In giro per Milano sono comparsi questi manifesti. Non ho nemmeno capito cosa pubblicizzano, se un evento o una nuova chiesa o una nuova religione (visto che ce ne sono poche..).
Ci sono messaggi di vario tipo come questi. “Avevo una vita di merda e Dio mi ha salvato” “Ero ateo poi ho conosciuto Dio” (Checcazzo vuol dire mica ho capito. Pure io ero single e poi ho conosciuto la mia compagna. Ma non è che lo pubblicizzerei. Anche perché devo ancora capire se sia stata una cosa positiva..) Insomma i soliti messaggi di speranza e salvezza donati dalla manina benevola che scenda dal cielo facendosi strada tra nuvole, uccelli e aeroplani. Fin qui… Possiamo pure chiudere un occhio. Noi atei ci ridiamo e ci scherziamo su, nella consapevolezza che comunque esiste gente credente e un minimo di rispetto va comunque concesso. Quieto vivere.
Poi però camminando mi imbatto in questo messaggio:
Qui il quieto vivere e il rispetto va a fare in culo, dove tra l’altro dovrebbero recarsi gli ideatori di questa pubblicità ingannevole (trad.: puttanata) e il Porcoddio comincia a scorrere potente nelle mie vene, mettendomi di fronte alla scomoda realtà; ovvero che io non conosco abbastanza bestemmie per occasioni come queste e devo provvedere al più presto ad aggiornare il mio catalogo di blasfemie.
Io la voglio vedere questa persona che passa mesi e mesi chiusa in casa, tra atroci sofferenze, che prega… prega… prega…. E un giorno si sveglia senza pene (Nel senso di sofferenze, non di testa che ha partorito questo manifesto), senza una cicatrice, sana come un pesce. E giù a ringraziare quel gran primario oncologo che è “nostro” (loro, in realtà) Signore!
Io se fossi un medico prescriverei una rettoscopia manuale a chi ideato stammerda (Che le cose le devi chiamà col loro nome) e a chi ha permesso venisse affissa per una grande metropoli evoluta come Milano. E con rettoscopia manuale intendo che mi vien voglia di infilare tutto il braccio su per il culo a sta gente e farla muovere come Kermit la rana. Se solo non fosse che io sta gente non la voglio toccà manco a distanza col mio sputo.
Russia e Stati Uniti sono pronti a collaborare per costruire insieme la stazione spaziale Deep Space Gateway. Ad annunciare l’accordo è Igor Komarov, responsabile dell’agenzia spaziale russa Roscosmos, nel corso dell’International Astronautical Congress di Adelaide (Australia).
La Russia e la NASA – in collaborazione con le agenzie spaziali di Europa, Canada e Cina – invieranno i primi moduli nel periodo compreso tra il 2024 e il 2026 al fine di realizzare una stazione spaziale nell’orbita lunare che possa servire come punto di partenza per le prossime missioni su Marte.
“Inizieremo con la costruzione della stazione orbitante, poi, una volta che le tecnologie saranno testate, potranno essere utilizzate sulla superficie della Luna e, più tardi, su Marte”, ha affermato Komarov.
La Russia utilizzerà nuovi razzi da carichi pesanti per trasportare il materiale sulla stazione spaziale e parteciperà al progetto realizzando da uno a tre moduli sviluppando tra l’altro un sistema di attracco unificato per tutte le tipologie di navicelle spaziali.
L’accordo scaturito dalla dichiarazione congiunta d’intenti NASA-Roscosmos dovrà essere ora approvato dai rispettivi governi americano e russo. Una volta ottenuto l’ok definitivo, si aprirà una nuova era di collaborazione tra le due super-potenze spaziali per l’esplorazione del nostro sistema solare.
La frase che mi preoccupa di più e’ “dovrà essere ora approvato dai rispettivi governi”. Speriamo bene.
Questo è il virus dell’INFLUENZA…o meglio, una sua elaborazione grafica per renderlo più minaccioso e farvi cagare in mano, più o meno giustamente.
