A small branch of Germany’s government
is still dedicated to hunting Nazis. Since
1958, employees of the Central Office for
the Investigation of National Socialist
Crimes have been reviewing WWII paper-
work to identify Nazis. They track down
about 30 per year but will soon shut their
doors, because the remaining suspects
are either dead, or in their 90s. Source
Soon un cazzo… tra poco dovranno assumere personale e spostarsi in locali più grandi.
Ma no, non devi mica andarli più a cercare: vengono direttamente loro a cercare te
C’era un buco grande come una casa nella piattaforma informatica per la trasmissione delle fatture elettroniche all’Agenzia delle Entrate. Quanti dati sensibili sono stati diffusi per errore? Non si sa ancora, perché manca una comunicazione ufficiale, ma la fuoriuscita di informazioni fiscali dei contribuenti deve essere stata importante.
Lo si intuisce dalle dichiarazioni del presidente della commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, Giacomo Portas, che si è detto “furibondo” e del garante della privacy, Antonello Soro, che vuole sapere “se si è trattato di un incidente imprevedibile o della mancata attuazione delle misure di protezione dei dati personali che sono necessarie e che erano state chieste”. Nell’occhio del ciclone c’è Sogei, il braccio operativo informatico del ministero dell’economia e delle finanze.
Intanto ancora fino alle 11.00 di oggi sulla home page della piattaforma online per inviare i dati di liquidazioni Iva, fattura elettronica, e fatture emesse e ricevute, appare la scritta:
La falla – fa sapere Il Sole 24 Ore – è stata scoperta a pochi giorni dalla scadenza del 28 settembre per il primo invio dello spesometro semestrale. I professionisti e gli intermediari abilitati hanno dovuto fare i conti con il blocco del canale di comunicazione web. Blocco che, invece, non ha riguardato i software gestionali utilizzati dagli studi. C’è chi ha notato – aggiunge il quotidiano economico – che, una volta inserite le credenziali Entratel, si poteva accedere digitando il codice fiscale di un contribuente a tutti dati del suo spesometro, delle sue liquidazioni Iva. Ma non solo, perché se il codice fiscale “apparteneva” a un intermediario era possibile prendere visione anche dei dati relativi agli assistiti. Qualche professionista aveva notato che inserendo per errore una cifra sbagliata del codice della ricevuta di invio si poteva comunque visualizzare il dettaglio dati altrui.
Insomma, si tratta di un problema serio, anche perché – in mancanza di informazioni ufficiali sul ripristino della piattaforma e su un (auspicato) rinvio della scadenza , gli operatori del settore non sanno che pesci prendere.
Per Sogei non è il primo scivolone. In passato ci sono stati attacchi DDoS e blackout su altre piattaforme gestite dalla società informatico del ministero.
Per non parlare dell’approccio sbagliato nella gestione dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR). Il servizio è rimasto impantanato per anni e si è sbloccato soltanto dopo l’intervento del commissario straordinario per l’innovazione tecnologica. Ad agosto scorso lo stesso commissario Diego Piacentini aveva sottolineato le mancanze di Sogei: “dopo aver creato il prodotto e aver soddisfatto tutti i requisiti del contratto, Sogei ha considerato il lavoro completo. Avevano ragione. Ma nessun comune stava usando il prodotto! Questa è la differenza tra agire in base a formalismi e valutare il risultato. Le aziende tecnologiche realizzano un prodotto e poi lo fanno crescere, c’è un’evoluzione continua. Nella PA un progetto finisce quando sono soddisfatti i requisiti del contratto, ma questo è l’anti tecnologia”.
Intanto nella pagina ufficiale di Sogei alle 11.00 di oggi non c’è ancora un comunicato che chiarisca cosa è accaduto e quando il problema sarà risolto.
Basta una rassegna stampa sulle grane della Sogei per capire la situazione.
