exterminate-ak:

tsuki-nh:

W la cavalleria

Oggi ero ad aiutare un collega con un furgoncino di panini che lavora coi militari.

Con me c’era un’altra ragazza, giovane e mingherlina, anche lei lì per la prima volta.

Arriva un soldato e urla: “oh finalmente hai cambiato e hai preso una ragazza carina”(rivolto all’altra ovviamente).

Cala il gelo.

Cioè, brutta merda, sono di fianco a lei, non sono sorda.

Idem i suoi colleghi per i quali ero assolutamente invisibile.

Fosse successo 5/6 anni fa ci sarei stata male per mesi, ora devono solo ringraziare che ero ad aiutare un amico, altrimenti una doccia col barattolo di ketchup non gliela levava nessuno.

L’altro giorno babbo ha richiesto la mia assistenza per cercare su un gruppo di Facebook i suoi vecchi “amici” della leva militare.

Che te lo dico a fare: fiera di gente becera, fascista e sgrammaticata, con un senso di mascolinità fragilissimo, convinta di aver capito tutto dalla vita per aver imparato a sparare (male) un fucile ed aver passato un anno con gente perlopiù esattamente identica a loro, riuscendo ulteriormente ad uniformarsi -in basso-.
Anche babbo, che pure un po’ se lo aspettava, c’è rimasto male.

Se sento qualcun altro parlare di ripristinare la leva militare obbligatoria perché “i giovani d’oggi sono dei mollaccioni” e “l’unica scuola utile è la vita” gli sputo in faccia.
Al limite meglio tamarroni qualsiasi con le sopracciglia a ali di gabbiano che si sentono j-ax e fedez, e che però, magari, non si sentono giustificati dalla divisa ad essere così stronzi con estranei che non possono permettersi di rispondere, solo per dimostrare a sé stessi e al mondo di avere un cazzo nelle mutande, piuttosto che formare in modo sistematico altra gente così. 

Altre cinesità.

oncomingderrrp:

Nel turbine di lavoro che è tipico del rientro dalle ferie, sto cercando di contattare qualcuno in Cina che mi possa far avere un’autorizzazione per entrare dentro la ex caserma Carlotto del mio nonnino che OVVIAMENTE ORA È UNA CASERMA DELLA POLIZIA DEL POPOLO, fuck yeah, meglio di così non poteva andare mannaggiaglidèi. Non potevano metterci un bel bed&breakfast,no. Una caserma.

Contatto l’addetto scientifico dell’ambasciata italiana a Pechino per chiedergli se sa a chi potrei chiedere un’autorizzazione, e lui molto cortesemente mi risponde che la mia tesi è interessante blabla fargliela leggere, e infine che devo chiedere un’autorizzazione. E basta.

Ora sto diventando stupida a cercare di contattare le università di Pechino (e fin qua) e di Tianjin (che non ha una mail sul sito, mannaggia a tutti i loro morti) che non mi stanno cagando di striscio.

Ovviamente.

Contatto quindi l’ufficio turistico di Tianjin, che mi risponde su wechat direttamente con le varie mail del rettore (!!!) dell’università, da 0 a 100 proprio.

La cosa che mi perplime è: sei l’ufficio turistico, e scrivi in un inglese da schifo. Seriamente?

Mi sa che alla fine entrerò nottetempo e farò così alle guardie:

P.S.: tutte le gif vengono da http://giffetteria.it/

P.P.S:: prima o poi mi verrà voglia di raccontare di Barcelona eh.

Proposta per il progetto Kickstarter dell’anno

Un braccialetto tipo smartwatch che proietta delle brevi animazioni olografiche simili a reaction gif (ma con l’audio), sospese a mezz’aria come le proiezioni di R2-D2, con cui rispondere alla gente nella vita reale.

Tipo, ieri mi avrebbe fatto comodo la gif di catastrofe con Samwell che fa “oh, esticazzi?”. Oggi invece ci vorrebbe l’audio di Aldo che urla al telefono “VAFFANCULOOOO VI A EFFE EFFE NCULOOOOO”.

theuserformerlyknownasscas:

ze-violet:

theuserformerlyknownasscas:

I miei hanno mandato due trolley dall’italia.
Al momento la nostra vita si è arrichita con:
– 5 kg di pasta barilla
– 1 kg e mezzo di Illy
– un chilo di cioccolatini vari
– 160 panni per lo swiffer
– 2 vestiti da zoccolone
– 4 paia di pantaloni
– 2 lucchetti modello houdini.
Siamo perplessi.

i vestiti da zoccolone?

i lucchetti perplimono ancheme, aspetto la spiega dei vestiti per decidere se devo perplimermi ulteriormente 🙂

I lucchetti erano quelli per chiudere i trolley.
Le chiavi, mi pare giusto menzionarlo, erano avvolte nello scotch da pacchi e attaccate alle pareti delle tasche esterne delle valigie.
Padreh tirocinante al kgb, perdio.
I vestiti da zoccolone sono robe che ho comprato in università, assai neri e assai corti.

Questa storia migliora ad ogni reblog 😀