Sarò sintetico: esistono 3 tipi di Influenzavirus (A, B e C) ma perlopiù solo la A è realmente impegnativa per la popolazione e l’unica che dà i focolai epidemici e le pandemie di cui sentiamo ogni anno parlare. Di questa, esistono numerosi sierotipi (varianti) in base all’emoagglutinina (lettera H seguita da un numero da 1 a 18) e alla neuraminidasi (lettera N seguita da un numero da 1 a 11). Ora capite cosa significa quel H1N1 con cui hanno chiamato la pandemia di Spagnola del 1918 o altre sigle riportate dai telegiornali in maniera catastrofica.
Ora seguitemi attentamente ché sennò rischiamo di fare confusione.
L’inculata con lana di vetro di questa merda di virus è triplice: per prima cosa gli esseri umani non sono gli unici vettori ma possiamo condividere questa caratteristica con i maiali e gli uccelli (non in maniera costante ma poi vi spiego il rischio), in seconda istanza l’influenza ha un picco stagionale ma è sempre presente sul globo, questo perché abbiamo due emisferi con stagioni invertite e un casino di serbatoi d’infezione; ultimo ma non certo meno importante, l’influenzavirus ha una capacità mutagenica da fumetto Marvel e non per niente dopo asteroidi e alieni bavosi è il soggetto preferito di film catastrofisti.
Tenete a mente: molteplici vettori+ubiquitarietà+mutagenicità.
Quest’ultima caratteristica è il motivo per cui ogni anno si ripresenta puntuale e mette a letto milioni di persone: il sistema immunitario di chi ha contratto il virus l’anno prima ha un vecchio identikit del sospettato e quindi lo lascia entrare liberamente a far danni. Idem per chi ha fatto il vaccino, che non per niente deve essere ri-sintetizzato ogni anno… ma solo una volta che nell’emisfero boreale si siano ripresentati i primi casi e si sia sicuri che siano causati dal ‘nuovo’ ceppo di influenza stagionale.
(metto questa foto per farvi riposare gli occhi e spaventarvi un po’ ma del vaccino parlo più avanti)
Ora state attenti sul concetto di mutazione.
Brevemente, esistono due tipi di mutazione di questo virus: l’antigenic drift e l’antigenic shift. Il primo è il motivo per cui ci ammaliamo nuovamente ogni anno cioè a causa di un riassortimento di quelle H e di quelle N di cui vi parlavo prima (mutazioni antigeniche minori). Molto più raro (per fortuna) è l’antigenic shift, cioè una mutazione radicale dovuta al mescolamento di antigeni di ceppi umani e animali, con un virus risultante verso il quale nessuno ha le benché minime difese immunitarie e che fa il suo decorso senza che l’organismo possa cominciare a difendersi (cosa che invece succede dopo qualche giorno con l’influenza classica, grazie a una minima ‘memoria’ immunitaria dei contagi precedenti).
Ve la ricordate l’influenza suina del 2009? In realtà no, perché sono morti solo i maiali ma siamo stati vicini ad avere una nuova pandemia con milioni di morti perché l’H1N1 è stato a un passo dall’avere un antigenic shift e quando tutti i media si sono scagliati contro i virologi che avevano detto di produrre e fare scorte di vaccini, accusandoli di essere al soldo di Bigpharma, non hanno capito che è stata solo fortuna che il genere umano non fosse stato darwinianamente sodomizzato con la rincorsa (che poi, la compravendita di vaccini era solo virtuale, visto che in caso di emergenza ci vuole qualche mese prima di avere sufficienti scorte… mai sufficienti, poi). Comunque, un giorno i nostri pronipoti ci ringrazieranno (ironicamente) di averli portati vicino a non essere mai nati con la creazione di questi immense piastre di Petri composte da MILIONI di animali ammassati in spazi ristretti e poco controllati, una palestra perfetta perché ogni tipo di virus e batterio si alleni a mutare (la giraffa s’è allungata il collo in centinaia di migliaia d’anni, i virus sono di più delle giraffe e ci provano ogni minuto)
(Per inciso: visione obbligatoria e istantanea di CONTAGION… non un film, per la sua precisione medico-scientifica a tutti gli effetti UN DOCUMENTARIO DIDATTICO)
Ora, però, parliamo del vaccino per questa banale influenza.
Sì, banale, perché se siete giovani adulti senza particolari patologie respiratorie, cardiache o immunitarie vi fate la vostra settimana a letto con bronchite, febbre e dolori articolari senza temere di essere citati in qualche articolo catastrofista e/o necrologio.
