a rispondere
dell’inadeguatezza” delle procedure di invio di dati e fatture, qualora
non arrivasse una proroga (almeno al “15 ottobre”), “ci vedremo
costretti, nostro malgrado, a non rispondere, come professionisti, delle
sanzioni che eventualmente verranno irrogate ai nostri clienti
per eventuali ritardi e omissioni negli invii delle comunicazioni”.
E anche i commercialisti se ne lavano le mani. Benissimo, sempre meglio questa storia.
Si comincia gia’ a intuire a chi tocchera’ a rimetterci, mi pare.
Vi ho già raccontato che qui ci sono parecchi vecchi che non si rassegnano alla loro misera pensione retributiva da professori universitari. Uno in particolare si fa sempre assegnare dei progetti ma poi nebulizza i maroni al mio collega affinchè questi di fatto realizzi pezzi di codice che poi lui deve solo lanciare (thanks to cazzo). Sono giorni, ma questa cosa dura da anni, che entra nell’ufficio ogni mezzora per farsi spiegare qualsiasi cosa, perfino le mail che riceve. Disturbando anche me e l’altro collega. Questo nonostante il collega abbia ribadito, anche con mail ufficiali, che non intende occuparsi della faccenda. In sostanza il collega fa il badante a gratis, questo perché pare brutto lasciare a casa un povero pensionato a 4000€ al mese. Uno che non sa nemmeno scrivere 4 righe di un codice da minus habens.
Mi sono rotta i coglioni di questi che hanno sempre preso a piene mani e continuano a prendere senza nemmeno fare passaggio di consegne. Non sai leggere le mail, non sai usare una stampante, non sai scrivere nel codice che ti viene richiesto per fare il lavoro. Non sei autonomo nel lavoro ma bisogna sempre darti una mano per tutte le cagate.
Cazzo hai 80anni, stai a casa porcoddio o datti al corso di bocce.
Se non fosse per i 4000 euro al mese, mi farebbero una tristezza che guarda. Anzi no, in realta’ mi fanno tristezza lo stesso.
Ma che vita vuota devi avere per sentire il bisogno di tornare in ufficio anche a 80 anni, se non e’ per i soldi ?
Tralasciando
il discorso che non tutto ciò che caratterizza un essere vivente
deriva dalla selezione naturale (ciò che tu chiami avere utilità evolutiva), ti posso
garantire che il genere Homo, alla nascita, non è affatto inetto,
l’aggettivo che devi usare è prematuro. Per farti un
paragone con i nostri cugini primati, uno scimpanzé appena nato
equivale a un bambino di 3 mesi. Per noi, però, questo tipo di
sviluppo non ha funzionato perché se un nostro neonato avesse le
dimensioni craniche di un bambino di 3 mesi o, peggio ancora, di 18
(quando le fontanelle si sono chiuse) non passerebbe dall’apertura
pelvica della madre. La selezione naturale è effettivamente
intervenuta e il risultato è che la nostra testa continua a svilupparsi fuori
dall’utero materno. In poche parole, c’è stato un compromesso
rabberciato per avere contemporaneamente le ossa del bacino adatte
staticamente alla postura eretta e un cranio adeguato a ospitare un
cervello più grande (intelligenza).
Di
contro, appena nati, le nostre capacità psicomotorie sono più limitate, ma non
sono assolutamente nulle. L’evoluzione ci ha fornito uno strumento
assai potente, che probabilmente ci ha reso i mammiferi con la più
alta probabilità di sopravvivenza postnatale. Questo strumento è il
pianto. Non so se sei mai stato nelle vicinanze di un neonato
bisognoso, in ogni caso, la loro estensione vocale equivale a 115-130
decibel. Per capirsi, una normale conversazione si aggira sui 60 e
già a 80 decibel il nostro orecchio entra in sofferenza.
L’adattamento è eccezionale perché il bimbo urla e, non solo i
genitori, tutto il suo “branco” è pronto a fornirgli cibo,
protezione dal freddo, cure, affetto e a correre per lui.
E non venite a dirmi: “Prova a lasciare un neonato a piangere da solo
nella savana!” La selezione naturale avviene in relazione a un
determinato ambiente e l’ambiente dell’uomo è anche la società.
Ovvio che un bambino appena nato fuori dalla società non sopravviverebbe, come
non sopravviverebbe una gazzella appena nata gettata in mezzo al mare.
Ha senso parlare oggi di crumiri? Probabilmente no, quindi lo faremo.
Uno dei cavalli di battaglia del coro delle mondine di Bentivoglio è “La Bessa”, canto che la tocca piano sul tema di caporali / crumiri / ruffiani in genere, di cui riportiamo un passo saliente
Crumiri schifosi, la vostra lega l’e una lega da ninèn.