Ma poi, “informazioni fiscali” potenzialmente può voler dire tutto: numero dei conti correnti, sede di lavoro, dichiarazioni dei redditi, spese mediche, esami medici effettuati, dati anagrafici del nucleo familiare, rendite catastali, valore degli immobili intestati, ecc…
L’agenzia delle entrate sa praticamente tutto di tutti. Se si fa scappare informazioni lei, deh.
Speriamo che almeno il problema fosse limitato ai dati contenuti nelle sole fatture elettroniche.
C’era un buco grande come una casa nella piattaforma informatica per la trasmissione delle fatture elettroniche all’Agenzia delle Entrate. Quanti dati sensibili sono stati diffusi per errore? Non si sa ancora, perché manca una comunicazione ufficiale, ma la fuoriuscita di informazioni fiscali dei contribuenti deve essere stata importante.
Lo si intuisce dalle dichiarazioni del presidente della commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, Giacomo Portas, che si è detto “furibondo” e del garante della privacy, Antonello Soro, che vuole sapere “se si è trattato di un incidente imprevedibile o della mancata attuazione delle misure di protezione dei dati personali che sono necessarie e che erano state chieste”. Nell’occhio del ciclone c’è Sogei, il braccio operativo informatico del ministero dell’economia e delle finanze.
Intanto ancora fino alle 11.00 di oggi sulla home page della piattaforma online per inviare i dati di liquidazioni Iva, fattura elettronica, e fatture emesse e ricevute, appare la scritta:
La falla – fa sapere Il Sole 24 Ore – è stata scoperta a pochi giorni dalla scadenza del 28 settembre per il primo invio dello spesometro semestrale. I professionisti e gli intermediari abilitati hanno dovuto fare i conti con il blocco del canale di comunicazione web. Blocco che, invece, non ha riguardato i software gestionali utilizzati dagli studi. C’è chi ha notato – aggiunge il quotidiano economico – che, una volta inserite le credenziali Entratel, si poteva accedere digitando il codice fiscale di un contribuente a tutti dati del suo spesometro, delle sue liquidazioni Iva. Ma non solo, perché se il codice fiscale “apparteneva” a un intermediario era possibile prendere visione anche dei dati relativi agli assistiti. Qualche professionista aveva notato che inserendo per errore una cifra sbagliata del codice della ricevuta di invio si poteva comunque visualizzare il dettaglio dati altrui.
Insomma, si tratta di un problema serio, anche perché – in mancanza di informazioni ufficiali sul ripristino della piattaforma e su un (auspicato) rinvio della scadenza , gli operatori del settore non sanno che pesci prendere.
Per Sogei non è il primo scivolone. In passato ci sono stati attacchi DDoS e blackout su altre piattaforme gestite dalla società informatico del ministero.
Per non parlare dell’approccio sbagliato nella gestione dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (ANPR). Il servizio è rimasto impantanato per anni e si è sbloccato soltanto dopo l’intervento del commissario straordinario per l’innovazione tecnologica. Ad agosto scorso lo stesso commissario Diego Piacentini aveva sottolineato le mancanze di Sogei: “dopo aver creato il prodotto e aver soddisfatto tutti i requisiti del contratto, Sogei ha considerato il lavoro completo. Avevano ragione. Ma nessun comune stava usando il prodotto! Questa è la differenza tra agire in base a formalismi e valutare il risultato. Le aziende tecnologiche realizzano un prodotto e poi lo fanno crescere, c’è un’evoluzione continua. Nella PA un progetto finisce quando sono soddisfatti i requisiti del contratto, ma questo è l’anti tecnologia”.
Intanto nella pagina ufficiale di Sogei alle 11.00 di oggi non c’è ancora un comunicato che chiarisca cosa è accaduto e quando il problema sarà risolto.
Ecco a voi Leia, nuovo batuffolo di casa di cui avevamo entrambi tantissimo bisogno in questo periodaccio ❤
Come potete vedere Cianci l’ha presa benissimo.
