Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita.

kon-igi:

Ma il problema non si pone perché @skiribilla ha deciso che ci salverà tutti diventando APICOLTRICE.

O meglio, mi ha chiesto di darle una mano affinché il collettivo di tumblr le dica non tanto il COME ma il COSA… cosa piantare attorno alle arnie affinché le apine abbiano succulenti e profumati fiori da suggere.

Io ne so poco dell’antica arte di allevare api e poco di più su cosa possano gradire, quindi oltre alla classica pseudoacacia (pseudo, perché l’acacia vera e propria è un’altra cosa) e alla lavanda non ho saputo consigliare.
Skiribilla ha un ettaro di terreno in provincia di Bologna (giusto per latitudinare) e gradirebbe aiuti e consigli di addetti ai lavori e non.

Grazie per l’eventuale condivisione ché le api sono belline ronzine pelosine e sono il motivo per cui non taglio mai l’erba, giuro.

@pgfone @gigiopix @thec8h10n4o2 @rabarbari @apicultura @apicoltura-villa

Non sapendo una beata fava dell’argomento, giro la questione a @tsuki-nh che ha le arnie, e da piccina a quelle bestie malefiche delle apine (”ma un ti fanno nulla, non pinzano mica!” “si, ma loro lo sanno?”) faceva la rianimazione bocca a bocca e il massaggio cardiaco, quando le vedeva debolucce.

thequarkside:

Friday, Cassini will dive into Saturn’s atmosphere and put an end to its nearly 20 year mission. Over those years we learned an incredible amount of information about Saturn, its rings, and its many moons. During the grand finale, Cassini will continue to send back information about Saturns atmosphere before burning up like a shooting star.

Un reality show britannico alla “Into the wild” è finito malissimo – Il Post

proust2000:

Spassosissimo, ora vado a cercarmelo!

e dire che lì a parte un po’ di fame e disagio non c’era niente di pericoloso…questo in fondo è il motivo per cui ritengo tutti film/serie tv con un futuro post apocalittico (alieni, zombie, nucleare, etc) autogestito, come una boiata pazzesca.

qualsiasi gruppo di persone superiore a 1, senza guida (leggi accettate da tutti o un leader carismatico/sanguinario) va in vacca in fretta.

Per quanto mi riguarda @kon-igi, unica guida possibile in quanto carismatico e sanguinario allo stesso tempo.

Un reality show britannico alla “Into the wild” è finito malissimo – Il Post

spaam:

Rigoni Stern

Alpino durante la seconda guerra mondiale. Ha scritto diversi libri sulle sue guerre tra cui Quota Albania.

Ogni libro racconta quella tipica miseria del soldato in guerra, appeso tra gioco e sacralità della vita. Una cosa però era sempre molto divertente da leggere: la codardia delle camicie nere. Soprattutto in una scena memorabile della guerra in Albania contro i greci. Racconta che c’era questo stallo da guerra di trincea contro i greci. Gli italiani chiesero rinforzi a Roma e lui, Rigoni Stern, che faceva da spola tra fronte e retrovie, venne mandato a recuperare sto plotone scelto di camicie nere. Si avvicinava l’inverno e c’era già la prima neve quando lui vide davanti a sé sto gruppetto di soldati vestiti con la sola camicia nera di cotone, un pugnale infilato nel cinturone, pantaloni lunghi e gli stivaletti bassi di cuoio. Credevano di andare a combattere a Riccione. Il capitano quando li vide decise di piazzarli a guardia di un mortaio non proprio strategico. Rigoni raccontava che ogni giorno si sparavano colpi di mortaio, anche solo per infastidire. Era allora un continuo fischiare di cannonate.

Le camicie nere, alla loro prima esperienza di guerra e soprattutto al primo fischio di moratio abbandonarono la loro postazione e corsero come pazzi verso le retrovie. La paura nei loro volti fu così evidente che i comandanti credettero ad un attacco in massa dei greci e per difendere un minimo le posizioni ordinarono a tutte le truppe nelle avanguardie di ritirarsi indietro di qualche km. L’effetto fu sorprendente, soprattutto per i greci che, improvvisamente, si ritrovarono a conquistare territorio prezioso senza aver fatto nulla.

Tempo dopo, Rigoni Stern avrebbe trovato, li dove prima c’era la neve, la mitragliatrice che s’erano portati i fascisti e che nella fuga a gambe levate avevano abbandonato per prima.

D’altronde safety first

dello sragionare per giusta causa

uds:

chiarisco il mio post precedente e ci spendo sopra due(mila) parole, e immagino che sarò noioso e sfilacciato (stamattina ho da fare, non rileggerò)(ieeeee, sagra di refusi!) per cui vi chiedo già di perdonarmi, perché al mondo è sempre meglio farsi capire. una volta ad un corso di comunicazione mi hanno spiegato che non si dovrebbe mai dire “ha capito?”, ma “sono riuscito a spiegarmi?”, perché la responsabilità primaria della comunicazione è di chi parla.

ecco, vediamo se riesco a spiegarmi.

dalle mie parti c’è stata una festa di paese. durante questa festa una ragazza è passata vicino a un tizio, urtandolo e facendogli cadere il cellulare di mano. il tizio ha raccolto il cellulare e si è rivolto alla ragazza, che è andata avanti facendo finta di niente, dicendole che almeno poteva chiedere scusa. lei se n’è andata, poi è tornata con due amici (parliamo di ragazzini poco più che maggiorenni) che hanno iniziato ad attaccar briga. uno di questi due ha tirato fuori un coltello. un ragazzo si è messo in mezzo per cercare di calmare gli animi e si è beccato quattro coltellate. è salvo per miracolo.

su facebook è immediatamente scattata la peggior mentalità di branco che abbia mai visto, nonostante il padre stesso del ragazzo ferito sia lodevolmente intervenuto per dire che non riteneva accettabile nessuna violenza, compresa quella verbale. foto dei tizi che girano, insulti di ogni specie, minacce di vario tipo. auguri di stupri subiti in carcere, auguri di fare la stessa fine, insulti ai parenti, mezze idee di formare uno squadrone per beccarlo appena esce, commenti su come in italia la giustizia non funzioni e tanto sarà fuori domani. avrete presente.

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