Il Consiglio nazionale commercialisti ha segnalato il disservizio e
chiesto uno slittamento dei termini. E il presidente Massimo Miani
puntualizza: poiché “non possiamo essere noi a rispondere
dell’inadeguatezza” delle procedure di invio di dati e fatture, qualora
non arrivasse una proroga (almeno al “15 ottobre”), “ci vedremo
costretti, nostro malgrado, a non rispondere, come professionisti, delle
sanzioni che eventualmente verranno irrogate ai nostri clienti
per eventuali ritardi e omissioni negli invii delle comunicazioni”.
E anche i commercialisti se ne lavano le mani. Benissimo, sempre meglio questa storia.
Si comincia gia’ a intuire a chi tocchera’ a rimetterci, mi pare.