Il vaccino è pensato per proteggere i bambini piccoli, gli anziani e le persone malate. SOLO LORO. Il fatto che venga consigliato a chi lavora in un servizio sanitario o in luoghi con forte contatto col pubblico è per evitare la diffusione del virus, non per proteggere la salute di questi operatori.
Quest’anno la campagna vaccinale comincerà a metà ottobre perché si attendono picchi epidemici intorno a alla metà di Novembre/primi di Dicembre con ceppi simili a quelli dell’anno scorso (H3N2 e B) ma una variante nuova (antigenic drift) del virus AH1N1 (Michigan).
Per favore… la vera influenza si manifesta con FEBBRE ALTA, IMPORTANTI SINTOMI RESPIRATORI E DOLORI ARTICOLARI/MUSCOLARI, quindi se avete febbricola, cagotto a spruzzo, vomito, reffreddore e mal di pancia non è influenza ma una SINDROME INFLUENZALE (termine errato, oltretutto) causata da uno dei tanti altri banali virus. In ogni caso il trattamento è uguale: letto, idratazione, antipiretici/antinfiammatori e bestemmia libera.
Spero di avervi spaventato a sufficienza rassicurato e… un’ultima cosa: starnutitevi nell’incavo del gomito, non lasciate in giro i vostri fazzoletti moccicosi e lavatevi quelle luride mani contaminate.
Grazie.
Io ho fatto la tesi in virologia nel periodo dell’aviaria.
Tu non puoi capire il panico che c’era in laboratorio tra noi tesisti e i virologi. Lo spettro della Spagnola aleggiava nell’aria, l’antigenic shift era visto come uno dei quattro cavalieri dell’apocalisse. Quando il tutto è sfumato, non solo abbiamo tirato un sospiro di sollievo ma siamo stati tra i pochi a benedire chi aveva fatto incetta di farmaci (che poi… il tamiflu…). Gli anni più spaventosi, scientificamente parlando (perché uno spera sempre che capiti a qualcun altro), della mia vita.
Niente da aggiungere a quanto detto da @kon-igi e le paure di @firewalker. Le minacce nucleari tra er Coreano e il Roscio d’America, a confronto, sono una lite condominiale. La rissa al baretto sotto casa.
Aggiungo solo che il drift è una conseguenza degli antibiotici usati o se preferite, una co-evoluzione. L’antibiotico fotte il virus, il virus muta e diventa resistente all’antibiotico, si crea una variante di quest’ultimo tale da fottere il virus evoluto e via così, mutazione dopo mutazione.
Lo shift è roba da horror. Alien gemellato con Predator e più resistente di Terminator. Prima che capisci com’è fatto e come curarlo hai tolto di mezzo qualche milionata di esseri umani. La febbre spagnola, tra il 1918 e il 1920, ha fatto più morti della I e della II guerra mondiale messe insieme con un contagio di mezzo miliardo di persone. Ripeto, miliardo. Mezzo miliardo. 500.000.000 persone.
Si chiama Sam Van Aken ed è la nuova rivelazione della botanica mondiale con i suoi “Alberi dei 40 Frutti”, divenuti famosi in tutto il mondo come un connubio perfetto fra arte e scienza botanica. Durante l’anno il “Tree of 40 Fruit”, il nome originale inglese, non è diverso dai tanti alberi di città che siamo abituati a vedere ovunque. Nel periodo di fioritura però avviene la trasformazione, con i rami che divengono un mix di colori completamente diversi fra loro.
Fiori bianchi, rosa, azzurri, viola o rossi nascondono frutti che, normalmente, sarebbero ognuno su un albero differente. Dalle pesche alle prugne, dalle albicocche alle mandorle, ogni frutto viene portato a maturazione insieme agli altri ma in periodi leggermente diversi, seguendo il proprio ciclo di crescita naturale.
Il progetto, unico al mondo, iniziò a prendere piede nel 2008, quando il frutteto urbano della New York State Agricoltural Experiment Station fu in procinto di chiudere. L’eredità genetica degli alberi del frutteto stava per essere perduta, una storia di circa 200 anni che rischiava di esser dimenticata per sempre. Van Aken decise quindi di conservare quei semi in un modo innovativo: racchiudere tutto il patrimonio di 250 diverse specie di frutti su pochi alberi.