Abbiamo adottato una femminuccia alta mezza lattina sperando fosse più docile e sottomessa, invece gli tiene testa ringhiando, salta già un metro in altezza, è spaventosamente furba e leccaculo quanto basta per averci già fatti innamorare.
Cianci e’ da ieri sera che ringhia, annusa ovunque, e punta questa nanetta guardandola con odio, mentre ficca il naso dappertutto, in quello che una volta era il suo regno 😀
In Sweden a legislative proposal will let repair shops will charge lower sales-tax, and allow people who repair their appliances and bicycles be to write off their expenditures.
It’s very good policy: in the USA service and repair is 3-4% of the GDP, and it’s intrinsically local (you don’t usually send your phone or car offshore for repairs). The companies that do the repairs are small/medium enterprises that produce good, middle-class livelihoods for everyday people who provide a service that significantly improves their neighbors’ lives.
But there are some significant structural impediments to repairs, notably the proliferation of “digital rights management” into anything that has software in it, from cars to tractors to phones to insulin pumps. Manufacturers design these devices so that you have to break the DRM to diagnose or fix the device, and then invoke laws like Section 1201 of the US Digital Millennium Copyright Act or EU laws that implement Article 6 of the EUCD, which criminalize breaking DRM, even for legal reasons, in order to monopolize their service and parts channel.
In the USA, states have tried, and mostly failed, to pass “Right to Repair” bills that legalized fixing your stuff, because there’s a lot of surplus capital generated by owning the service channel that can be diverted to pwning the legislative process. Those same firms are likely to fight the Swedish law, but I don’t know enough about Swedish politics to handicap the bill’s chances.
Nelle lunghe ore trascorse a pedalare assieme, io e il pargolo abbiamo gettato le basi di una nuova disciplina che non mancherà di entusiasmarvi: la degustazione dei gas di scarico dei mezzi a motore. Abbiamo anche redatto la relativa classifica, che sottopongo alla vostra attenzione, sollecitando critiche e integrazioni
1) Automobili elettriche. Tecnicamente non dovrebbero far parte di questo elenco, ma sarebbe carino si palesasero almeno olfattivamente, visto che in genere arrivano alle spalle nel silenzio più totale, procurando notevoli scompensi cardiaci. 2) Automobili a benzina catalizzate. Poco da segnalare: note fresche e aromatiche e bassa persistenza; l’inalazione prolungata può causare una certa ebbrezza. 3) Automobili a benzina senza catalizzatore. Categoria in via di estinzione, ma olfattivamente interessante. Forte ed aromatica presenza di incombusti, profumo intenso ed inebriante, vera raffinatezza da intenditori 4) Automobili a gasolio. Colore che può variare dal trasparente al nero di seppia, aroma consistente, buona persistenza. 5) Ciclomotori a due tempi. Fruttati e gioiosi; l’eventuale aggiunta di ricinato conferisce quel tocco in più che non guasta. 6) Autobus, autocarri e mezzi pesanti in genere. Rotondi e gloriosi, sentori di catrame e polvere, possono risultare stucchevoli in breve tempo.
Come per i vini bisogna porre attenzione al bicchiere, anche per gli automezzi la situazione al contorno non è priva di conseguenze. a) Strada litoranea battuta dalla brezza. Molto volatile, permette di apprezzare solo le essenze più pesanti e peresistenti b) Strada di montagna. Esalta gli aromi più acuti, aggiunge freschezza ma rende anche intollerabili alcune asprezze. c) Strada di pianura nell’afa estiva. L’aria completamente ferma permette di avvertire, ai nasi più allenati, le scie dei mezzi passati nei giorni precedenti.
Non ho ancora chiuso la busta perché sicuramente mi verrà l’ansia e dovrò ricontrollare tutto per la quinta volta (solo nella giornata di oggi eh), dopo che ha già controllato anche l’agenzia che ci fa i visti.
Io comunque ho anche una busta di riserva, si sa mai.
Bella l’ansietta. Sto già stressata ammerda e parto tra un mese.