Il 14 agosto 2017 la Terra è stata attraversata dalle onde gravitazionali prodotte dalla fusione di due buchi neri, da 31 e 25 masse solari, avvenuta 1.8 miliardi di anni fa. Questa è la quarta volta che scopriamo un segnale del genere, perché è speciale?
Perché dal 1° agosto anche Virgo, il nostro interferometro a Cascina (Pisa), era acceso e in ascolto. E ha rivelato il segnale, 14 millisecondi dopo gli interferometri di Livingston e Hanford. Per la prima volta quindi, le onde gravitazionali sono state rivelate da tre interferometri contemporaneamente, permettendo quindi di localizzare l’evento nella volta celeste.
Immediatamente è iniziata la caccia, e qualcosa come 25 telescopi sono stati immediatamente puntati in quella direzione, in cerca della luce associata all’evento. Perché se c’era luce, allora la fusione aveva coinvolto non dei buchi neri, ma delle stelle di neutroni! Questo non ha fatto che attirare l’attenzione degli osservatori più attenti, che hanno notato il puntamento dei più potenti strumenti dell’umanità verso quest’area e tutti contemporaneamente.
Nulla, nessuna radiazione elettromagnetica è stata rivelata in concomitanza con l’evento gravitazionale. Le stime di massa, molto più precise grazie alla tripla rivelazione e alla polarizzazione di queste onde, hanno poi confermato quanto si “temeva”: la fusione ha coinvolto due buchi neri, contro le aspettative iniziali.
Ovviamente qualche bocca troppo larga si era già fatta sfuggire la parola “stella di neutroni”, ed eccovi quindi tutti i pettegolezzi sulla prima rivelazione di “fusione di stelle di neutroni”. Ecco perché esistono gli embarghi e le riserve sull’annuncio immediato delle scoperte. Perché i dati vanno studiati, i risultati soppesati. In pratica, non si può dire gatto finché non ce l’hai nel sacco, perché altrimenti diventa molto imbarazzante per i ricercatori. La ricerca continua dello scoop invece è l’esatto contrario di ciò, ed è solo controproducente.
LIGO e Virgo ora sono entrambi offline (dal 24 agosto) per un’ultima sessione di migliorie, e da metà 2018 saranno tutti e tre in piena operatività. Non servirà molto tempo prima che scoperte come queste comincino a piovere a centinaia, e che l’eccezionalità di un’onda gravitazionale diventi qualcosa di normale e quotidiano. Sta nascendo una nuova astronomia! 😀
-Lorenzo
http://www.virgo-gw.eu/#news
http://www.nature.com/news/european-detector-spots-its-first-gravitational-wave-1.22690