L’artista è quindi riuscito, mediante l’impiego di tecniche di innesti difficilissime, a creare il famoso “albero dei 40 frutti”, un’operazione che ha richiesto 5 anni di tentativi e di insuccessi. L’albero non è solo bellissimo e scenografico, ma consente di tramandare il patrimonio genetico di specie che altrimenti rischierebbero di finire perdute perché non rispondenti a logiche di commerciabilità.
Sotto, lo schema di innesti:
Gli alberi dei 40 frutti presenti al mondo sono per ora 21, prevalentemente a New York e Portland ma anche in collezioni private e musei degli Stati Uniti.
Ben 8 anni fa, vengo a sapere di un casolare abbandonato vicino a casa mia messo in vendita, tipico casolare umbro: con vigneto, uliveto e un pezzo di seminativo collinare. In quel periodo guadagnavo bene ed ero anche molto entusiasta del mio lavoro, e così mi feci forza (vista la mia timidezza) e contattai il proprietario. Questo mi liquidò in 3 parole dicendo che il casolare era della madre, che non sapeva nemmeno dove si trovasse, e che in quel periodo non aveva tempo e rimandammo tutto a dopo Natale. Nel frattempo io, mi misi a studiare tutte le superfici, a farmi dei conti mentali su quanto potesse costare, e un giorno, parlandone ad un pranzo pre natalizio scoprii che la madre di questo proprietario era una grande amica di mio zio, che subito, con la scusa degli auguri la contattò. Per farvela breve il giorno dopo fissammo l’appuntamento, ero gasatissimo visto che mio zio mi aveva detto che questa signora voleva vendere al più presto quel casale che le dava un sacco di pensieri abbandonato in quel modo. Così passai la notte in bianco, a pensare a tutte le cose che avrei potuto fare su quel casolare, come ristrutturarlo, come rimettere in sesto il vigneto, ecc… ecc… e il giorno seguente puntuale alle 10 ero li ad aspettare il proprietario al freddo e al gelo, entravo e uscivo dalla macchina nervosamente ogni 5 minuti per non congelarmi ma niente, non arrivava nessuno. Il tizio arrivò con un due ore di ritardo con aria scocciata e senza far tanti convenevoli mi staccò il prezzo; 500000 euro (3 volte il suo valore reale) mi disse anche che aveva altri 2 acquirenti interessati e che quel prezzo era un prezzo di favore vista l’amicizia fraterna fra mio zio e sua mamma e se ne andò. Rimasi li come uno stronzo, tutti i sogni di mesi infranti così in una fredda mattina di Dicembre. Così passano i mesi e gli anni e quel casolare viene tagliato letteralmente in 2 dalla nuova autostrada, il vigneto viene usato come deposito inerti per gli scavi della galleria, l’uliveto segato per fare legna da ardere, il seminativo trasformato in pista abusiva da motocross e così tra me e me ogni volta che passo davanti a questo casolare dico tra me e me…
Oggi ho ricevuto una lettera bellissima, semplice, dove leggendola si sente la paura e la gioia di una madre, mi ha scritto perchè vuole ringraziare gli operatori dell’Elisoccorso che hanno salvato la vita a suo figlio da un brutto incidente in bici, un ragazzino di 14 anni investito da un auto mentre era in giro in bicicletta. Atterraggio di fortuna, intervento tempestivo, gentilezza, competenza. Ecco, queste sono le cose belle del mio lavoro, non solo numeri, non solo calcoli, costi e ricavi, ricavi e costi, ma anche la riconoscenza di persone che ringraziano e, con le loro possibilità versano una cifra modica (proprio come scrive questa signora) perchè ci tengono a dire “come cittadina che è grata di quanto la sanità ancora offre” e poi aggiunge “soprattutto perchè mio figlio è vivo anche se rotto”. (questo anche se è rotto è meraviglioso e io mi sono commossa e mi è sembrato, per un attimo, di essere dentro una puntata di E.R.).