Ora, non so se vi sia mai capitato dal vivo di sentir dare dello/la schifoso/a a qualcuno da una żdåura emiliano romagnola, con la s cacuminale bella carica e possibili lumini (sputazzi) in corso di pronuncia. E’ l’insulto definitivo senza ritorno, la croce su di daltanious, il cartellino rosso in finale di cempionslìg.
Un astio crudo per i crumiri permea un buon 30% del repertorio delle mondine e tutte le volte che arriva quel verso lì sentire un coro intero di donne che spara quello shchifosi fa un pochino impressione. L’ascoltatore disattento con la crescentina unta in mano potrebbe restarci anche male. [inserire qui contestualizzazione barbosa sull’importanza della coesione in quel contesto sociale di rivendicazioni]
Bisognerà aspettare Ivan Della Mea per quello che è di fatto un trattato condensato sul tema. “O cara moglie” è un meraviglioso gioiellino di canzone (ma forse sono di parte perché mi ricordo il mi’ babbo che la fischiettava quando ero piccolo) che in una strofa spiega tutto:
Quando la lotta è di tutti e per tutti il tuo padrone vedrai cederà, se invece vince è perché i crumiri gli dan la forza che lui non ha.
L’impressione che ho è che quel brano lì negli ultimi 30 anni sia stato studiato a memoria e usato come guida, ma dalla parte sbagliata. Qualcuno che si sia messo a pensare che se affianchi ai contratti nazionali uno zilione di posizioni atipiche, precarie, flessibili, contorsionistiche allora la lotta di tutto e di tutti diventa un po’ più complicata. E l’etichetta di crumiro è facile quando si è tutti con i piedi a mollo nella stessa risaia nella stessa barca. Ma se fai tante barchette diverse, quelli dell’altra barca sono crumiri o poveracci che rischiano più di te a prendere le stesse posizioni?
Dici: minchia che pistolotto, mo’ tirerà pure fuori che i padroni esistono ancora, mentre è notorio che è una figura superata, ora abbiamo martiri con la vocazione di creare posti lavoro (e pure in periodo di crisi) accontentandosi di farlo al modico prezzo di privatizzare gli utili e socializzare le perdite.
Oh, non è colpa mia, è che l’altro giorno ho sentito cantare “o cara moglie” e tutte le volte mi viene il magone.
Chissà quante volte è capitato nelle università italiane che un bravo ricercatore dovesse fare un passo indietro per lasciare il posto al raccomandato di turno o al parente di un barone. Da Firenze oggi arriva la notizia che il tentativo di far ritirare la candidatura a un ricercatore non sono non è finita a buon fine, ma ha portato a un’inchiesta che vede iscritti nel registro degli indagati ben…
La “meritocrazia dell’università italiana” tanto decantata può riassumersi nell’immagine di un ex ministro delle finanze, ex amministratore dell’Alitalia, indagato per corruzione in un sistema di clientele e favori. Baroni le cui poltrone non subiranno scossoni.
Dall’altro lato, resta chiaro il quadro entro cui il sanato dell’Università di Bologna ha deciso, tempo fa, la sospensione di 13 studenti perché avevano protestato contro il caro mensa e la chiusura di una biblioteca. Un’università sempre più per pochi.
Il problema vero è che per anni sei costretto a fare il galoppino dell’ordinario, poi arriva uno nuovo al concorso (uno che magari non avevano previsto e che ha più titoli di te che ti sei fatto il mazzo come precario) e la tua sistemazione se ne va a farsi benedire. Su 10 dottorandi tipicamente 4 al massimo ricevono un assegno di ricerca, gli altri vengono mandati a spasso o si devono ‘accontentare’ di cambiare città, o addiritura stato e continente. Di questi 4 forse uno verrà ‘sistemato’ con un concorso ad hoc (o quasi) dopo che però avrà consumato tutti i possibili assegni di ricerca (uno all’anno ovviamente). Se ti va di culo dopo 10 anni di precariato forse hai il posto da ricercatore. Con la legge Gelmini chi vince il concorso da ricercatore è comunque precario, perché se l’università che ti ospita non ha i fondi per prendere un associato, quando ti scade il contratto sei praticamente licenziato. Quindi capite bene che è una guerra tra poveri.
ok sono malata, ma è uscito Star Trek Discovery. quindi appena smettono di lacrimarmi gli occhi potrei essere una persona molto meno infelice.
Oh, vale per tutti: al primo spoiler part l’anfollo automatico eh. E speriamo che sia uscita l’intera stagione tutta insieme, che così minimizzo il periodo di esposizione.