Dal 27 settembre arriva per la prima volta in Italia, a Milano nello Spazio Ventura XV (via Privata Giovanni Ventura 15), NASA – A Human Adventure,
la mostra sullo spazio prodotta da John Nurminen Events in
collaborazione con AVATAR – che ha già affascinato nel suo tour mondiale
iniziato nel 2011 milioni di visitatori perché concepita per adulti e
bambini. La mostra è un viaggio di conquiste e
di scoperte che si estende per 1500 metri quadri, tra razzi, Space
Shuttle, Lunar Rover, Simulatore di centrifuga spaziale, in un percorso
didattico ed emozionante, scientifico e immersivo, che va dal primo
lancio nello spazio ai giorni nostri e che presenta circa 300 manufatti
originali provenienti dai programmi spaziali NASA, la maggior parte di
essi in prestito dal Cosmosphere International Science Education Center e
dallo Space Museum e dal U.S. Space & Rocket Center, molti dei
quali sono stati nello spazio.
L’esposizione racconta la
fantastica storia della National Aeronautics and Space Administration,
per tutti la NASA, e le sue incredibili conquiste ottenute nei voli e
nelle esplorazioni spaziali.
I visitatori potranno ammirare le
splendide astronavi costruite dalla NASA e scoprire le storie delle
persone che vi sono state a bordo o che le hanno progettate e costruite
come per esempio un enorme modello in scala del gigantesco razzo lunare
Saturn V o la replica fedele della pioneristica navicella Mercury con la
quale venivano condotte le prime missioni spaziali, e la navicella
Gemini, costruita per missioni di lunga durata e ancora un modulo
dell’Apollo che portò il primo essere umano sulla Luna e il Rover Lunare
che servì agli astronauti per esplorarla. Non poteva mancare l’ormai
iconico Space Shuttle, prima navicella riutilizzabile, con una sezione
che consentirà ai visitatori di vedere il ponte di volo e il ponte di
mezzo dove invece mangiano, dormono e lavorano sugli esperimenti.
che affare la Buona Scuola: giovani al lavoro gratis e aziende pagate
Aiutatemi a dire porcoddio.
Schiavisti di merda
Sono anche andato a controllare, che con tutte le bufale che girano non si sa mai, e’ un attimo cascarci. Ma a quanto pare e’ tutto vero.
Che poi mi sono domandato: ma chi sono quelli che ci guadagnano da tutto questo?
Cosi’ ho cercato la lista della aziende iscritte al registro dell’alternanza scuola-lavoro. Il sito e’ ben fatto, ma non permette di ordinare i risultati per numero di posti disponibili. Occorre armarsi di pazienza e scrollare le pagine una a una. Pero’ si trovano alcune cosine interessanti. Tra una sfilza di piccole aziende che offrono 2-3 posti, spiccano alcune anomalie quali:
A un certo punto mi son rotto il cazzo di cliccare e sfogliare le pagine una a una, e ho smesso, ma insomma, una idea di chi ci guadagna prevalentemente da questa storia, me la sono fatta.
Io l’idea che mi sono fatto è che hanno lanciato sto bordello apposta per dare personale gratis a quei gruppi grossi dove anche un nullacapace in cinque minuti qualcosa da fare gli trovi, però secondo me quei famosi 400 euro a studente che danno alle piccole imprese per prendersi in carico sta cosa sono doverosi. Primo perché forse li sti ragazzi imparano qualcosa, secondo perché avere in giro per la (piccola) azienda un paio di persone che non hanno la più pallida idea neanche di cosa sia lavorare è un gran casino, e non credo alla fine per l’impresa ci sia un vantaggio economico, anzi. Al limite possono avere un vantaggio nel senso di aver già valutato le capacità di un futuro dipendente.
Mah… Veramente tra quelle registrate per la provincia di Pisa (ho scelto la mia provincia solo perché speravo di conoscere i nomi delle aziende in questione), tra le piccole aziende mi pare di vedere piu che altro concerie, bar, agriturismi, e altre cose a basso livello formativo dei dipendenti. Quanto ci imparerà mai uno studente a fare il cameriere in un agriturismo o in un bar? O a fare l’operaio in conceria? Io il cameriere l’ho fatto per anni, quando ero all’università, e insomma, se non sei proprio duro, dopo un paio di volte lo capisci in cosa consiste il lavoro. Io la vedo più come l’ennesimo regalo alle grande aziende, di cui incidentalmente approfittano anche le aziende medio-piccole, risparmiando sugli stipendi della manodopera meno qualificata. Poi oh, sono impressioni mie eh, non è verità scolpita nella pietra. Sarei contento di essere smentito, se venisse fuori che i furbetti che se ne approfittano sono solo poche eccezioni, e non la regola.